Quantcast

Addio a Margherita Hack, un anno fa ci incantò a Veleia foto

È morta la notte scorsa a Trieste all’ospedale di Cattinara l’astrofisica Margherita Hack. Aveva compiuto 91 anni lo scorso 12 giugno, da una settimana era ricoverata

Più informazioni su

È morta la notte scorsa a Trieste all’ospedale di Cattinara l’astrofisica Margherita Hack. Aveva compiuto 91 anni lo scorso 12 giugno, da una settimana era ricoverata. Un lutto enorme nel mondo della scienza. Negli ultimi anni la Hack era stata in diverse occasioni a Piacenza, proprio un anno fa, il 30 giugno del 2012, incantò la platea di Veleia teatro con una lezione sulle stelle. 

Nel settembre del 2011 partecipò al Festival del Diritto tenendo un’appassionata conferenza che venne seguita da tantissime persone a Palazzo Gotico, le venne tributata un’ovazione. VAI AL PEZZO ORIGINALE

VAI AL PEZZO ORIGINALE
 sulla serata di Veleia. 
Ecco le foto e la cronaca di allora.

Margherita Hack

Margherita Hack è una delle menti più brillanti della comunità scientifica italiana e ha vissuto lavorando in grande stile alla scienza astrofisica. Prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia, ha svolto un’importante attività di divulgazione e ha dato un valido contributo alla ricerca per lo studio e la classificazione spettrale di molte categorie di stelle. Vegetariana e animalista convinta, Margherita Hack frequentò il liceo classico e iniziò a giocare a pallacanestro e a fare atletica, ottenendo ottimi risultati a livello nazionale nel salto in alto. Ritrovò Aldo dieci anni dopo, nel 1943, all’Università di Firenze, dove frequentavano rispettivamente la Facoltà di Fisica e quella di Lettere. Si sposarono l’anno successivo e sono ancora uniti. A guerra finita, nel 1945, fu possibile laurearsi con una tesi di astrofisica relativa a una ricerca sulle cefeidi, una classe di stelle variabili. Il lavoro fu condotto presso l’Osservatorio astronomico di Arcetri, dove la Hack iniziò a occuparsi di spettroscopia stellare, che sarebbe diventato il suo principale campo di ricerca.

Iniziò un periodo di precariato come assistente presso lo stesso Osservatorio e come insegnante presso l’Istituto di Ottica dell’Università di Firenze. Il primo impiego le venne offerto nel 1947 dalla Ducati, un’industria di Milano che iniziava a occuparsi di ottica. Margherita lo accettò e si trasferì col marito, ma l’anno successivo preferì tornare all’ambiente universitario fiorentino. Dal 1948 al 1951, insegnò astronomia come assistente e nel 1950 entrò in ruolo. Nel 1954 ottenne la libera docenza e, sotto la spinta del marito, iniziò la sua attività di divulgatrice scientifica, collaborando con un quotidiano. Chiese e ottenne il trasferimento all’Osservatorio di Merate, presso Lecco, una succursale dello storico Osservatorio di Brera. Nello stesso periodo, teneva corsi di astrofisica e di radioastronomia presso l’Istituto di Fisica dell’Università di Milano e iniziò le sue numerose collaborazioni con università straniere in qualità di “ricercatore in visita”. Accompagnata dal marito, che la seguiva in ogni spostamento, collaborò con l’Università di Berkeley (California), l’Institute for Advanced Study di Princeton (New Jersey), l’Institut d’Astrophysique di Parigi (Francia), gli Osservatori di Utrecht e Groningen (Olanda), l’Università di Città del Messico; è stata anche “docente in visita” presso l’Università di Ankara (Turchia).

Nel 1964 divenne professore ordinario, ottenendo la cattedra di astronomia presso l’Istituto di Fisica teorica dell’Università di Trieste e come tale ebbe l’incarico della direzione dell’Osservatorio astronomico. La sua gestione, durata fino al 1987, rivitalizzò un’istituzione che era l’ultima in Italia sia per numero di dipendenti e di ricercatori che per strumentazione scientifica, portandola a rinomanza internazionale. L’enorme sviluppo delle attività didattiche e di ricerca, che Margherita Hack aveva promosso in università, pose il problema di creare un Istituto di Astronomia. Fu istituito nel 1980 e sostituito nel 1985 da un Dipartimento di Astronomia, che la scienziata diresse fino al 1990. Dalla sua nascita, nel 1982, la studiosa ha curato una stretta collaborazione anche con la sezione astrofisica della Scuola internazionale superiore di studi avanzati (Sissa).

La carriera scientifica di Margherita Hack si è intrecciata a quella degli astronomi più importanti dell’ultimo secolo. Le sue ricerche hanno toccato diversi settori, contribuendo in modo significativo allo studio e alla classificazione spettrale. Ha alternato la stesura di testi scientifici – sull’astronomia generale e la spettroscopia stellare – a carattere universitario, alla scrittura di testi a carattere divulgativo, come “Le nebulose e gli universi-isole” (1959), “La radíoastronomia alla scoperta di un nuovo aspetto dell’Universo” (1960), “L’universo. Pianeti, stelle e galassie” (1963), “Esplorazioni radíoastronomíche” (1964), “L’universo violento della radioastronomia” (1983), “Corso di astronomia” (1984), “L’universo alle soglie del Duemila” (1992), “La galassia e le sue popolazioni” (1992), “Alla scoperta dei sistema solare” (1993), “Cosmogonie contemporanee” (1994), “Una vita tra le stelle” (1995), “L’amica delle stelle” (1998). Il trattato “Stellar Spettroscopy”, scritto a Berkeley, nel 1959, con Otto Struve (1897-1963) è considerato ancora un testo fondamentale. Straordinaria divulgatrice, ha collaborato a numerosi giornali, a periodici specializzati e ha fondato nel 1978 la rivista “L’Astronomia” che dirige tuttora. Nel 1980 ha ricevuto il premio Accademia dei Lincei e nel 1987 il premio Cultura della Presidenza dei Consiglio. E’ membro dell’Accademia dei Lincei, dell’Unione Internazionale Astronomi e della Royal Astronomical Society. Nel 1992 la scienziata è andata fuori ruolo per anzianità e ha continuato l’attività di ricerca senza l’impegno dell’insegnamento. Nel 1993 è stata eletta consigliera comunale a Trieste. Dal 1997 è in pensione, ma dirige ancora il Centro Interuniversitario Regionale per l’Astrofisica e la Cosmologia (CIRAC) di Trieste e si dedica a incontri e conferenze al fine di “diffondere la conoscenza dell’Astronomia e una mentalità scientifica e razionale”.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.