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Irlanda in Musica entra nel vivo. Domani sul palco gli Stramash foto

C'è grande attesa per la serata di sabato 13 luglio, da quando il loro nome è stato annunciato ed i cinque ragazzi di Glasgow hanno mostrato la loro faccia, in tanti si sono incuriositi. Tantissime le visite e gli apprezzamenti ricevuti sui social netwoks nelle ultime settimane. Loro sono gli Stramash, scozzesi purosangue che arriveranno a Bobbio con il loro tradizionale kilt accompagnati dal suono della altrettanto tradizionale cornamusa

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Con il live di sabato 13 luglio, la seconda settimana di Irlanda in Musica entra nel vivo.  La rassegna, organizzata dal Comune di Bobbio con la direzione artistica di Fedro scs, il prezioso supporto della Provincia di Piacenza ed il sostegno della Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza, sta celebrando il suo sedicesimo compleanno con grandi artisti internazionali che si esibiscono dal vivo nella splendida cornice di Piazza San Colombano ed un gradito contorno di cibo e birra che servono a creare la giusta atmosfera per queste calde (ma fortunatamente per Bobbio ventilate) notti estive.

Il secondo week end di Irlanda in Musica, che si è aperto con il live degli inglesi The Old Dance School, innovativa formazione di Birmingham che alle melodie celtiche unisce sonorità jazz, si concluderà domenica 14 con un’intera giornata di musica, appuntamenti live in acustico in mattinata e tardo pomeriggio, un grande live la sera ed un piccolo mercatino di artigianato celtico a corollario di tutti questi .

C’è grande attesa per la serata di sabato 13 luglio, da quando il loro nome è stato annunciato ed i cinque ragazzi di Glasgow hanno mostrato la loro faccia, in tanti si sono incuriositi. Tantissime le visite e gli apprezzamenti ricevuti sui social netwoks nelle ultime settimane. Loro sono gli Stramash, scozzesi purosangue che arriveranno a Bobbio con il loro tradizionale kilt accompagnati dal suono della altrettanto tradizionale cornamusa. A parte questo, di tradizionale c’è ben poco in questa ragazzi: il loro look innanzitutto, che sposa ai kilt creste punk, tatuaggi e sneakers, e poi la loro musica, che è una miscela esplosiva di generi. Per quanto si rifacciano alle sonorità celtiche, riferimenti continui a ballate tradizionali si trovano anche nei testi delle loro canzoni, Andrew Lowrie e soci sono riusciti nel non facile intento di mescolare a queste di tutto un po’: da folk al punk al rock passando per tutte le sfumature, e non sono certo poche, del caso.

Gli Stramash nascono nel 2010 su idea del batterista Andrew Lowrie e del chitarrista Andrew Jackson, che era ed è rimasto anche il cantante della band. I due amici, accomunati da un passione viscerale per la musica tradizione scozzese e per il rock moderno, hanno fin da subito deciso di fondere questi due sound in un genere decisamente alternativo ma che li rappresentasse al 100%. Nel giro di qualche mese, ad Andy ed AJ si sono aggiunti altri musicisti, e gli Stramash hanno raggiunto la formazione, che a parte un cambio in corsa, hanno ancora oggi. Il primo ad unirsi alla coppia di amici è stato il bassista Will Maxwell, che ha ampliato il range musicale d’ispirazione degli Stramash, grazie alla sua conoscenza di folk e rock; inoltre, ben presto, William si è rivelato essere anche un grande cantante. Subito dopo è stata la volta del chitarrista Micheal Gilfeather, l’unico dei ragazzi che sia originario di Glasgow città, che è stato una botta d’energia per la band! L’ultimo pezzo che mancava a questo puzzle era un piper, ovvero un suonatore di cornamusa. Tale ruolo è stato inizialmente di Alan Buchan, che ha fatto parte degli Stramash fino alla fine del 2012, mentre ora il piper della band è Iain Alexander Marr: un genio dei whistles e della cornamusa. Iain è ben noto nella scena Celtic Folk internazionale, è stato infatti al fianco di Carlos Nunez in una lunga tournée.

La discografia degli Stramash si compone di due album, il primo è datato 2011 e s’intitola The Uprising. I ragazzi lo definiscono come un lavoro che è costato loro “lacrime, sudore e sangue”  ma che è riuscito in pieno nell’intento di condensare il sound che tanto stavano cercando, un sound che si può definire Tartan Folk’n’Rock. Dopo un 2012 ricco di date live, inclusi un tour di due mesi in Europa, un live alla Royal Concert Hall di Glasgow ed il riconoscimento ufficiale arrivato agli Scottish New Music Award, in cui hanno ricevuto il premio come miglior disco Roots dell’anno, gli Stramash si sono chiusi nuovamente in studio per registrare il loro secondo disco, ancora più veloce ed energico del primo: The Lion Rises, uscito a maggio di quest’anno.

Da alcune settimane ormai gli Stramash sono in tour sul continente ed hanno partecipato a moltissime manifestazioni legate al folk e alla musica celtica nel nostro paese. Quello che porteranno in Valtrebbia è un live adrenalinico, un concerto che ameranno i molti giovani che vorranno passare un sabato sera davvero alternativo. