“Alpini in mostra” all’ospedale militare FOTO foto

Storie e reperti di tanti momenti della vita delle Penne nere in mostra da oggi all’ospedale militare di viale Palmerio

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Da oggi fino a domenica l’ospedale militare di via Palmerio diventa museo per ospitare la rassegna “Alpini in mostra”, una serie di sei mostre e soprattutto numerosissimi reperti che mettono in luce le infinite storie che hanno caratterizzato la vita delle Penne nere.

Nella splendida cornice dell’area militare, in cui vengono esposti svariati pezzi storici e cimeli unici nelle varie aree del cortile interno e del porticato, sono messi in mostra ai visitatori alcuni momenti della lunga storia degli alpini, dal passato più remoto come le prime divise risalenti alla fine del 1800, passando attraverso le lettere dal fronte durante le due guerre mondiali, fino al disastro del Vajont avvenuto nella notte del 9 ottobre 1963, di cui quest’anno cade il cinquantesimo anniversario.

La mostra, che ci è stata mostrata dal responsabile della commissione eventi dell’adunata Matteo Ghetti, spazia dalle uniformi delle Penne nere nel corso degli anni, degli eventi bellici, e delle situazioni in cui si trovarono a combattere, fino ai reperti bellici utilizzati durante i conflitti fuoco. Oltre a questo viene proposto un lato più intimo, più nascosto, quello delle lettere e della cartoline inviate dagli alpini dal fronte in tempi di guerra e dalle caserme in tempo di pace. Nella mostra intitolata “Donne e alpini” di Antonio Cittolin, si va dalle simpatiche caricature inviate a casa durante la “naja” a quelle più vecchie di inizio ‘900. Molto più crude le lettere presenti nel padiglione dedicato a “La campagna di Russia dallo Csir all’Armir”, in cui all’interno, non senza censure dell’epoca, troviamo le parole di tanti ragazzi e del loro sacrificio sul fronte sovietico nella seconda guerra mondiale.

Non mancano le testimonianze dell’epoca come quelle del reduce Alferino Baruffi, che ha vissuto per 18 mesi in un campo di prigionia russo, oltre a quella di Giuseppe Tagliaferri, raccontata da Ana Piacenza e Pierluigi Carini nella mostra “Dalla Valtrebbia a Krasnojarsk”, che parla della storia del lungo viaggio fra Russia e Cina dell’alpino mandato in quella che oggi definiremmo una missione di pace, a sedare la rivolta dei Boxer. Di forte impatto emotivo è la parte della mostra riguardante il 50esimo anniversario della tragedia del Vajont dove gli alpini hanno svolto un ruolo fondamentale sia durante i primi i momenti della tragedia, sia durante la ricostruzione. Non manca un lato internazionale, proveniente in queste ore dalla Germania, che completerà l’allestimento della rassegna. Agli occhi dei visitatori verranno mostrate le memorie e le esperienze dei Soldati della montagna, cioè i gruppi militari stranieri che, come gli alpini in Italia, hanno le grandi cime al centro del loro operato.

La mostra è aperta da oggi dalle ore 9 alle 14 fino a giovedì compreso, cambierà l’orario invece durante i giorni dell’adunata quando si potrà visitare la mostra dalle 9 alle 12.30 e nel pomeriggio dalle ore 14 alle 18. Tutte le informazioni sulla mostra e i materiali di approfondimento relativi a tutto quello presente nell’esposizione, sono a disposizione dei visitatori all’entrata dell’ospedale, all’interno del bookshop.


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