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Ventuno e non sentirli: al via la nuova edizione del Festival Beat foto

Anche per questo, il Festival approda alla sua ventunesima edizione come se fosse la prima: sulle ali dell’entusiasmo, ma con un’esperienza acquisita sul campo che gli consente di sfoderare un cartellone coi fiocchi, di quelli che i garage-maniacs si sognano di notte. 

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Festival Beat XXI – Battle of the Bands – Salsomaggiore Terme (Parma) Italy – Start June 26-27-28-29-30
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Giugno 1993 – giugno 2013: 20 anni, 21 edizioni. Fa un po’ impressione, snocciolare certi numeri. Per non parlare delle band che sono transitate (ormai abbiamo abbondantemente passato le 200), delle serate memorabili e dei tanti momenti di “vita quotidiana” che in questi vent’anni hanno fatto del Festival Beat, oltre che il più longevo e amato d’Europa, anche quello che più di altri ha saputo crescere senza dimenticarsi di ciò che sta alla base di tutto: una smisurata passione per il suono sixties in ogni sua derivazione. 
Anche per questo, il Festival approda alla sua ventunesima edizione come se fosse la prima: sulle ali dell’entusiasmo, ma con un’esperienza acquisita sul campo che gli consente di sfoderare un cartellone coi fiocchi, di quelli che i garage-maniacs si sognano di notte. 

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Qualche nome? I Fuzztones di Rudi Protrudi, che cedono a una corte durata vent’anni e finalmente si presentano sul palco di Salsomaggiore nientemeno che con James Lowe, voce dei leggendari Electric Prunes. Oppure Arthur Brown, veterano che ha scritto pagine memorabili nella storia del rock dagli anni sessanta ad oggi. 
O ancora i titolari del migliore rock’n’roll show del momento: Jim Jones Revue, londinesi con gli MC5 nel cuore, nella mente e nei muscoli. Solo per citarne tre, di nomi, ma in realtà la lista è ben più lunga, farcita di dj set, eventi collaterali e (questo non sta scritto da nessuna parte ma chi frequenta il Festival lo sa bene) il tutto in un’atmosfera rilassata all’insegna del divertimento puro: gruppi a parte, è questo il segreto che ha portato il Festival a crescere esponenzialmente, da quel giugno del 1993 ad oggi. 

In ogni caso, bilanci a parte, Salsomaggiore per il settimo anno consecutivo si appresta ad ospitare la più bella e ricca kermesse garage dell’estate, cinque giorni di full immersion totale nei suoni e nelle atmosfere sixties, alla faccia della crisi e della depressione diffusa. Col Festival Beat, per qualche giorno, possiamo tutti staccare la spina: mica poco, se ci pensate.

L’EXPO DEL VINTAGE – Come negli anni passati verrà allestito nei cinque giorni, un vivace expò del vintage. Tra i suoi stand hanno gironzolato operatori del settore, giornalisti, titolari di piccole etichette discografiche, designer di abiti, pubblicisti, collezionisti, semplici curiosi. Si ricorda anche, nelle scorse edizioni, la partecipazione di un “guru” del nuovo garage come Liam Watson, titolare dei Toe Rag Studios di Londra e produttore degli White Stripes, yankees dominatori delle classifiche di mezzo mondo, che al Festival ormai è di casa: vi ha suonato un paio di volte, ha fatto il bagno in piscina, bevuto birra con i fans e degustato le prelibatezze locali. Un testimonial coi fiocchi.

