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Fiorenzuola, Pollastri (Pdl) porta il caso in Regione. Cisl “Chiarimenti”

Chiusura ospedale di Fiorenzuola, il consigliere regionale Pdl Andrea Pollastri e la Fp Cisl di Piacenza chiedono chiarimenti

“Insoddisfatto perchè per ora non c’è nessuna certezza”, così Andrea Pollastri commenta la risposta fornita dall’Assessore alla Salute Carlo Lusenti ad un’interrogazione da lui presentata sulla chiusura dell’Ospedale vecchio di Fiorenzuola, argomento che, a suo dire, “Ben giustifica l’urgenza dell’interrogazione poiché sta a cuore al personale dipendente, alle Istituzioni ma soprattutto ai cittadini tutti della Valdarda.”

E la preoccupazione si era diffusa sin dalla settimana scorsa quando era trapelata la notizia che dal 1° agosto i reparti di chirurgia, ostetricia, pediatria, ortopedia, radiologia e Pronto Soccorso del Nosocomio valdardese verrà sgomberato per consentire la realizzazione di una ristrutturazione antisismica dell’edificio: a parte lo spostamento del personale e dei degenti presso gli Ospedali di Piacenza e di Castelsangiovanni, c’è il timore che questa serrata temporanea corrisponda ad un definitivo depauperamento del polo attraverso la definitiva partenza di reparti giudicati strategici.

Così ha risposto l’Assessore Lusenti: “Premesso che tutte le Aziende sanitarie, in base alla normativa vigente nazionale e regionale (L.R. 30/10/2008 n° 19 “Norme sulle riduzioni del rischio sismico”) all’art. 14 prevede l’obbligo di verifica tecnica sugli edifici “sede di funzioni strategiche o rilevanti” di cui all’art. 11 comma 2 lett. C) della stessa Legge), hanno dato corso a verifiche di vulnerabilità sismica e per quasi tutte è stato concluso il complesso iter tecnico delle verifiche e si dispone degli esiti.

Distinguendo le verifiche strutturali, riferite ai soli carichi verticali statici, da quelle relative alle azioni orizzontali indotte da un sisma il quadro ricognitivo ad oggi disponibili evidenzia che le verifiche di carattere statico non hanno evidenziato criticità diffuse che possano limitare l’utilizzo delle strutture sanitarie, ad eccezione dell’ospedale di Fiorenzuola; altrove sono state riscontrate criticità puntuali che possono essere risolte con interventi localizzati. In alcuni casi, tuttavia, sono in corso ulteriori approfondimenti. Completata la ricognizione, con tutti gli esiti disponibili, si avvieranno e realizzeranno gli interventi (anche sugli elementi non strutturali), nonché le azioni organizzative e procedurali finalizzate al contenimento del rischio sismico.

L’Azienda U.S.L. di Piacenza, in conformità alle previsioni di Legge, ha affidato a professionisti esperti l’incarico di effettuare le verifiche sui principali edifici presenti nella zona a rischio sismico di “classe 3”, e fra questi anche l’Ospedale di Fiorenzuola d’Arda che riveste particolare importanza per le funzioni sanitarie nello stesso esercitate. Le verifiche hanno dato luogo ad una relazione conclusiva dei tecnici incaricati (relazione trasmessa all’azienda il 25.03.2013) dalla quale emerge che gli stabilimenti verificati (Ospedale di Fiorenzuola, Casa della Salute di Bettola, Ospedale di Villanova d’Arda, Ospedale di Bobbio, Casa della Salute di Cortemaggiore), presentano necessità di interventi per adeguamenti strutturali. Diversamente dall’ Ospedale di Fiorenzuola, tutte le altre strutture verificate necessitano di interventi di entità tale da non determinare importanti e tempestive interruzioni di attività.

Viceversa, nel caso dell’Ospedale di Fiorenzuola (in particolare il corpo di fabbrica realizzato negli anni ’50 ed oggetto di sopraelevazione negli anni ’80) la relazione dei tecnici indica la non corrispondenza della struttura alle azioni dinamiche generate da un eventuale sisma e, soprattutto, un insufficiente dimensionamento della stessa struttura alle azioni statiche dovute ai carichi presenti. In particolare le valutazioni degli esperti facevano emergere la necessità di intervenire con assoluta urgenza sul vecchio corpo di fabbrica del presidio ospedaliero con interventi finalizzati a ridurre i carichi agenti sulla struttura, operazione ottenibile con la demolizione del quarto piano e della sovrastante copertura, che ospita il comparto operatorio, con la conseguenza di riportare l’edificio nelle condizioni statiche originarie.

L’Azienda, stante la rilevanza delle conseguenze degli interventi sulle attività sanitarie dello stabilimento ospedaliero, ricevuta la relazione  ha approfondito ulteriormente i suoi contenuti e le conseguenze operative,anche avvalendosi del contributo del Servizio Geologico della Regione. Ultimati gli approfondimenti, e a seguito di una ulteriore valutazione con i Servizi della Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali avvenuto il 12 luglio, l’Azienda in data 17 luglio ha formalizzato un primo piano di riqualificazione complessiva dello stabilimento ospedaliero di Fiorenzuola. Il piano prevede un intervento “immediato” di abbattimento del quarto piano del corpo di fabbrica interessato (ove sono attualmente ubicati il comparto operatorio e le sale parto) con conseguente soppressione e chiusura di tutta l’attività correlata. Poiché le opere di demolizione non possono essere eseguite con le funzioni sanitarie operative e che saranno temporaneamente inutilizzabili anche i reparti chirurgici dei piani sottostanti, l’Azienda sta definendo un piano di ricollocazione delle attività sia all’interno dello stesso stabilimento sia prevedendo modalità alternative. 

