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Adunata, un indotto da 40 milioni. Dosi: “Non disperdere quanto costruito”

L’Adunata - scrive il primo cittadino - ci ha insegnato quanto può essere piacevole e piena di fascino una città viva, a misura di pedoni e ciclisti, pronta a lasciarsi percorrere e, è proprio il caso di dirlo, gustare in ogni angolo"

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A fronte delle stime riguardanti l’introito economico derivante, per il territorio, dall’Adunata nazionale degli Alpini, il sindaco Paolo Dosi sottolinea che “l’Amministrazione comunale condivide appieno la grande soddisfazione degli operatori turistici e commerciali per l’enorme affluenza di pubblico e per il successo della manifestazione, che evidentemente ha dato nuova linfa a un settore importante sia sotto il profilo imprenditoriale, sia dal punto di vista occupazionale”.

“Tuttavia – aggiunge il primo cittadino – al di là di cifre che impressionano più che favorevolmente per la loro portata, laddove si ipotizzano ricavi pari a 40 milioni di euro, credo che l’indotto della kermesse sia, per Piacenza, ancor più ampio e significativo in termini di promozione della propria immagine e di strategie di marketing. Basti pensare ai tantissimi visitatori che, da martedì a domenica scorsa, hanno voluto scoprire il nostro patrimonio culturale e artistico: circa 13 mila presenze, se sommiamo gli ingressi ai Musei civici di Palazzo Farnese, alla mostra documentaria sulla Madonna Sistina, al Museo di Storia Naturale e alla Galleria Ricci Oddi. O, ancora, alle chiese gremite in occasione dei concerti di cori e fanfare, i cui spettatori hanno potuto ammirare le suggestioni, le testimonianze dell’arte e della storia nei nostri edifici religiosi. Un’opportunità straordinaria per valorizzare le nostre attrattive, ponendo le basi per far conoscere la bellezza della nostra città a chi non vi era mai stato prima e, magari, ora vorrà tornare o portare la famiglia”.

“Non posso che fare mio – rimarca il sindaco – l’appello di chi, come il professor Paolo Rizzi, invita a non disperdere quel che abbiamo costruito insieme nei giorni scorsi: un sistema integrato, efficiente e coordinato di accoglienza, offerta di tipicità e prodotti di eccellenza che possono dare al territorio lo slancio necessario per un salto di qualità nell’apertura all’esterno e nella crescita delle potenzialità turistiche. L’immagine di tanti Alpini tra gli stand allestiti in piazzetta Plebiscito – conclude Dosi – con un bicchiere di Gutturnio in una mano e un panino farcito dei nostri salumi nell’altra, è un biglietto da visita che dobbiamo conservare proiettandoci già verso il futuro. A cominciare dai grandi appuntamenti come Expo 2015, certo, ma ancor prima nella quotidianità di un impegno congiunto tra istituzioni, associazioni di categoria e tessuto produttivo che deve diventare sistematico e costante: in questo senso, l’Adunata ci ha insegnato quanto può essere piacevole e piena di fascino una città viva, a misura di pedoni e ciclisti, pronta a lasciarsi percorrere e, è proprio il caso di dirlo, gustare in ogni angolo”.


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