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La senatrice Mussini (M5S) a S. Nicolò: “Contraria all’espulsione Gambaro” foto

Il Movimento 5 stelle, venerdí sera, ha portato nel piacentino un ospite d’eccezione per un momento di approfondimento e di confronto. Appuntamento nel centro culturale di San Nicoló (Piacenza)

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Il Movimento 5 stelle, venerdí sera, ha portato nel piacentino un ospite d’eccezione per un momento di approfondimento e di confronto. Appuntamento nel centro culturale di San Nicoló (Piacenza), quindi, per assistere all’incontro con la senatrice Maria Mussini che ha voluto illustrare, al popolo grillino presente, “l’attività propositiva e di controllo” svolta a tre mesi dalle elezioni. Ad introdurla il piacentino Eddy De Luca. Assente Maria Edera Spadoni rimasta a Roma per votare la fiducia al “Decreto emergenze”.

“Tre mesi non sono tantissimi – ha detto – per fare un bilancio. Sicuramente, nella difficoltà, abbiamo reagito bene perché siamo rimasti sui temi a noi cari, abbiamo lavorato coinvolgendo la cittadinanza e la rete cercando di trovare nell’intelligenza collettiva una risposta a ció che, in maniera brutale, ci veniva “buttato sul tavolo”. Sono stati tre mesi strani: le commissioni sono state convocate con molto ritardo (in un primo momento si é lavorato con un’unica commissione speciale che ha trattato materie eterogee)”. “La tendenza oggi é comunque quella di delegare molto al governo che si assume il ruolo di legislatore; per questo stiamo combattendo una battaglia sia sul piano del metodo (cercando di portare la discussione in commissione) sia nel merito (cercando di far passare tutti quegli emendamenti che sono nelle corde del programma del movimento)”.

Il “decreto emergenze” – “Il decreto di ieri – ha detto – si é rivelato un decreto omnibus. Noi siamo contrari a questa tipologia perché contiene materie eterogenee che rendono difficoltosa la discussione e la possibilità di affrontare le problematiche in maniera organica”. Insomma, un decreto “polpettone” secondo la senatrice. “Ognuno – ha detto – vuole difendere lo specifico della propria città, della propria realtà, sistema, lobby che rappresenta. Per noi é la cosa peggiore che possa succedere”. Una scelta meditata, quindi, quella di non votare la fiducia.

La realtà del movimento – “Il movimento é giovane, ha bisogno di crescere, maturare, affrontare prove – ha aggiunto -. La situazione già di per se sarebbe difficoltosa. Poi, c’é questo governo dalla maggioranza strana, compatta nel suo essere diversa. É facile nasca un senso di frustrazione perché tutto il nostro impegno apparentemente non si traduce in risultati concreti”. Il movimento comunque lavora: “Ai primi di maggio – ha aggiunto – abbiamo presentato una mozione sui rinnovi dei consigli di amministrazione di partecipate fondamentali per la vita economica del Paese come Finmeccanica, Poste Italiane, Treni Italia, ENI, Enel. La mozione ha sollecitato la Lega Nord e la maggioranza a cercare criteri piú trasparenti e a favorire la presenza di donne in ottemperanza alla legge 120”

E se ci fosse stato un governo 5 stelle/PD? – “A noi – ha detto la senatrice – non é mai stato proposto. Io c’ero, sono testimone autoptico della questione. Bersani non ci ha mai proposto un governo insieme; ci ha chiaramente detto che lui avrebbe fatto il governo. La richiesta era di non ostacolarlo”. Ancora: “A Napolitano abbiamo dato la disponibilità per creare un governo formato da persone tutte al di fuori della politica. Lui ci ha risposto no”.

L’espulsione di Adele Gambaro – “Mi sono sempre dichiarata contraria – ha detto la senatrice -. É documentato sia nella diretta streaming che nelle mie dichiarazioni. Conosco le colleghe Gambaro e Del Pin e sono persone con le quali ho sempre lavorato bene”.

Capitolo Beppe Grillo – “Grillo ha sicuramente il merito (avendo sacrificato successo, denaro e tranquillità) di aver messo in gioco la sua vita per permettere ad un’idea di realizzarsi. Per me i punti di riferimento principali sono gli attivisti e lo stesso Grillo; se non ci fosse stato Beppe il movimento non avrebbe avuto tale visibilità, la forza propulsiva che ha avuto”. “Ora – ha concluso -, anche se non sarà facile, bisogna trovare, in parlamento, un equilibrio tra tutti gli elementi che lo compongono”.

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