Revisione regolamento comunale, Quagliaroli (M5S) si dimette dalla commissione

Pubblichiamo l'intervento della consigliera comunale di Piacenza Mirta Quagliaroli (Movimento 5 Stelle) con il quale rassegna le proprie dimissioni dalla Sottocommissione per la revisione del regolamento del consiglio comunale. Ecco il testo integrale

Pubblichiamo l’intervento della consigliera comunale di Piacenza Mirta Quagliaroli (Movimento 5 Stelle) con il quale rassegna le proprie dimissioni dalla Sottocommissione per la revisione del regolamento del consiglio comunale. Ecco il testo integrale

SOTTOCOMMISSIONE REVISIONE REGOLAMENTO COMUNALE: FARE E DISFARE PER ME NON E’ LAVORARE

Da diversi mesi sto partecipando alla sottocommissione istituita per revisionare il regolamento del consiglio comunale. La necessità di rivedere alcuni punti è nata certamente dai cambiamenti amministrativi, dopo la chiusura delle circoscrizioni, ma anche dalla difficoltà di applicare i diversi articoli talvolta lacunosi quando non proprio di vecchia concezione politica.
Nel corso dei mesi sono stata abbastanza speranzosa nell’attendere che prima o poi le regole sarebbero state applicate e non interpretate sempre a favore della maggioranza, ma proprio di fronte agli ultimi episodi, parlandone anche con i miei colleghi, ho deciso di abbandonare la sottocommissione.

Di recente infatti il Sindaco nel dibattito consiliare a seguito della votazione dello stato di attuazione delle linee di mandato, ha ribadito l’impossibilità di proporre emendamenti a tali linee, proposta che il nostro gruppo politico aveva invece fatto nell’ottobre 2012 per integrare i punti del programma su cui pensavamo ci potessero essere margini di miglioramento. Ma, ahimè, linee di mandato dichiaratamente blindate ce ne hanno impedito la discussione. Un peccato, visto che l’art. 24 dello statuto e art. 54 del regolamento comunale ne prevede la possibilità, all’insaputa del nostro Sindaco.
Ma questo è solo l’ultimo dei casi in cui il regolamento o lo statuto vengono disattesi o interpretati arbitrariamente. Ricordiamo il caso della raccolta firme per la convocazione della sig.ra Poli in consiglio comunale, poi arbitrariamente trasformata in convocazione in commissioni riunite, il regolamento non lo prevede ma tant’è, il regolamento lo si interpreta. Peccato che non sia stato lo stesso in altre occasioni dove noi richiedevamo ad esempio il rispetto delle minoranze previsto dal testo unico. In nessuna delle commissioni infatti è stato designato un presidente della minoranza e la commissione di garanzia e controllo che avrebbe potuto svolgere tale funzione non è stata istituita volutamente. Ma ancor peggio si voleva fare con il nostro benestare: eliminare la commissione garanzia e controllo dal regolamento inglobandola nelle commissioni speciali.

Purtoppo così come accade anche nel panorama nazionale la maggioranza e il PD in particolare ha deciso di vincere facile eliminando l’avversario per legge. Così come ha ben pensato l’onorevole Finocchiaro che ha presentato un bel disegno di legge per vietare ai movimenti di parteciapre alle elezioni, allo stesso modo la sottocommissione nel suo lavoro ha deciso all’unanimità, tranne la sottoscritta, di proporre al consiglio comunale un testo in cui si elimina la commissione di garanzia e controllo e la si ingloba nelle commissioni speciali, che comunque esistono, ma che ovviamente non hanno le stesse funzioni.
Tutto questo senza considerare che va modificato anche lo statuto del Comune, cosa non facile vista la maggioranza che serve. Lo statuto infatti è come una costituzione per il comune pertanto richiede maggioranze più qualificate.

Che dire infine della costituzione delle consulte? In estremo ritardo rispetto ai termini di regolamento, già più volte segnalato dal nostro gruppo politico infatti ad oggi non sono ancora attive.
Di fronte a queste continue interpretazioni del regolamento e dello statuto, al mancato rispetto in Consiglio Comunale dei tempi previsti, dell’argomento in esame per gli interventi dei consiglieri spesso finalizzati ad attacchi personali ad altri consiglieri o a temi nazionali e alla volontà della sottocommissione di stravolgere lo statuto e il regolamento eliminando le garanzie minime previste per le minoranze – dato che queste garanzie non possono essere lasciate al buon cuore della maggioranza che infatti ha occupato tutte le presidenze – ho deciso di dimettermi da componente della sottocommissione.

Durante questi mesi ho ribadito più volte queste mie perplessità e atteso che ci fosse un dialogo costruttivo, ma purtroppo ciò non è accaduto.
Diciamola tutta, ci hanno proposto di partecipare alla sottocommissione perchè avallassimo il loro lavoro!
Mi chiedo infine a cosa serve questo lungo lavoro di revisione del regolamento se poi gli uffici e gli organi preposti non ne impongono il rispetto? A cosa serve se poi nemmeno lo si conosce? A cosa serve se poi lo si interpreta?

Mirta Quagliaroli

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