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Biogas. Bottigelli scrive al sindaco: “La centrale è un pasticcio”

Pubblichiamo la lettera di Paolo Maurizio Bottigelli indirizzata al sindaco Paolo Dosi sul futuro impianto a biogas di Borgotrebbia (Piacenza). "Sono padre ed Anna Laura frequenta la scuola elementare XXV Aprile di via Trebbia, a 30 metri linea d’aria della centrale e so anche che impatto hanno queste centrali - spiega introducendola. Ancora: "Una centrale di biogas lì in quel posto è un pasticcio è un “imbroglio”, un baratro del buon senso"

Pubblichiamo la lettera di Paolo Maurizio Bottigelli indirizzata al sindaco Paolo Dosi sul futuro impianto a biogas di Borgotrebbia (Piacenza). “Sono padre ed Anna Laura frequenta la scuola elementare XXV Aprile di via Trebbia, a 30 metri linea d’aria della centrale e so anche che impatto hanno queste centrali – spiega introducendola. Ancora: “Una centrale di biogas lì in quel posto è un pasticcio è un “imbroglio”, un baratro del buon senso”.

LA LETTERA:

Il nostro Sindaco, è così inverosimilmente assomigliante ad un personaggio di uno dei più famosi romanzi italiani, quel Promessi sposi, che detta da molti ancora adesso è lo specchio del nostro paese, questo personaggio è Don Abbondio.

Il nostro primo cittadino come il ns curato è amante della pace, del quieto vivere, si è fatto sindaco senza pensare ai gravi obblighi e ai nobili ideali, solo preoccupato di vivere e amministrare senza scosse. Debole, a volte pauroso,  timoroso delle proprie capacità a difendersi, si attrezza con quinte da palcoscenico  che egli chiama prudenza, e se ce lo permette noi invece la chiamiamo inefficienza. Ma in realtà è un ingegnoso sistema creato per uscire incolume in tempi di crisi e trasformazioni della società. Ma questo sistema anche se ben architettato vale quasi niente a salvarlo, alla fine “cede”, sostituendo la ragione con un inestricabile ragnatela di detti non detti.

Qualche sera fa presentatosi in assemblea per discutere fuori tempo massimo di una centrale, di quelle spacciate per fonti alternative che dovrebbe essere costruita  a Borgotrebbia, dentro al parco fluviale, proprio dietro a due scuole, il nostro primo cittadino, attraverso  fisime che lo hanno fatto il tormentatore di se stesso.  Ha nel lungo colloquio col la popolazione presente dato prova di poca volontà a capire le sante massime dei presenti. Perché nel suo animo la paura ha spento ogni sentire democratico. Il nostro primo cittadino tocca il colmo  quando dopo aver risposto alle tante paure non dovute  secondo lui dei cittadini, ha rassicurato che non c’era nessuna serio motivo per preoccuparsi , per la centrale biogas. Finalmente l’’angoscia a lungo compressa, trova lo sfogo naturale;  e diventa bonaria, garbata e perfino loquace  imbonitura  nel dire …. Non era previsto dalla procedura la consultazione con la gente, ma noi siamo venuti ugualmente a spiegarvelo. Grazie quando ormai la frittata è stata fatta. Tenuto nascosto tutto, ma perché tanta segretezza, non sarà che tanto la gatta va al lardo …

Tex Willer avrebbe detto qui sento odore di bruciato. Adesso si lamenta se un’intero borgo gli prepara il “rogo” della ribellione. Ma sbagliamo in temerarietà  se ci affidiamo ad una lunga riflessione. La città non è la capitale del diritto, sede naturale del festival del diritto? Allora le carte non sono giuste, qualcuno gioca con carte false. Doppia frustrazione, si parla di diritti, si procede d’autorità.  Quindi noi come possiamo sentirci … il diavolo e l’acqua santa. La natura spesso è labile di chi amministra.

La democrazia non fa sprechi  di parole, per il solito concede parola a chi se la merita. E in questo momento l’amministrazione del primo cittadino è in deficit di democrazia, sorprende un tantino l’essersi lasciata tentare da una deriva autoritaria, strano perché il partito del primo cittadino si era presentato alle elezioni con lo slogan Italia bene comune. Poi invece ce lo troviamo in assemblea a difendere le ragioni di un interesse privato, contro le ragione dell’interesse  pubblico del bene comune, ecco il dilemma … essere o “avere”. Proprio come il nostro Don Abbondio  alla fine cede a Don Rodrigo.Per la cronaca il privato di turno.

Caro primo cittadino il nostro fegato adusato schizza bile, per i nostri figli e per tutti gli altri una centrale di biogas lì in quel posto è un pasticcio è un “imbroglio”, un baratro del buon senso. Non bastano tutte le autorizzazioni di enti importanti, ma che di volta in volta abbiamo scoperto che alla fine questi enti hanno presentato dei buchi chiusi  dalla magistratura, quindi non più onnipotenti. Qui di onnipotente c’è solo la ragione e il buon senso, quello che sembra manchi a diverse persone a cui è passato per le mani il progetto.

Non perdete la guerra e la faccia. Mi viene un sospetto maligno … parafrasando  Clausevitz, mi viene da dire ma,  gli “affari” sono una continuazione della politica con altri mezzi ?

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