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“Le allegre comari di Windsor” ai Filodrammatici, intervista alla regista Escobar

Il bicentenario della nascita di Verdi verrà festeggiato da 14 giovani teatranti in modo originale, unendo la musica del maestro alla poesia di Shakespeare

Tutto pronto per il debutto de “Le allegre comari di Windsor … Teatro, Musica e Poesia”, lo spettacolo conclusivo del progetto Shakespeare e Verdi in scena giovedì 13 giugno al Teatro dei Filodrammatici di Piacenza. Il bicentenario della nascita di Verdi verrà festeggiato da 14 giovani teatranti in modo originale, unendo la musica del maestro alla poesia di Shakespeare. Cosa hanno in comune questi due autori così distanti nel tempo e nello spazio? A questa e ad altre domande ha risposto la regista e ideatrice del progetto Valentina Escobar. 
 

Come è nata l’idea di unire due mondi apparentemente lontani come la poesia di Shakespeare e la musica di Verdi?
 Verdi è rimasto affascinato dal teatro di Shakespeare: nella sua biblioteca  le opere shakespeariane primeggiavano e alcune, come Le allegre comari di Windsor (da cui è nata la divertente opera lirica Falstaff), Otello e Macbeth, sono state sue muse ispiratrici. Molte sono le affinità tra il drammaturgo e il compositore: l’amore per le donne, lo studio dei sentimenti, dei comportamenti umani e dei grandi temi universali, l’unione di leggerezza e tragedia, l’ideale di un teatro musicale i cui interpreti devono essere attori e cantanti, il mondo dei sogni e delle creature fatate. Per tutto questo, insieme alla ricorrenza dei festeggiamenti verdiani e al successo delle precedenti edizioni del Progetto Shakespeare, ho deciso di rinnovare il Progetto Shakespeare dedicando la terza edizione a entrambi gli autori. 
 

Non è la prima volta che lei affronta il teatro di Shakespeare. Come mai questo legame così forte con le sue opere?
Shakespeare, oltre ad essere un drammaturgo apprezzato da secoli in tutto il mondo, è stato anche attore e regista. Grandissimo comunicatore, è un vero maestro nell’affascinare, ancora oggi, un pubblico eterogeneo, unendo le generazioni e le classi, conquistando il cuore e la mente di bambini, vecchi, musicisti, teatranti e cineasti. La sua umanità, la sua sensibilità, il suo amore per i sentimenti e  il teatro, l’armonico equilibrio tra tragedia e commedia accrescono  l’interesse e la fantasia  di tutti. Ha saputo individuare i grandi temi universali come l’amore, il potere, la politica, la gelosia, le ambizioni, le paure, il bisogno di verità e di finzione, di sognare e di lasciarsi incantare dalla favola, di ridere e piangere, creando personaggi e storie epiche, senza tempo. Così ogni spettatore e interprete può ancora appassionarsi, riflettere e divertirsi con la poesia shakespeariana.
 

Lo spettacolo è il risultato di un laboratorio partito lo scorso febbraio. Perché questa scelta?
Lavorando con grande successo da tredici anni in prestigiosi teatri di lirica e prosa  (il Piccolo Teatro di Milano, Il Quirino V. Gasmann, Teatro Gioco Vita e il Municipale di Piacenza, Il Massimo di Palermo, il Carlo Felice di Genova, il Petruzzelli di Bari, Il Verdi di Busseto e di Trieste, il Pavarotti di Modena, Il Comunale di Ferrara, l’ Alighieri di Ravenna, l’Accademia del Teatro alla Scala di Milano, Lo Sferisterio di Macerata…) con grandi interpreti e storici maestri come H. Brockhaus, W. Pagliaro, R. Carsen, C. Battistoni, M. Flach, M. Castri, G.Lazzarini, V. Morriconi, A. Jonasson, M. De Francovich, E. Ghiaurov, L. Nucci, M. Devia, S. Ganassi, D. Theodossiou, R. Scandiuzzi, T. Fabbricini , M. Guleghina , S.Prina,  D. Rancatore, desidero avvicinare anche i più giovani al teatro lirico e di prosa, un preziosissimo patrimonio da amare e da difendere a tutte le età. Con il mio lavoro desidero accrescere la continuità teatrale, garantendone sempre la qualità. Nel laboratorio spettacolo, un’ importante esperienza teatrale e formativa, si approfondiscono aspetti che spesso, nelle tradizionali prove, per esigenze produttive, si è costretti a tralasciare anche con i più affermati e bravi professionisti.
 

In questo progetto hanno lavorato tanti ragazzi giovani, alcuni allo loro prima esperienza nel campo teatrale. Qual’ è, secondo lei, l’importanza che il teatro può avere nella crescita e nell’educazione dei giovani?
Il teatro e la cultura sono l’identità storica e intramontabile del nostro Paese, fondamentali per lo sviluppo di uno stato democratico e dei suoi cittadini, compresi quelli più giovani. Il teatro, come la musica, è un poetico strumento per crescere, emozionarsi, riflettere, osservare una realtà e cercare di migliorarla, conoscere se stessi e gli altri esseri umani; è l’arte del vivere insieme e della comunicazione, del confronto, del riconoscere le nostre sicurezze, insicurezze, forze e fragilità per superarle e affrontarle. È libertà espressiva, emotiva, razionale e umana. Tutti i giovani attori del Progetto lo hanno capito, sono molto motivati ed entusiasti: un ragazzo alla sua prima esperienza viene da Roma appositamente per partecipare al progetto e a giugno seguirà con altri membri della  compagnia il mio nuovo Progetto Aristofane  Le rane … la città e il teatro da salvare prodotto dalla Nuova Accademia di Tieffe Teatro – Stabile di Innovazione di Milano.
 

Siamo già al terzo compleanno del progetto Shakespeare, che quest’anno ha deciso di aprirsi alla musica di Verdi. Ha in serbo altre novità per la prossima edizione?
È sempre una gioia per me  affrontare il Teatro di Shakespeare e nel suo vastissimo repertorio poetico c’è solo l’imbarazzo della scelta. Al momento sto cercando una realtà teatrale, un’accademia o un’associazione qualificata disposta a far nascere con me la quarta edizione del Progetto Shakespeare, ovviamente rinnovandola. Sto lavorando su due nuove incantevoli opere shakespeariane che hanno conquistato il mondo teatrale, musicale e cinematografico. Sarebbe stupendo realizzarle con la collaborazione di realtà teatrali di Piacenza, la città che mi ha “adottata” con grande umanità, disponibilità e professionalità, permettendomi di realizzare prima il Progetto Shakespeare e poi il Progetto Shakespeare e Verdi, ma anche realtà di Milano, la città dove sono nata, dove è iniziato il mio amore per il teatro fin dall’età di cinque anni, nonché il mio appassionante e fortunato percorso professionale. 

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