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Nel tunnel di “Panico”, il thriller di Calza al Melville VIDEO foto

Nuovo mercoledì letterario al Melville di San Nicolò: protagonista dell’incontro è Lorenzo Calza, sceneggiatore di Julia e autore della striscia “She”, oltre che scrittore con all’attivo il titolo “La commedia è finita”

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Lo scrittore e sceneggiatore di fumetti piacentino Lorenzo Calza e la sua ultima fatica letteraria “Panico” (Edizioni della sera) protagonisti del mercoledì del Melville, il caffè letterario di S. Nicolò. Presentato da Ermanno Mariani, Calza ha raccontato l’urgenza narrativa che lo ha spinto a scrivere il suo thriller “visionario”. “È un libro che mi spaventa – ha confessato – ma anche quello che meglio mi rappresenta, ed è un libro fortemente radicato nella mia terra d’origine Piacenza”. La storia di un gruppo di persone a bordo di un treno che entra in una galleria e pare non uscirne più assurge a metafora globale del viaggio nel profondo della crisi del nostro tempo.

“Partendo dagli stilemi del thriller – ha spiegato Calza – ho preso l’espediente narrativo e l’ho calato nella vita dei personaggi del vagone facendo diventare l’aspetto sociale preponderante. E ho parlato anche della mia vita, del viaggio che da Piacenza mi ha portato a scavallare fino a Genova”. ” Non è un libro intellettualoide, ma un flusso di coscienza di un narratore incazzato che aveva voglia di raccontare una storia secca e dura, ma che si attiene ad una impostazione realista. È un romanzo che ha rappresentato la precarietà di quella fase della mia vita, ci troviamo in un tunnel così come il nostro paese si trova in un tunnel. Se ne esce? Nel mio romanzo sì. “

Protagonista dell’incontro è Lorenzo Calza, sceneggiatore di Julia e autore della striscia “She”, oltre che scrittore con all’attivo il titolo “La commedia è finita” (ed. Robin, 2011). “Panico – Il buio è l’unica sicurezza per rimanere vivi” è il suo secondo romanzo, pubblicato per la casa editrice Edizioni della Sera (collana Thriller – Calliphora; ISBN: 978-88-97139-36-2).

Nel thriller di Calza, il mistery classico assume dei tratti simbolici: la via d’uscita è restare al buio. Il plot rispecchia l’impanto del mistery classico: un treno entra in una galleria e, misteriosamente, non ne esce più. Un trentenne, precario, con le sue ambizioni frustrate. Nello scompartimento siedono altre persone: una ragazza, un tizio distino e taciturno piegato sul portatile, un anziano, tre studenti e una famigliola di rom. Col passare del tempo, tutti realizzano che qualcosa non va. Il buio che circonda il treno diventa dramma. Oltre all’impatto metaforico della vicenda, esiste una sottotrama simbolica, che sfocia in un disvelamento finale quasi spiritualistico, lisergico. Tre giorni. Tre, al buio. PiacenzaSera.it ha trasmesso l’evento in diretta web

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