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Ferrhotel inagibile, sgomberati i profughi: “Sbattuti in mezzo alla strada” FOTO foto

Decisione del Comitato per sicurezza pubblica: l’edificio non é più in grado di ospitare nessuno. I profughi ospitati nella sede di Rifondazione Comunista

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Ferrhotel inagibile, la polizia, i carabinieri e la polizia municipale di Piacenza si sono recati stamattina davanti alla struttura di accoglienza alla stazione ferroviaria per accertarsi che più nessuno degli ospiti si trovi all’interno. Gli ultimi profughi presenti sono stati fatti uscire senza alcuna tensione come documentano le foto: sono una ventina le persone evacuate e – stando alle prime verifiche – sarebbero tutti in regola con il permesso di soggiorno. Tuttavia rischiano una denuncia per violazione di domicilio. Lo sgombero dell’edificio era nell’aria da alcuni giorni, dopo che il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica aveva stabilito, nel corso dell’ultima riunione di giugno, che “il Ferrhotel non è attualmente in condizione di ospitare nessuno”. All’interno della struttura, il cui ingresso è stato sbarrato con assi di legno, rimangono i segni della presenza degli ultimi ospiti: materassi appoggiati a terra, una cucina improvvisata, biciclette e oggetti vari, fra cui decine di paia di scarpe (nelle foto).

I profughi costretti questa mattina a lasciare il Ferrhotel saranno temporaneamente ospitati presso la sede di Rifondazione Comunista a Piacenza. Ad annunciarlo l’esponente del partito e consigliere comunale Carlo Pallavicini.

La rabbia dei profughi: “Sbattuti in mezzo a una strada”
“Siamo qua da due anni e oggi ci mettono in mezzo ad una strada. Non riesco a capire perchè veniamo maltrattati in questo modo”. E’ forte la rabbia dei profughi sgomberati questa mattina dal Ferrhotel di Piazzale Marconi. A parlare per tutti è Abdulei, 29enne originario del Gambia e sbarcato a Lampedusa due anni fa: “Siamo tutti senza soldi, senza lavoro e senza casa – spiega – più volte siamo stati ai servizi sociali per spiegare i nostri problemi ma nessuno ci ha ascoltato”. I profughi annunciano che da stanotte dormiranno all’esterno del Ferrhotel: “Se non ci lasciano dormire qua, vorrà dire che dormiremo dietro al Comune”. Tutti chiedono una sistemazione, perchè “non siamo animali ma esseri umani. Il Comune non ci ha mai aiutato anche se abbiamo fatto tante domande. L’edificio è pericoloso per la sicurezza? Sempre meglio che finire in mezzo alla strada”.

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Cavalli (Lega Nord): “Plauso alle Forze dell’ordine e a Rifondazione comunista” “Plauso al lavoro delle forze dell’ordine per lo sgombero dei profughi da mesi ‘abusivi’ al Ferrhotel. E per una volta esprimo il mio vivo consenso anche per l’operato di Rifondazione comunista che – accogliendo i migranti nella propria sede – finalmente ha smesso di scaricare sui cittadini il peso delle proprie prese di posizione ideologiche”. Così il consigliere regionale leghista Stefano Cavalli nel giorno dello sgombero del Ferrhotel della stazione, occupato dalla fine dell’emergenza Nord Africa, quattro mesi fa.

“Ringraziamo le forze dell’ordine che ancora una volta hanno ripristinato la legalità. Ci rammarichiamo del fatto che il Governo Monti prima, e Letta poi, di fatto abbiano liquidato la questione profughi scegliendo di non decidere. E situazioni come quella del Ferrhotel ne sono il triste epilogo. Plauso anche a Rifondazione Comunista che, dopo essersele cantate e suonate per anni, finalmente ha scelto di metterci la faccia e di optare per una linea di coerenza. Consigliamo a dirigenti e militanti del Prc di guardare anche ai piacentini. Perché se è vero che i profughi si trovano ora senza casa né lavoro, tante famiglie piacentine il lavoro e la casa li hanno persi da tempo, senza che nessuno si adoperasse tanto per fornire loro un aiuto”.

Sgombero Ferrhotel: Polledri (LN), Ora i clandestini siano identificati
“Le dimostrazioni di affetto, di calore, di umanità, sono sempre ben accette. Tuttavia nel caso dei profughi sgomberati dal Ferrhotel ed accolti da Rifondazione comunista, il consigliere Pallavicini e compagni dovrebbero comunicare come intendono andare avanti dopo lo spot di cui si sono resi protagonisti, visto che anche i clandestini sono soliti mangiare almeno un paio di volte al giorno per diversi anni”. A dichiararlo è Massimo Polledri, consigliere comunale della Lega Nord a Piacenza. “In effetti la condizione di clandestino permane anche nella sede di Rifondazione comunista, per cui dopo lo sgombero del Ferrhotel bisognerebbe procedere all’identificazione di questi profughi e valutare eventuali provvedimenti di espulsione”.

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