Cementirossi, M5S Piacenza “Eternit e Ilva insegnano: agiamo per tempo”

Intervento dei consiglieri del Movimento 5 Stelle di Piacenza su Cementirossi. 

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Intervento dei consiglieri del Movimento 5 Stelle di Piacenza su Cementirossi. 

L’esperienza ILVA ed Eternit insegna. Agiamo per tempo!

 
A seguito della nostra interpellanza presentata nell’ultimo consiglio comunale richiedente chiarimenti in merito all’AIA concessa alla ditta Cementirossi nel 2007 e notizie circa il parere del comune sulla Valutazione di Impatto Ambientale richiesta dalla ditta per aumentare il quantitativo di combustibile alternativo da utilizzare negli impianti, abbiamo appreso dall’assessore Rabuffi che sono state richieste ad ARPA delle integrazioni di dati per poter effettuare il parere richiesto.
Siamo soddisfatti dell’interesse dimostrato dagli organi del comune verso la qualità della vita e dell’aria a Piacenza, tanto da effettuare le verifiche del caso prima di esprimere il necessario parere.
 
A questo fine riteniamo opportuno innanzitutto sensibilizzare e informare i cittadini con alcuni dati e qualche considerazione sulla reale condizione dell’ambiente, dell’aria che respiriamo, dell’acqua che beviamo e del suolo che coltiviamo per il nostro sostentamento. Senza allarmismi, semplicemente con buon senso.
Da un lato è necessario indagare la causa dei ripetuti sforamenti, durante il passato inverno, dei “limiti di legge” previsti per contenere l’inquinamento da polveri sottili,  dall’altro interpretare i dati relativi alle misurazioni effettuate, perché i numeri NON parlano chiaro. Parametri e limiti, come è tristemente noto, non sempre garantiscono efficacemente il risultato che si vorrebbero prefiggere: la tutela della salute dei cittadini. 
 
Non è possibile ridurre tutto all’equazione per cui quando i limiti di legge sono rispettati, la salute dei cittadini è salvaguardata.
 
Proprio di questi giorni è la sentenza di Torino contro Eternit, proprio in questi giorni si dibatte sulle sorti dell’Ilva di Taranto. Laddove l’importanza strategica delle attività produttive ha avuto priorità sugli obblighi di tutela ambientale, gli effetti sono stati devastanti e sono sotto gli occhi di tutti.
Vogliamo in particolare porre l’attenzione sui risultati dell’ennesima nostra richiesta all’ARPA, organo ufficiale di controllo dell’ambiente, relativamente ad aggiornamenti sull’inquinamento dell’aria in città, in particolare sulle più importanti fonti industriali di emissione situate nel Comune di Piacenza.
 
Particolare attenzione è stata posta nella individuazione dei valori degli Ossidi di Azoto, sostanze nocive per la salute se inalate e considerate, unanimemente, tra i più importanti precursori delle componenti secondarie delle polveri sottili. Quindi ridurre significativamente le emissioni di tali sostanze dovrebbe costituire una politica prioritaria per ogni intervento volto a contenere il problema delle polveri sottili.
 
I dati forniti da ARPA, suddivisi per sostanze inquinanti e macrosettori, confermano il rispetto delle normative di legge per tutte emissioni esaminate, ma una attenta analisi ha fatto emergere un dato clamoroso.
 
Secondo ARPA il macrosettore “Combustione nell’Industria”, costituisce la fonte industriale più importante di emissioni di Ossidi di Azoto, responsabile per circa 1041 tonnellate/anno riversate nell’atmosfera, seconda solo a quelle da “Trasporto su strada” che valgono circa 1193 ton/anno.
 
Al di là di una necessaria sensibilizzazione dei cittadini alla mobilità sostenibile per ridurre il dato relativo alle emissioni da trasporto su strada, che non affronteremo in questa sede, ci siamo chiesti se non sia possibile lavorare all’abbattimento delle emissioni nell’industria.
 