THE BANDS – ARTHUR BROWN (UK)

Avete capito bene: lui, quello di Fire. Un nome che ha fatto la storia del rock calcherà il palcoscenico del Festival Beat per rinverdire i fasti del suono più teatrale degli anni sessanta. Col suo elmo in fiamme, lo sguardo infernale e tutto l’armamentario che l’ha reso celebre, il nostro capitano di lungo corso (uno che la golden age del rock l’ha attraversata tutta, e da protagonista) dimostrerà che l’età non conta, quando dentro arde ancora il sacro fuoco del rock’n’roll. Fire, 45 anni dopo, saprà ancora incendiare il pubblico del Festival, pronto a spellarsi le mani per quel pezzo da novanta che di nome fa Arthur e di cognome Brown.
Yes, you heard me right: it’s him, the man who gave us Fire. A name that has made rock history will take the stage at the Festival Beat to revive the glory of the most theatrical sound of the sixties. With his helmet on fire, an expression that comes straight out of hell, and the whole paraphernalia that has helped make him famous, our sea captain (who has travelled across the whole of rock’s golden age, occupying a leading role) will show that age means nothing so long as the sacred fire of rock & roll burns inside you. Fire, 45 years later, will no doubt be capable of igniting the Festival audience, who await the opportunity to applaud a phenomenon who goes by the name of Arthur Brown.

JIM JONES REVUE (UK)

Il più esplosivo rock’n’roll act del momento: ladies and gentlemen, da Londra, Jim Jones e la sua rodata macchina da guerra! Pensate che il rock’n’roll dopo 60 anni non abbia più niente da dire? Bene, vi sbagliate. La pensate così perché non avete mai visto Jim Jones dal vivo. Mettete insieme MC5, New York Dolls, Heartbreakers, Cramps e ancora MC5, alzate i volumi, lasciatevi trasportare dal torrente di energia che esce dalle casse e partecipate a quel rito collettivo che, da Elvis in poi, eccita una generazione dopo l’altra senza perdere un colpo. Esagero? Uscite indenni da un concerto della Jim Jones Revue, se ci riuscite, e ne riparliamo.
The most explosive rock & roll act of the moment: ladies and gentlemen, from London, Jim Jones and his well-oiled war machine! So you thought post-60s rock & roll had nothing more to say? Well, you’re wrong. You probably think this way because you’ve never seen a Jim Jones live show. Throw together the MC5, the New York Dolls, the Heartbreakers, the Cramps and some more MC5, crank up the volume, and let yourself be blown away by the flow of energy that comes out of the speakers. Be a part of the collective rite that, ever since Elvis, has electrified one generation after another without ever missing a beat. You reckon I’m exaggerating? Just try and get through a Jim Jones Revue gig unscathed, and then we’ll talk about it.

FUZZTONES featuring JAMES LOWE from ELECTRIC PRUNES (USA)

Loro. Gli unici, veri, incontrastati, inarrivabili Cavalieri del Fuzz, da 30 anni depositari del verbo. Ci sono volute 21 edizioni ma alla fine mister Rudi Protrudi paga dazio al prestigio del Festival Beat e ci onora della sua presenza: finalmente. Sul palco di Salsomaggiore Rudi e i suoi Fuzztones infiammeranno la serata con i classici ultragarage che tutti amiamo. Con loro, nella sua unica apparizione europea, nientemeno che James Lowe, voce storica degli Electric Prunes, icona del garage psichedelico anni sessanta. Le note di Ward 81 e Bad News Travel Fast si alterneranno a quelle di I Had Too Much To Dream (Last Night) e Get Me To The World On Time in uno show unico nel suo genere. Imperdibile, superfluo ricordarlo.
And now we come to the one and only, undisputed, incomparable Knights of Fuzz, a band that has been spreading the word for some 30 years. It’s taken 21 editions, but Mr. Rudi Protrudi has finally recognised the prestige of the Festival Beat and honoured us with his presence: at long last! Onstage at Salsomaggiore, Rudi and his Fuzztones will set the evening alight with those ultra-garage classics that we all know and love. With them, giving his only European performance, will be none other than James Lowe, historic lead vocalist of the Electric Prunes, an icon of the psychedelic garage scene of the sixties. The notes of Ward 81 and Bad News Travel Fast will alternate with those of I Had Too Much To Dream (Last Night) and Get Me To The World On Time in a show that is unique within its genre. And it’s not to be missed, believe me.