La previsione include anche la stima dell’impegno economico integrativo necessario a portare a compimento gli interventi. Impegno stimato in circa 10 milioni di €.

Della situazione descritta, il Direttore Generale ha informato della situazione il Sindaco del Comune di Fiorenzuola, il Presidente della CTSS, il Prefetto e il Comandante dei Vigili del Fuoco.    Nel merito dello specifico quesito posto dall’interrogante, circa i tempi di ripristino, si precisa che i lavori verranno svolti nel minor tempo possibile, compatibilmente con il quadro normativo di riferimento.  L’ Azienda nel frattempo è impegnata a redigere una sorta di crono programma dettagliato di tutte le azioni che dovranno essere svolte per arrivare alla messa in sicurezza definitiva dell’ Ospedale di Fiorenzuola. Tale crono programma sarà sottoposto alla valutazione del Sindaco del Comune di Fiorenzuola e della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria. Si evidenzia inoltre che il 25 p.v. è prevista una Conferenza Territoriale alla quale parteciperò direttamente e nella quale sarò in grado di portare gli impegni che la Regione si assume sia in termini economici che di supporto tecnico sul pieno ripristino dell’ Ospedale di Fiorenzuola.”

Concludendo Pollastri ha invitato l’Assessore, durante la sua visita a Piacenza, a farsi interprete e garante delle richieste e delle preoccupazioni della popolazione, dei dipendenti e delle Istituzioni.

 


LA  F.P. CISL CHIEDE UN  INCONTRO IN REGIONE E ALLA CTSS PER AVER CHIARIMENTI SULL’OSPEDALE DI FIORENZUOLA
Comunicato stampa

C’è un clima di incertezza e confusione tra i lavoratori e cittadini di Fiorenzuola,per questo la CISL FUNZIONE PUBBLICA  richiede con forza un incontro alla Direzione per chiarire gli aspetti legati alle ricadute sul territorio  e poter cosi dare risposte concrete ai lavoratori e  ai cittadini che  chiedono rassicurazioni. Nondimeno è importante sapere quale pianificazione e   prospettive si intendono  eventualmente mettere in campo, perché  ad oggi non ci risulta esistere  né una  progettualità né tantomeno  una tempistica certa,  quasi dimenticando che in questa situazione sono coinvolti  lavoratori che hanno investito risorse sul territorio e una vallata  (Alta e Bassa Val d’Arda) di cittadini che rimarrebbe sempre più isolata o con riferimenti sanitari sempre più lontani.

E’ fondamentale in questi  pesanti  cambiamenti avere le idee chiare su ciò che si vuole fare e, soprattutto sicurezze  sull’obiettivo da raggiungere, con  certezze sul destino dei lavoratori e il futuro dei  servizi offerti ai cittadini. Per questo la CISL FUNZIONE PUBBLICA  ha coinvolto il livello Regionale, che ha chiesto un incontro in Regione con l’assessore alla sanità, è fondamentale infatti, che su una questione cosi delicata si abbiano rassicurazioni anche dalla Regione Emilia Romagna  oltre che dalla dirigenza dell’azienda sanitaria locale piacentina; auspichiamo che un accordo venga firmato da tutti gli attori in gioco e a tale scopo   richiediamo la massima attenzione  anche dei nostri rappresentanti politici regionali, con il coinvolgimento del Sindacato; al contempo chiediamo SUBITO di essere coinvolti dalla Conferenza Territoriale Socio Sanitaria.

Venerdi 19 Luglio abbiamo avanzato alcune proposte, ad esempio sedi temporanee alternative a Piacenza, quali ad esempio Cortemaggiore o Villanova, ristrutturazione per reparti/parziale in modo da non svuotare il presidio, e non meno importante, abbiamo chiesto di essere ascoltati al fine di evitare trasferimenti  di personale e pazienti verso Castelsangiovanni  in quanto il disagio sarebbe veramente eccessivo; una soluzione più accettabile sarebbe accogliere le richieste dei tanti lavoratori che svolgono la loro attività  a  Piacenza  e che desiderano  spostarsi a Castelsangiovanni.

“Il Direttore si è detto disponibile a mettere per iscritto che tutto tornerà come  oggi, con un edificio a norma, con maggiore sicurezza per pazienti e lavoratori ma saremo più sereni dopo aver condiviso e firmato l’accordo”; spiega il segretario Cisl FP Marco Orlandi, “di certo il disagio che il territorio del Levante dovrà sopportare, in particolare lavoratori e cittadini, è forte, specie di questi tempi, in cui anche la distanza impatta con costi di tempo e denaro, oltre alla perdita di alcuni servizi che quest’area non erogherà per i prossimi anni.” 

Su Fb la pagina “Non chiudiamo l’ospedale di Fiorenzuola”. Trespidi: “Serve chiarezza”

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