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Biogas. Legambiente: “Non vogliamo rinnovabili a caso ma buone rinnovabili”

Pubblichiamo l’intervento di Laura Chiappa, presidente del circolo Emilio Politi Piacenza di Legambiente, sul tema dell’impianto a biogas di Borgotrebbia. "Il messaggio è chiaro- scrive - sul territorio piacentino non vogliamo rinnovabili a caso ma solo buone rinnovabili, rispettose delle esigenze reali del territorio. Perché questo avvenga la strada passa attraverso il coinvolgimento preventivo dei cittadini, non sopra la loro testa"

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Pubblichiamo l’intervento di Laura Chiappa, presidente del circolo Emilio Politi Piacenza di Legambiente, sul tema dell’impianto a biogas di Borgotrebbia. “Il messaggio è chiaro- scrive – sul territorio piacentino non vogliamo rinnovabili a caso ma solo buone rinnovabili, rispettose delle esigenze reali del territorio. Perché questo avvenga la strada passa attraverso il coinvolgimento preventivo dei cittadini, non sopra la loro testa”. Stamane si è tenuta una biciclettata, partita da Borgotrebbia verso il centro cittadino, per sensibilizzare l’opinione pubblica cittadina proprio sull’impianto a biogas.

L’INTERVENTO

“Vogliamo esprimere la nostra soddisfazione ed apprezzamento per quanto dichiarato dal Sindaco Dosi in merito alla possibile sospensione della pratica dell’impianto di Borgotrebbia; una corretta risposta, che speriamo diventi decisione definitiva, alle forti sollecitazioni dei cittadini e del Comitato di Borgotrebbia in primis e delle associazioni e dei movimenti politici che li stanno sostenendo”.

“Al di là di tutte le questioni legali ed urbanistiche certamente da approfondire (viabilità, emissioni, distanze, Parco del Trebbia) che pensiamo possano portare alla revoca dell’autorizzazione, risulta evidente l’insostenibilità energetica ed ambientale di un progetto di impianto di biogas presentato da una azienda che non ha stalla e quindi non è a ciclo chiuso, che verrà alimentato per il 50% da liquame bovino acquisito e trasportato da altre aziende e per il restante 50% da colture dedicate, mais, sorgo e loietto”.

“Quello che però vogliamo ribadire, come abbiamo già detto in assemblea a Borgotrebbia, è che mai si dovrebbe arrivare a progettare impianti di rinnovabili, dal biogas e biomasse, dall’eolico all’idroelettrico senza coinvolgere preventivamente i cittadini. Occorre dare ascolto alle loro legittime preoccupazioni ed indicazioni e fare in conseguenza tutti gli approfondimenti necessari a fronte delle osservazioni ricevute. Anche nei casi in cui la legge non lo prevede, è comunque sempre facoltà e, secondo noi, dovere di un’amministrazione compiere questa azione di democrazia e partecipazione. Si otterrebbero in questo modo due risultati positivi: da una parte le amministrazioni, promuovendo reale partecipazione, potrebbero svolgere con maggiore facilità un effettivo controllo sui progetti, verificare realmente il rispetto della legge e fare le preventive valutazioni sulla reale utilitàopportunità degli impianti, ben prima della Conferenza dei servizi, evitando inutile lavoro per gli uffici e spese di denaro pubblico, dall’altra si eviterebbe ai cittadini la necessità e la fatica di dover organizzare assemblee e manifestazioni, fare ricorsi, esposti, incontri con amministratori e politici, con grandi spese e tempo rubato alla loro vita privata, solo per verificare quello che dovrebbero invece approfondire proprio le amministrazioni”.

“In tutte le ultime vicende legate agli impianti di rinnovabili presentati a Piacenza, da Confiente a  San Salvatore sul Trebbia per l’idroelettrico, da Nicelli a Prato Barbieri e Pianazze per l’eolico, da Bettola a Borgotrebbia per le Biomasse, senza dimenticare il mare di impianti di fotovoltaico a terra, invece che su tetto, è stata l’azione dei comitati di cittadini e delle associazioni ed il loro stimolo sulle amministrazioni a fermare o sospendere progetti assurdi di impianti, che di rinnovabile avevano solo il nome, ma non certo la sostenibilità, azione che troppo spesso si è sostituita alla carenza delle attività di analisi ed indagine delle amministrazioni locali”.

“Siamo a favore dell’energia prodotta da fonti rinnovabili, ma occorre che queste siano declinate sulle reali esigenze del territorio, sulle sue caratteristiche energetiche in primis ma anche su quelle sociali affinché la  sostituzione dell’energia da fonti fossili con quella da rinnovabili e la minor produzione di CO2, sacrosanta, non diventi scusa  ed opportunità per fare mero business a svantaggio della collettività”.

“Speriamo che quest’ultima vicenda di Borgotrebbia sia un insegnamento definitivo per tutti gli amministratori e le forze politiche, ma anche per gli imprenditori delle rinnovabili, sul valore aggiunto della partecipazione dei cittadini alla gestione della res publica, per qualunque progetto sul territorio, valore troppe volte ignorato”.

“Il messaggio è chiaro: sul territorio piacentino non vogliamo rinnovabili a caso ma solo buone rinnovabili, rispettose delle esigenze reali del territorio. Perché questo avvenga la strada passa attraverso il coinvolgimento preventivo dei cittadini, non sopra la loro testa”.

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