THE CYBORGS (ITA)

Una realtà italiana in forte ascesa, i misteriosi Cyborgs. Due soli elementi mascherati (e appassionati di fantascienza) che però fanno casino per dieci. Dopo aver battuto i palchi di mezza Europa col loro blues-punk minimale, dopo aver aperto per mostri sacri come Jeff Beck, John Mayall e Johnny Winter, i Cyborgs approdano al Festival Beat per far capire a tutti che un certo suono sta alla base di tutto ciò che di duro, grezzo e roots è venuto dopo. Il loro è l’ABC del blues in salsa moderna, un suono cinico e cattivo: siete avvisati.
These mysterious Cyborgs are an Italian phenomenon that are very much on the up. They’re a masked duo (and both nuts about science-fiction), but they make quite enough racket for ten people. Fresh from gracing stages across most of Europe with their minimalist blues-punk, and from opening for the likes of such giants as Jeff Beck, John Mayall and Johnny Winter, the Cyborgs pay a visit to the Festival Beat with the intention of proving that a certain sound forms the basis of all the hard, raw and roots-oriented music that came afterwards. Their sound is the ABC of the blues with a modern approach: a cynical, nasty sound. You’ve been warned.

DE CURTIS (ITA)

Festival Beat non significa solo torrido garage-punk, psichedelia o rock’n’roll al fulmicotone. Volete distendervi un attimo con suoni raffinati sospesi tra il lounge, il funk, i sixties d’atmosfera e gli anni settanta cinematografici? Detto, fatto: eccovi i De Curtis, nome in forte ascesa nel panorama indie italiano. Vengono da Verona e sono sulla bocca di tutti: potevano forse mancare al Festival Beat?
The Festival Beat isn’t just about blistering garage-punk, psychedelia and explosive rock & roll. How about relaxing for a moment in the company of sophisticated sounds suspended somewhere between lounge, funk, atmospheric sixties stylings and seventies film themes? No sooner said than done: here are De Curtis, a name that is fast becoming a buzzword on the Italian indie scene. They’re from Verona and everyone’s talking about them: how could we possibly exclude them from the Festival Beat?

the ELECTRIC SHIELDS(ITA)

Un pezzo di storia del garage italiano. I pionieri Electric Shields a metà anni ottanta contendevano ai Sick Rose il titolo di sixties-band più acida a colpi di caschetti, Beatle-boots e Farfisa. Oggi sono risorti e sono di nuovo tra noi con un (gran) disco nuovo di zecca e con un live set che fa mangiare la polvere a tanti ragazzini che giocano a fare i garagers. Per gli Electric Shields invece il garage è una cosa seria, e al Festival Beat vengono per dimostrarlo.
Here’s a piece of Italian garage history. Back in the mid-eighties, garage pioneers the Electric Shields and the Sick Rose contested the title of “most acid sixties band”, with their bob haircuts, Beatle boots and Farfisa organs. The Electric Shields are back with us today, with a brand new (and excellent) record and a live set that kicks sand in the faces of so many young bands that pretend to play garage styles. As far as the Electric Shields are concerned, garage music is serious business, and they’ll be giving ample proof at the Festival Beat.Piazza Brugnola-Salsomaggiore Terme

HEAD AND THE HARES (ITA)

Si sono riformati da poco e l’evento andava festeggiato degnamente. Una leggenda del garage anni novanta (romani, ma conosciuti in tutto il mondo) come gli Head And The Hares non potevano che tornare al Festival Beat, a 15 anni dalla loro ultima apparizione, per proporre alle vecchie e nuove generazioni di sixties-maniacs la loro miscela perfetta di garage, folk-rock e psichedelia. Roba per palati fini.
They’ve only recently got back together again, and this alone would be due cause for celebration. A ‘90s garage legend such as Head And The Hares (from Rome, but known worldwide) simply had to come back to the Festival Beat, 15 years after their previous appearance, to show off their perfect mix of garage, folk-rock and psychedelia to old and new generations of sixties-maniacs. This is stuff for gourmets.

