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Bilancio Provincia, l’opposizione: “Non si svendono i gioielli di famiglia”

Bilancio della Provincia di Piacenza, l’opposizione di centrosinistra insorge. Le posizioni sono state espresse nel corso di una conferenza stampa con i capigruppo

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Bilancio della Provincia di Piacenza, l’opposizione di centrosinistra insorge. Le posizioni sono state espresse nel corso di una conferenza stampa con i capigruppo. Assente Luigi Gazzola dell’Idv che gha espresso la sua posizione in un comunicato

“Venerdi scorso ci è stato presentato un bilancio di previsione che io definisco incredibile, perché difficilmente avrà attuazione e di questo avremo prova a settembre” dice Gianluigi Boiardi del Nuovo Ulivo. ” Ne è prova il fatto che l’assessore al Bilancio, Paolo Passoni, si è’ dimesso pochi giorni prima della presentazione del documento di programmazione. Vengono messi in vendita i risparmi dei piacentini, come Centropadane. Si corre un rischio pesantissimo: abbiamo già visto come si sono concluse le alienazioni delle società autostradali. E’ una società che se messa in vendita in questo modo, impoverisce tutto il territorio: ha i bilanci in ordine, ha realizzato opere infrastrutturali importanti, ha finanziato opere culturali importanti. Non ha mai incassato semplicemente i profitti, ma li ha reinvestito per rendere più efficienti i propri servizi. Non si svendono i gioielli di famiglia. Questo bilancio di previsione e’ una presa in giro. Il parere dei revisori dei conti hanno dato un parere tecnico favorevole, ma a settembre avremo prova di come questo bilancio non si basi su fatti realistici.

Marco Bergonzi, capogruppo Pd, ” Per Foti, come ha detto in consiglio comunale, questo bilancio e’ un tassa e spendi, per noi e’ tassa e vendi. Le aliquote incassate dalla Provincia sono state alzate al massimo tasso possibile ( come Rc Auto al 16 per cento), e poi spariscono gli investimenti per il trasporto pubblico. Perché decidere adesso di vendere, e non aver fatto questa scelta quando si è costituita la nuova società dei trasporti pubblici Seta un anno fa? Non siamo contrari per un gioco di ruoli, ma siamo contrari perché non è stato istituito un fondo anti crisi. Si era disposti a spendere 500 mila euro per un referendum (per l’annessione alla Lombardia, ndr) e noi avevamo chiesto di poterli far confluire in un fondo anti crisi e questo e’ sparito. Una proposta che, tra parentesi e’ stata fatta dallo stesso centrodestra in consiglio comunale. Vedremo poi a settembre la situazione quando saranno verificati gli equilibri di bilancio. Se il fondo non sarà istituito, come abbiamo chiesto con un ordine del giorno, l’opposizione non parteciperà più ai lavori del consiglio provinciale”.

Giampaolo Speroni (gruppo misto) dice: ” Il tema dell’aiuto alle imprese e ai lavoratori da me e’ sempre stato sostenuto con forza e con grinta. In questo momento la politica deve fare non uno ma due passi indietro, e impegnarsi non solo nella costituzione di un fondo anti crisi, ma anche per mettere in circolo idee, proposte per rilanciare l’economia. Per questa amministrazione e le forze politiche che la sostengono all’inizio la crisi non c’era e poi all’improvviso l’argomento e’ diventato “non ci sono i soldi”. Dall’anno scorso e’ partito un percorso di consultazione con le parti sociali e le categorie economiche, che si è’ concluso all’inizio del 2013. Vorrei sapere a quali conclusioni si è arrivati. Per me l’ultimo consiglio e’ stato venerdi, tornerò in consiglio quando ci sarà un’iniziativa concreta per contrastare la crisi. Resta solo un gesto forte da fare”.

La replica di Giampaolo Maloberti, consigliere provinciale della Lega Nord 

“Non è che questo bilancio faccia esplodere di felicità il gruppo consiliare della Lega Nord. E’ frutto – dice Maloberti – delle politiche adottate da Monti prima e da Letta poi. Non era possibile arrivare a una proposta molto diversa, e l’unica forza politica che si è data da fare per venire incontro alle esigenze delle famiglie è stata la Lega Nord, con un ordine del giorno dedicato alla riduzione delle spese da sostenere per gli abbonamenti dei bus”. 

“Il consigliere Bergonzi sembra un disco rotto: insiste sempre sul referendum, ma siamo stati obbligati a rinunciarvi, per la scelta infelice della data (10 febbraio, ndr). Guardando alle azioni intraprese dalla Giunta Maroni in Lombardia ci sarebbe convenuto cambiare Regione: oltre un milardo di euro di risorse stanziate grazie a un accordo con Finlombardia, mentre il patto di stabilità è stato sbloccato per 103 milioni di euro”. 

“Invece di continuare a proporre genericamente un fondo anti crisi, Bergonzi dica chiaramente come vorrebbe utilizzare le risorse, formuli una proposta concreta”. 

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