 
 
Da un approfondimento ulteriore un altro dato emerge clamorosamente: considerando le informazioni ufficiali di una azienda, estrapolate dalla sua “Autorizzazione Integrata Ambientale” 2010 ( l’anno più recente fornitoci da Arpa), scopriamo che UNA SOLA FONTE, riconducibile alla “combustione nell’industria”, sembra essere responsabile per la quasi totalità delle emissioni di Ossidi di Azoto in questo macrosettore, con circa 923 ton/anno.
 
Questo è dovuto al semplice fatto che essa NON adotta le migliori tecnologie per l’abbattimento di questi inquinanti, tecnologie ad esempio utilizzate già da tempo da altre aziende dello stesso comparto in Italia.
 
Ritornando a ragionare in termini numerici, è sul dato 923 ton/anno su 1041 ton/anno che dobbiamo lavorare. Se i valori saranno confermati anche per il 2013,  si deve allora intervenire subito e significativamente su questa principale fonte industriale di Ossidi di Azoto, che da sola vale quasi l’80% di quelli emessi dal trasporto su strada!
 
Non siamo qui per proporre misure palliative che creino l’illusione di contenere l’inquinamento, vogliamo trovare soluzioni efficaci e definitive per abbattere il problema!
Perché sia chiaro che, nonostante esistano gli strumenti normativi, ad oggi non sono stati adeguatamente utilizzati.
 
Un altro dato allarmante è che all’azienda in questione è concesso utilizzare, come combustibili, scarti industriali che possono contenere composti molto tossici, per cui, potenzialmente, potrebbero essere emesse in atmosfera quantità annue significative di sostanze di cui nessuno può, allo stato, conoscere gli effetti sulla salute nel tempo. 
Va sottolineato infatti che gli effetti della tossicità di certi composti sulla popolazione residente in prossimità delle emissioni non dipendono solo dalla quantità giornaliera assimilata, ma anche dalla circostanza che questa assimilazione, anche a basso dosaggio, si protragga nel lungo periodo, come evidenziato da diversi studi scientifici.
 
ARPA, attraverso varie misure e controlli, svolge il ruolo di garante dello stato di salute del nostro territorio.
Ebbene ARPA , per legge, esegue su questa azienda solo alcune misurazioni all’anno relative alle emissioni in atmosfera e solo per certe sostanze, quelle previste dalla normativa.
Tuttavia in alcuni oli di scarto annoverati fra quelli potenzialmente utilizzabili come combustibile dall’azienda in questione, sono contenute sostanze pericolosissime, come i PCB (Policlorobifenili), per i quali la legislazione corrente NON obbliga ARPA a nessuna verifica o misurazione continuativa delle emissioni al camino. 
Inoltre, di recente, l’azienda di cui parliamo ha chiesto una deroga per poter estendere fino a 95.000 ton/anno il quantitativo di oli e pneumatici fuori uso/ritagli gomma e plastica da utilizzare come combustibili (con un massimo di 20.000 t/anno per gli oli); questo potrebbe potenzialmente portare all’ulteriore immissione nell’aria della nostra città di sostanze derivate dalla combustione dei composti altamente tossici di cui tali scarti industriali sono costituiti.
 
Riteniamo quindi che debba essere il principio di precauzione a guidarci sia come cittadini che come amministratori nelle strategie da seguire per la tutela dell’ambiente, della salute pubblica e della qualità della nostra vita.
Per queste ragioni  abbiamo presentato l’interpellanza in Comune a Piacenza e l’integrazione alle osservazioni sulla richiesta di VIA in Provincia relativamente alle problematiche fin qui esposte, e ci adopereremo perché sia dato parere negativo alla richiesta in corso.
 
Un primo passo è stato fatto dall’assessore Rabuffi nella giusta direzione, attendiamo pertanto che all’arrivo della documentazione richiesta ad ARPA vengano fatte le dovute valutazioni anche in base alle considerazioni qui esposte.
 
I consiglieri comunali del M5S
 
 
 
 
 

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