HOLLYWOOD SINNERS(Spain)

From Toledo with a vengeance, the Hollywood Sinners are a fine example of the highly fertile Spanish garage-punk scene. They’re quite happy to take their inspiration from the mid-sixties but they do so with the sacred fury of 1977, giving rise to sounds that are as raw as they are effective. They’re not out to do anything except make noise, entertain others and enjoy themselves. And what on earth’s wrong with that?

the KAAMS(ITA)

È garage-rock basico, quello dei Kaams. Ritmica serrata, chitarre che grattano, una voce roca old-style e un’armonica che ti trapana i timpani. Band così non cambiano la storia ma se non esistessero bisognerebbe inventarle perché senza di loro le feste non sono feste. Semplici, diretti, sporchi il giusto e soprattutto caldi: i Kaams sapranno come farvi muovere i piedi, le gambe e tutto il resto.
The Kaams deal in no-nonsense garage-rock. Relentless rhythm, stinging guitars, raucous old-style vocals and a harmonica that’ll pierce your eardrums. Bands like this aren’t going to change history, but someone would have to invent them if they didn’t already exist because without them… there’s no party. Simple, direct, just dirty enough and hotter than hot: the Kaams will get you moving your feet, your legs, and all the rest.

the YOUTHS(Denmark)

Poteva mancare al Festival Beat il più torrido R&B mid-sixties? La risposta la conoscete già: no. Eccovi pronti allora gli Youth, nuovissima sensazione dalla Danimarca. Le coordinate potete immaginarle: Sorrows + Pretty Things + Crawdaddys + Tell-Tale Hearts, cattivi e determinati. Ogni tanto sognate di trovarvi al Flamingo di Londra nel ’65 o al Cavern di Los Angeles nell’86, poi vi svegliate e fate un lungo sospiro? Beh, nessun problema: per voi ecco gli Youth a Salsomaggiore nel 2013. Non sarà la stessa cosa, ma quasi.
How could we possibly omit searing mid-sixties R&B from the Festival Beat? You already know the answer: no way! So here are the Youth, the latest sensation from Denmark. The influences are exactly as you would expect: Sorrows + Pretty Things + Crawdaddys + Tell-Tale Hearts, tough and gritty. Do you sometimes dream that you’re at London’s Flamingo in 1965 or at the Cavern in Los Angeles in 1986… then suddenly wake up and heave a long sigh? Well, never fear: we’ve got the Youth at Salsomaggiore in 2013. It’s not quite the same thing… but it’s pretty close.

LAST KILLERS (ITA)

Non scherzano, i quattro romagnoli. È da anni che pestano come ossessi sui loro strumenti per tirarne fuori punk e garage doc. Hanno parecchi dischi alle spalle (uno nientemeno che con Sua Maestà Brian Auger) e un’attività live che ne fa una delle migliori live band italiane. Al Festival arrivano con l’obbiettivo di dimostrarlo, oltre che con un album nuovo di zecca. Ci aspettiamo grandi cose.
This quartet from Romagna means business. For several years now, they’ve been thumping away on their instruments like madmen, serving up vintage punk and garage sounds. They have numerous records under their belts (including one with none other than His Majesty Brian Auger) and a concert schedule that makes them one of Italy’s top live bands. They’ll be coming to the Festival with the intention of proving it, and with an album that’s fresh off the press. We expect great things.

