Frodi fiscali, a Piacenza aumento record: più 40% nel 2012

A dare i numeri di quella che ormai è diventata una emergenza nazionale è l’osservatorio Crif sulle frodi creditizie. I dati  fotografano un fenomeno purtroppo in costante crescita anche perché il ladr

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Oltre cento casi di frode fiscale a Piacenza, con un aumento del 40 per cento rispetto all’anno precedente. A dare i numeri di quella che ormai è diventata una emergenza nazionale è l’osservatorio Crif sulle frodi creditizie. I dati  fotografano un fenomeno purtroppo in costante crescita anche perché il ladro di identità può riuscire a reperire fondi in maniera molto meno rischiosa rispetto, per esempio, alle rapine in banca, che tra l’altro risultano essere in costante diminuzione (624 casi nei primi 8 mesi del 2012,-18,5% rispetto al corrispondente periodo 2011). Ma a destare allarme è il dato di Piacenza che registra un aumento del 40 per cento dei casi registrati rispetto al 2011.

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Dei 24.000 casi rilevati in Italia, oltre 1.300 (pari al 5,6% del totale) si sono verificati in Emilia Romagna, che si è posizionata all’8° posto di questa poco invidiabile classifica. Questo dato risulta oltremodo eclatante se si considera che le rapine in banca nei primi 8 mesi del 2012 in regione sono state meno di 60. Bologna ha ottenuto il primato della regione, con più di 300 frodi, seguita da Modena e Reggio Emilia, entrambe con circa 220 casi. A debita distanza Parma (130), Forlì-Cesena, Rimini, Ravenna e Piacenza, tutte con circa 100 casi. Il maggior incremento rispetto all’anno precedente è invece stato registrato a Piacenza, addirittura +40%, e a Reggio Emilia, +26%.
 
La ripartizione delle frodi per regione di residenza dichiarata al momento della richiesta del finanziamento mostra una maggiore incidenza in Campania (18,3% del totale), Sicilia e Lombardia, ovvero delle stesse regioni che anche nel 2011 occupavano i primi posti di questa poco invidiabile classifica. 
In relazione all’incidenza delle frodi per singola provincia, quella maggiormente colpita si conferma essere Napoli, con quasi 3.000 casi, seguita da Roma, con circa 1.800, e Milano (più di 1.000 frodi).
 
Il profilo delle vittime
L’analisi della distribuzione delle frodi per sesso delle vittime evidenzia che poco meno dei due terzi (il 65,4% del totale, per la precisione) sono uomini. Nel corso del 2012 si registra, però, una ulteriore crescita delle donne vittime di frode, con un +4% rispetto al 2011.
Osservando invece la distribuzione delle frodi per classi di età, in linea con quanto era stato rilevato anche nel primo semestre dell’anno la fascia nella quale si rileva il maggior incremento percentuale è quella degli under 30 (+21,2% rispetto al corrispondente periodo 2011), che risulta essere anche la classe di età maggiormente colpita (27,3% del totale dei casi).
A seguire, le classi di popolazioni più colpite sono risultate essere quelle di età compresa tra i 31 e i 40 anni (24,6% del totale) e tra i 41 e i 50 anni (23,5%), seppur con una frequenza inferiore rispetto alla precedente rilevazione.
 
“L’incremento dei furti di identità che colpiscono ignari cittadini sfruttando gli strumenti di credito e i sistemi di pagamento come gli assegni sono effetto della crisi economica oltre che della sempre maggior vulnerabilità dei dati personali, specie sul web– spiega Beatrice Rubini, Direttore della linea MisterCredit di CRIF -. Inoltre, il fatto che il fenomeno colpisca i giovani non sorprende affatto ed è da ricollegarsi proprio all’utilizzo non sempre sufficientemente attento e consapevole dei social network e dei device mobili. Anche questi ultimi strumenti, di uso sempre più comune, possono infatti essere attaccati per sottrarre dati personali, spesso sfruttando la vulnerabilità dei sistemi di sicurezza delle APP, oggi sempre più diffuse”.
 
“Nell’analizzare questo fenomeno che non sembra conoscere crisi bisogna sottolineare l’estrema facilità che i criminali hanno nell’accedere a informazioni personali e riservate altrui – aggiunge Rubini – sia attraverso documenti cartacei o in formato digitale sia grazie all’enorme diffusione dei profili scaricabili dai social network. Da qui è estremamente semplice ricostruire il codice fiscale e alcuni dati anagrafici di una persona ignara dei rischi. Con questi dati, poi, la tecnica utilizzata dai frodatori è quella di produrre documenti falsi, i quali vengono utilizzati per la richiesta di finanziamenti ma anche per altre operazioni truffaldine”.

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