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Agraria, dopo 60 anni cambia nome: Scienze agrarie, alimentari e ambientali

Dal primo Novembre, dopo 60 anni di attività, la facoltà di Agraria della Cattolica di Piacenza cambierà nome. 

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Dal primo Novembre, dopo 60 anni di attività, la facoltà di Agraria della Cattolica di Piacenza cambierà nome

Diventerà facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali: una denominazione capace di riflettere con chiarezza come in questi anni la ricerca e la formazione sui temi dell’agroalimentare si siano trasformati, integrati, evoluti, diventando Scienza.

“Abbiamo preso atto del fatto che la facoltà si sia trasformata in un centro di ricerca e formazione “from farm to fork”, dal campo alla tavola” – sottolinea il preside della facoltà prof. Lorenzo Morelli -. “Da oltre 20 anni abbiamo affiancato a Scienze e tecnologie agrarie il corso di laurea in Scienze e tecnologie alimentari, e anche la ricerca dei nostri Istituti e dei nostri centri si è indirizzata oltre che sul settore agrario, sul settore alimentare: a questo punto, dopo vent’anni anni, con il raggiungimento di un sostanziale equilibrio sia tra le due aree del sapere approfondite a livello di ricerca, che a livello di studenti iscritti, era d’obbligo prenderne atto ed esplicitarlo attraverso il nome stesso della facoltà”.

Per quel che riguarda l’altro sostantivo inserito nella nuova denominazione, ambiente, non ci sono corsi di laurea specifici, ma quello della tutela dell’ambiente, della sostenibilità, è un tema che tocca trasversalmente tutti i percorsi proposti: “Tant’è vero che, per fare un esempio attualissimo, uno spin off della facoltà, Horta, ha appena contribuito, con la sua attività di ricerca a far vincere un premio internazionale sulla sostenibilità a Barilla.”

“Infine la parola Scienze: ecco il grado di complessità e di avanzamento della ricerca che la facoltà ha sviluppato e raggiunto in questi anni giustifica il fatto che si parli di scienza”.

Un cambiamento che si inserisce appena dopo il compimento di un importante anniversario per la facoltà, quello del 60° anno di vita: su cosa punterà nel futuro prossimo la facoltà, sia in termini di ricerca che di formazione? “Punteremo sempre di più sull’integrazione di filiera. Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali: il nuovo nome riflette l’evoluzione del sistema agrario, che da un sistema a comparti si è evoluto in un sistema continuo, di filiera – prosegue Morelli -. Non si può fare un buon prodotto alimentare partendo da una materia prima che nasce in un ambiente inquinato e, d’altra parte, solo tecnologie di produzione di altissimo livello possono utilizzare adeguatamente materia prima di buona qualità, senza rovinarla.”

Ambiente, tecnologie di produzione d’avanguardia, qualità delle materie prime e del prodotto finito, in sintesi, gli ambiti in cui si svilupperà anche in futuro l’attività della facoltà.
“Un esempio che mi viene facile – prosegue Morelli – è quello di So Crock (barretta dietetica a base di sorgo), il prodotto innovativo ed ecocompatibile realizzato dai nostri studenti, che ha vinto il primo premio di EcoTrophelia Italia, – Federalimentari, per due motivi. La produzione del sorgo è in sé ecocompatibile, così come la trasformazione del sorgo in barretta: si tratta di un esempio di ecoinnovazione totale, di filiera. E’ il cibo del futuro.”

La facoltà cambia nome, ma non mission o corsi di laurea: “Il laureato in Scienze agrarie, alimentari e ambientali sarà sempre più una figura polivalente, perché avrà una competenza specifica (agraria o alimentare) a seconda del corso di laurea scelto, e una sufficiente preparazione trasversale, godendo così di un’ampia possibilità di impiego professionale, soddisfacendo il mercato del lavoro che richiede sempre di più professionalità polivalenti”

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