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La Provincia dismette le partecipate per salvare il bilancio e taglia lo stipendio alla Giunta

In vendita le azioni delle società partecipate Centropadane, Seta e Pc Expo, così come terreni e edifici. E’ un severo piano di alienazioni dei beni della Provincia di Piacenza, necessario per salvare il bilancio. 

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In vendita le azioni delle società partecipate Centropadane, Seta e Pc Expo, così come terreni e edifici. E’ un severo piano di alienazioni dei beni della Provincia di Piacenza, quello presentato oggi in commissione dal presidente Massimo Trespidi, nella veste di neo assessore al bilancio. Ma è quello che consente al tempo stesso di rispettare i vincoli del patto di stabilità, spiega Trespidi, e di garantire gli stipendi ai dipendenti dal 2013 al 2015, e di prevedere interventi di edilizia scolastica per sei milioni di euro. 

Il bilancio di previsione dell’ente per il 2013 rispetta gli equilibri economici e finanziari, con un avanzo di 7 milioni di euro e 35 milioni di euro di cassa, nonostante abbia visto un  taglio di trasferimenti statali pari a 8 milioni e 300mila euro, cui vanno aggiunti 2 milioni di euro da restituire a Roma (un atto dovuto a un taglio  di fondi maggiore rispetto ai trasferimenti corrisposti).  

Già nel 2013 si è proceduto, ricorda Trespidi, ad una razionalizzazione della spesa dell’ente, con rinegoziazioni di affitti e utente, oltre al trasferimento, previsto per il 2014, degli uffici attualmente presenti nel palazzo dell’Agricoltura. Non solo: dal primo luglio presidente e assessori (rimasti in sette, dopo le dimissioni di Paolo Passoni) si ridurranno lo stipendio del 10 per cento. 

Il piatto più ricco del bilancio è composto dall’alienazione delle partecipate Centropadane, Seta e Piacenza Expo. Nel 2013 si inizierà proprio con la società che gestisce la tratta autostradale dell’A21 tra Piacenza e Brescia. La Provincia detiene la quota del 9,46 per cento, il cui valore nominale ammonta a 2 milioni 839mila e 140 euro, si punta a vendere le azioni a 26,69 euro l0una, con una previsione di incasso pari a 7.574.235 euro. 

Nel 2014 si procederà invece alla vendita delle azioni di Pc Expo e Seta. Per quanto riguarda l’ente fiera, la partecipazione della Provincia ammonta al 5,87%, con un valore nominale complessivo di 863.297 euro. Le azioni potrebbero essere messe in vendita a un euro cadauna, mentre per Seta, nonostante l’invito rivolto oggi dall’ad Filippo Allegra a non dismettere le quote, la partecipazione ammonta al 6,335 %, con un  valore nominale di 798.006 euro. In questo caso le azioni potrebbero essere cedute a 0,24 euro cadauna. In totale si pensa di incassare un milione e 320mila 376 euro. 

Al tempo stesso si procederà tra il 2013 e il 2015 a un piano di vendita di terreni e edifici, come case cantoniere e l’ex palazzo Savini, attualmente sede Anpi (ma l’associazione si trasferirà a breve). Le risorse stanziate dalla Regione e che consentono di allentare la morsa del patto di stabilità, già erogate in questo mese (circa due milioni e 400mila euro), e quelle attese uin settembre, serviranno a fare da “cuscinetto” qualora il piano di vendita non andasse a buon fine o sortisse in parte l’effetto sperato. L’auspicio, concluda Trespidi, è che si possa rivedere il patto di stabilità e consentire ad amministrazioni virtuose, come la Provincia di Piacenza, di utilizzare un avanzo considerevole come quello di 7 milioni per realizzare opere utili alla cittadinanza e dare ossigeno alle imprese. Il piano di vendita di azioni e beni potrebbe comunque essere considerato come dovuto, visto che con ogni probabilità le Province cesseranno di esistere nel 2014, ma che intanto consente di evitare il dissesto finanziario dell’ente. Da parte sua Trespidi fa inoltre notare come “si vogliano attribuire a un ente, di fatto, in dismissione, nuove competenze: a partire da quest’anno spetta alle Province il rilascio dell’autorizzazione unica ambientale, per nuove aperture di attività di piccola e media dimensione”. 

Critica la posizione di Marco Bergonzi del Pd. Nel bilancio non sono previste risorse per il fondo da destinare a chi ha perso il lavoro, osserva l’esponente Pd, il quale contesta il piano di alienazioni prospettato dal presidente Trespidi. “E’ difficile che vada in porto. Per quanto riguarda Seta, si poteva prevederlo anche prima, mentre è strano – dice Bergonzi – che si vogliano cedere le azioni di Pc Expo, proprio in vista di Expo 2015”. 

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