“Attentato al mio stato (mentale)”, stasera in piazza Cavalli concerto di Simone Fornasari

Dopo quasi due anni di lavoro in studio e una lunga attesa, torna in scena Simone Fornasari.

Dopo quasi due anni di lavoro in studio e una lunga attesa, torna in scena Simone Fornasari. E lo fa in grande stile, nella sua Piacenza il giorno del suo 31esimo compleanno con il lancio ufficiale del suo nuovo singolo “Attentato al mio stato (mentale)” che uscirà nelle prossime ore sulle principali piattaforme e sui primari circuiti di distribuzione e che verrà presentato ufficialmente stasera alle 21.30 in Piazza Cavalli con un concerto attesissimo dove suonerà con la sua band, la sua affiatatissima seconda famiglia.
 
Ironia, paura, rabbia, amore e gioia di vivere: sono solo alcuni degli ingredienti che caratterizzano questo nuovo lavoro. Elementi che di primo acchito potrebbero apparire quasi contrastanti l’uno con l’altro, e invece no: sono tutti uniti da un sottilissimo – quasi impalpabile – fil rouge che caratterizza, rendendolo pressochè unico, il tocco di Simone Fornasari.
 
Tutto ciò senza prescindere dall’incontenibile desiderio di Simone di toccare il cuore del pubblico e condividendo con esso le emozioni più profonde, anche le più intime, attraverso la più dolce e affascinante delle carezze: la sua sensibilità, la sua anima, il suo innato talento artistico.
 
Prodotto e arrangiato da Giancarlo Boselli, Simone Fornasari è ora seguito dal manager Massimo Bettalico, già scopritore di Andrea Bocelli e attualmente al fianco di nuovi talenti, tra i quali Matteo Macchioni, Simons  e Matteo Becucci . 
 
Due chiacchiere con Simone Fornasari
 
Simone, iniziamo questa chiacchierata con una prima domanda, tanto semplice quanto scontata: qual è il significato di questo disco? Quale messaggio vorresti lanciare?
«Innanzitutto desidero spiegare il perché del titolo “Attentato al mio stato (mentale)”. L’ho scelto perchè amo provocare…con questo però vorrei sottolineare che non vuole essere un messaggio denigratorio o superficiale: tutt’altro! Ho voluto associare un termine “forte” come attentato ad un gioco di parole come “il mio stato mentale” dove sta la provocazione? …mai dare nulla per scontato! Non sempre le cose sono per come ci vengono descritte o per come ci appaiono. Non solo: “Attentato” è anche un gioco di parole legato ad una situazione che molti di noi possono aver vissuto sulla propria pelle: in fin dei conti, scrivere una canzone per me vuol dire spogliarmi da ogni inibizione e raccontare quello che farei fatica a dire persino all’amico più caro! Di più non voglio dire…non resta che selezionare “play” ed ascoltare il pezzo!»
 
Perché questo disco, meno “intimista” rispetto ai prodotti precedenti?
«Non definirei questo singolo meno “intimista” rispetto ai precedenti perché ogni cosa che scrivo arriva direttamente dalle mie viscere. E’ sicuramente un singolo più fresco e leggero, più fruibile. Ovviamente la cosa è voluta: viviamo momenti tosti, è inutile scappare dalla realtà. Credo che ci sia bisogno di semplicità, almeno per me è così. Appunto per questo ho avuto la necessità di comunicare in questo modo. Ovviamente semplice non significa scontato! Si può comunque essere pungenti e tosti anche percorrendo sentieri apparentemente meno tortuosi. »
 
Non mancano le occasioni in cui parli di una sorta di “convivenza” tra due aspetti caratteriali della tua persona che si riverberano anche in questo singolo di lancio del nuovo disco…
«Certo, perché c’è sempre un’altra mia metà da dominare, con la quale confrontarsi, con la quale dover combattere la propria quotidianità: credo fortemente nel dualismo intellettuale e nell’incondivisibilità delle cose. Se io e te ci trovassimo a provare la stessa identica sensazione non riusciremmo fino in fondo a raccontarci quello che abbiamo sentito sulla nostra pelle, poichè unico e incondivisibile! Bè, non ho scoperto nulla di nuovo, sia chiaro…Diciamo che amo fortemente Schopenhauer…sono un suo grande fan! »
 
