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Opere pubbliche, Cavalli: “Errani blindi i 9 milioni per Piacenza”

A chiederlo il consigliere regionale all’indomani dell’ok della giunta ai 23,5 milioni di euro per il cofinanziamento del Documento unico di programmazione (DUP), programma per “l’attuazione di politiche unitarie per tutto il territorio regionale"

“Sbloccati 23 milioni e mezzo per progetti territoriali, la giunta regionale ora dia garanzie sui quasi nove milioni di euro promessi a 22 Comuni piacentini, alle due Comunità montane e alla Provincia di Piacenza”. “Da anni opere pubbliche sono in stand by a causa di lungaggini e silenzi della Regione”.  Lo chiede in un’interrogazione il consigliere regionale della Lega Nord Stefano Cavalli, all’indomani dell’ok della giunta regionale ai 23,5 milioni di euro per il cofinanziamento del Documento unico di programmazione (DUP), programma per “l’attuazione di politiche unitarie per tutto il territorio regionale”.

“Il 23 novembre 2012, nel corso di una riunione in Provincia, il presidente Errani aveva promesso i fondi – spiega Cavalli -. Su quelle promesse sono stati costruiti 39 progetti per il territorio che sono rimasti al palo per anni. Ora che finalmente i fondi sono stati sbloccati ci aspettiamo che la Regione provveda subito a trasferire le risorse, soprattutto per gli interventi già cantierabili di riqualificazione urbana, affinché possano partire speditamente i lavori fermi da troppo tempo”.

Coinvolti, oltre a Provincia e Comunità montane, i Comuni di Piacenza (18 interventi), Podenzano, Caorso, Cortemaggiore, Bettola, Farini, Gropparello, Vernasca, Morfasso, Ferriere, Gazzola, Vigolzone, Lugagnano, Ziano, Castellarquato, Castelsangiovanni, Monticelli, San Giorgio, Alseno, Castelvetro, Villanova e Gragnano.
“Alcuni primi stralci di lavori sono fermi, da mesi, in attesa del cofinanziamento regionale, mentre le risorse comunali sono già disponibili a bilancio” precisa Cavalli.  “In un momento di stagnazione e crisi economica, in cui si parla dell’impossibilità dei sindaci di spendere risorse a causa del patto di stabilità, è assurdo che risorse finanziarie disponibili, pronte da spendere, siano bloccate nei corridoi della burocrazia”. 

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