Quantcast

Bilancio, Gazzola (Idv) “Manca l’anima della politica”

Comunicato stampa di Luigi Gazzola, consigliere provinciale Idv 

Comunicato stampa di Luigi Gazzola, consigliere provinciale Idv 

Secondo Trespidi, “questo è l’unico bilancio possibile, se venisse un commissario lo farebbe uguale”; ciò che conferma che si tratta di un bilancio senza l’anima della politica. Qualunque tecnico lo farebbe così. Ma cosa ci sta a fare allora la politica se non può fare delle scelte? Se non ha la libertà di decidere ma è “costretta” ad adeguarsi alle rigidità imposte dai tagli della spending review e dai vincoli del patto di stabilità? Tanto vale smettere di scaldare la sedia e andarsene tutti a casa, sapendo che quando la politica rinuncia al proprio ruolo o cerca facili scorciatoie affidandosi completamente ai tecnici il distacco con i cittadini aumenta e alla fine sparisce.

E’ alla luce dell’impossibilità di continuare a svolgere decorosamente un ruolo politico in luogo di uno meramente contabile cui possono lodevolmente attendere i funzionari del settore che si comprendono le recenti dimissioni dell’assessore al bilancio.
Quella di alienare  le quote delle società partecipate potrebbe sembrare una scelta politica, invece non lo è; è una decisione obbligata, costretta, da un processo di privatizzazione non dichiarato ma inesorabile che avanza in modo strisciante.
Mettere in vendita parte del patrimonio pubblico in settori strategici (trasporto pubblico, sviluppo economico, infrastrutture) non è una scelta di responsabilità, semmai adeguarsi supinamente agli obiettivi di chi ha contribuito a generare la crisi del Paese e oggi tenta di uscirne favorendo le privatizzazioni.
Senza contare che non vi è alcuna certezza di incamerare quanto previsto. Stante il momento economico, le azioni non sembrano particolarmente appetibili (le aste bresciane delle quote di Centropadane sono andate recentemente deserte) e il loro valore scenderebbe enormemente se gli altri soci, per analoghe esigenze di cassa, decidessero di mettere in vendita anche le loro quote.
I rampolli della nobiltà decaduta erano soliti svendere l’argenteria di famiglia per salvare l’apparenza, la politica autoreferenziale sempre più lontana dalle persone cura che, costi quel che costi, i conti siano in ordine, il patto di stabilità rispettato, il bilancio in equilibrio, che la forma sia salva. Pazienza se la sostanza è che il nostro territorio, la comunità piacentina, ne escono ulteriormente impoveriti.
Favorendo le alienazioni i cittadini vengono espropriati di beni e servizi a vantaggio di soggetti privati e gruppi finanziari. Un processo diametralmente opposto al pronunciamento del referendum del giugno 2011 con cui 27 milioni di italiani hanno espresso la loro contrarietà alla privatizzazione nello specifico di un bene comune, in generale dei servizi pubblici.
Benché si lamentino con vigore delle rigorose scelte governative, i partiti che amministrano la Provincia sono pressoché gli stessi che in Parlamento hanno approvato i tagli, il “pareggio di bilancio” in Costituzione e le conseguenti politiche di privatizzazione. Non è lecito, allo stato, attendersi discontinuità.
 
Luigi Gazzola – Italia dei Valori
 

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.