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Commercio clandestino di farmaci scoperto a Sarmato. Indagini dei carabinieri foto

Oltre cento confezioni di un farmaco utilizzato per la cura dell’epilessia recapitate a propria insaputa ad una famiglia piacentina ha dato il via ad una serie di indagini da parte dei carabinieri. Una vicenda che resta al momento ancora senza una risposta

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Oltre cento confezioni di un farmaco utilizzato per la cura dell’epilessia recapitate a propria insaputa ad una famiglia piacentina ha dato il via ad una serie di indagini da parte dei carabinieri. Una vicenda, nata da un errore nella consegna, che resta al momento ancora senza una risposta certa. La famiglia, residente a Sarmato, alcuni giorni fa si è vista consegnare uno scatolone contenenti 110 scatole del farmaco, il Keppra, del valore complessivo di circa 9mila euro, di cui non avevano mai fatto richiesta e che oltretutto non viene in nessun caso consegnato a domicilio. L’addetto alla consegna si è rapidamente dileguato e la famiglia ha quindi deciso di rivolgersi ai carabinieri.

I militari di Sarmato hanno dato il via ad una serie di accertamenti presso diverse società di spedizione (la scatola in cui le confezioni erano contenute è infatti risultata già utilizzata in passato) le quali hanno spiegato come non risultassero spedizioni di quella tipologia di prodotto. Medesimi accertamenti sono stati eseguiti presso l’azienda italiana che si occupa dell’importazione del farmaco, prodotto in Germania, ed anche presso l’ordine dei farmacisti senza però ottenere elementi utili.

Le analisi fatte eseguire dai carabinieri del NAS hanno confermato che si trattava del farmaco originale:anche le confezioni non erano state manomesse. Le indagini risultano ancora aperte e sulla vicenda è stato aperto un fascicolo in procura: inizialmente i carabinieri avevano seguito la pista legata ad un possibile giro di doping; al momento l’ipotesi più accreditata resta quella di un commercio clandestino di farmaci destinate alle farmacie e acquistati a prezzo ridotto. A seguito dell’autorizzazione della Procura Il farmaco sequestrato è consegnato alla Asl di Castelsangiovanni nella persona della dottoressa Maria Cristina Granelli.

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