Si vede! Va pure avanti…
«Il disco che uscirà prossimamente sarà profondamente legato da questo denominatore comune: l’altra mia metà e anche alla curiosità. Essere curiosi ti regala spesso grandi sorprese: a volte belle, a volte brutte ma comunque sia sono sorprese. »
 
Sei fermo da quasi due anni: è corretto pensare a Simone Fornasari come ad un “cavallo” (di razza, nda) che scalpita ai box pronto a partire? 
«Non è corretto. E’ Sacrosanto! Non ci sto più dentro! Sono stati due anni intensi dove mi sono confrontato con me stesso come non avevo mai fatto prima: ho scavato fino alla parte più profonda di Simone. E’ stato doloroso e allo stesso tempo fantastico. A volte tenere tutto dentro è la strada più comoda mentre raccontarsi e toccare la tua anima può essere davvero tosto!
Sicuramente è un disco molto maturo, dove racconto chi è Simone al 100%, senza troppe balle! Grazie a questo strumento, chiamato musica, ho la fortuna di potermi raccontare per quello che sono senza troppi giri di parole e senza troppe sovrastrutture. Ricordo con grande piacere il tempo rinchiuso con il mio produttore, il Maestro Giancarlo Boselli. Ha saputo sopportarmi e ha saputo capirmi dalla a alla z trasformando in musica ogni mia sensazione: non smetterò mai di ringraziarlo per questa esperienza unica vissuta insieme. » 
 
Quali sono le emozioni che si legano a questo disco e a questo tuo nuovo percorso? 
«Le emozioni che si legano a questo disco sono, come ti anticipavo precedentemente, tantissime. Credo di non aver tralasciato nulla riguardo a chi è Simone Fornasari. Sono veramente a posto con me stesso. Ho rinchiuso in questi due anni di lavoro in studio ogni mia sfaccettatura: l’ironia, la paura, l’amore e la voglia di vivere nonostante la vita a volte ti regali momenti tremendi ai quali non si lega alcun perchè. »
 
Soprattutto, quali sono i desideri che si legano a questo tuo nuovo percorso? 
«Le aspettative, inutile dirlo, sono tante. Non perchè voglia essere spavaldo e presuntuoso, ma semplicemente perchè non riuscirei a vedere un futuro senza la musica. E’ la mia terapia. Se mi togli quella…come faccio? »
 
Se questa è la tua terapia, vediam bene di triplicare la dose! Ma cosa ha fatto Simone Fornasari negli ultimi anni?
«Simone Fornasari negli ultimi anni ha continuato a coltivare la sua passione, la sua vita, la sua musica. Devo dire grazie alla mia seconda famiglia, cioè la mia band che ha sposato questo progetto 4 anni fa e non ha mai smesso di crederci regalandomi un’energia incredibile; all’amico, produttore, maestro di vita Giancarlo Boselli con il quale ho avuto l’opportunità di crescere sempre di più sotto l’aspetto professionale ed umano. E poi questa grande famiglia è fatta di tante persone che con la loro passione e con la loro motivazione hanno contribuito a mettere benzina in questo grande vagone che si è messo in moto 4 anni fa e che non ha alcuna intenzione di fermarsi (non a caso la copertina del mio primo ep “e comunque la vita è tutta un’altra cosa” mi ritrae in stazione in attesa di salire sul treno..) E spero di poter continuare sempre di più a suonare live con la mia band perchè credo fortemente nel contatto con la gente!»
 
Cosa vedi all’orizzonte?
«All’orizzonte vedo le cose migliori! Sono felicissimo di quanto fatto ma sono convinto che il futuro riservi lo spazio per le cose più belle! Questo mi motiva e mi rende frenetico e goloso, giorno dopo giorno”.

 Torni davanti al tuo pubblico, nella tua città dopo tanto tempo: c’è un messaggio – tra i tanti  – che desideri far arrivare ai tuoi fans? 

«Essere nella mia città, nella Piazza della mia città, davanti al pubblico che mi ha sempre voluto bene e che mi ha sempre regalato le emozioni più belle non ha prezzo. Potrebbe sembrare uno spot, ma è così.Il messaggio è questo: non sono scappato!! Ci è voluto tanto tempo, ma era quello di cui avevo bisogno per essere davvero me stesso nei confronti di chi mi verrà ad ascoltare. Non amo lasciare le cose i  sospeso e non amo fare le cose tanto per farle! Il messaggio più bello che vorrei trasmettere? Auguro a tutti di essere curiosi della vita! ».
 

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