LOS INFIERNO (MEX)

Dopo i Los Explosivos due anni fa, in arrivo un altro siluro dal Messico e dalla sua caliente scena garage. I Los Infierno (un nome che è tutto un programma) vivono il punk dei sixties con passione latina e la competenza di chi non si limita ad amare un suono, ma ne ha fatto una missione. Cose già sentite? E allora? La loro Cavernicola, al giusto volume, spazzerà via ogni dubbio: (garage) punk’s not dead!
After Los Explosivos two years ago, here’s another torpedo from Mexico’s sizzling garage scene. Los Infierno (a name that says it all) re-live sixties punk with a passion that is unmistakably Latin, and the ability of folks who don’t just love a sound, but have made it their mission. Heard all this before? Who cares? Their Cavernicola, played at the right volume, will sweep away any remaining doubts: (garage) punk’s not dead!

MENTALETTES (GER)

Tre ragazze e quattro ragazzi, tre voci genuinamente sixties e una backing-band coi fiocchi. Shakerate Pipettes, Kinks e il meglio del beat moderno e otterrete il suono freschissimo delle Mentalettes. La band “planetaria” (in formazione cileni, spagnoli, americani, tedeschi e svedesi), di stanza a Berlino, rinnova la tradizione dei gruppi che negli anni d’oro del beat facevano ballare anche le sedie. Preparatevi a fare altrettanto.
Three girls and four lads, three unmistakeably sixties voices, and a stunning backing band. Mix together the Pipettes, the Kinks and the best of modern beat, and you get the spanking new sound of the Mentalettes. This “planetary” band (the line-up includes Chileans, Spaniards, Americans, Germans and Swedes), based in Berlin, re-evokes the tradition of groups from the golden era of beat music who would even get the chairs dancing. Prepare to do likewise.

the ROOKIES(ITA)

Da anni sono il miglior gruppo garage-folk italiano. Si muovono nell’underground più oscuro e da lì sfornano piccole grandi gemme che fanno la gioia dei più fini intenditori. Vi piacciono i Byrds, i Leaves e i Beau Brummels? Vi piacciono le tinte autunnali e certi arabeschi psichedelici dannatamente old-fashioned? Bene, siete serviti: i Rookies al Festival Beat porteranno questo e molto di più.
The top Italian garage-folk group for many years, the Rookies prefer to stay largely underground, concocting authentic gems that are a source of delight to the finest connoisseurs. Are you a fan of the Byrds, the Leaves and the Beau Brummels? Do you like those autumn shades and delightfully old-fashioned psychedelic arabesques? Well, the wait is over: the Rookies will bring this and a whole lot more to the Festival Beat.

SENZABENZA(ITA)

Il più sixties dei gruppi punk? I Ramones, ovvio. E qual è il gruppo italiano che per primo, in pieno boom del grunge e del crossover, ha riportato in auge il verbo dei fratellini di New York? Non c’è dubbio: i Senzabenza. Tra la fine degli anni ottanta e i primi novanta riportavano il punk-rock alle radici esaltandone la vena pop. Oggi tornano in pista e il Festival Beat è pronto ad accoglierli a braccia aperte.
The most sixties-oriented of all punk groups? The Ramones, of course. And which was the first Italian group, at the height of the grunge/crossover boom, to revive the attitude of the great New York-based band? No doubt about it: i Senzabenza. During the late ‘80s and the early 90s, they brought punk rock back to its roots, exulting its pop vein. They’re now back on the trail, and the Festival Beat is delighted to welcome them with open arms.

TOUGH(ITA)

Piacentini col cuore a New York, i Tough non fanno mistero della loro devozione per i Ramones. Mischiano con disinvoltura e mestiere punk-rock incendiario a melodie che ti ritrovi a canticchiare dopo un solo ascolto. Per questo, la loro presenza al Festival Beat è tutt’altro che un anomalia. E per questo prepariamoci ad urlare insieme a loro “Gabba Gabba Beat!”.
Natives of Piacenza but with their hearts in New York, i Tough make no secret of their devotion to the Ramones. With great ease and no little craft, they manage to combine blazing punk rock with melodies that you’ll find yourself humming after just one listen. And that’s why their inclusion in the Festival Beat line-up is anything but an anomaly. So let’s be ready to join in with their “Gabba Gabba Beat!”.

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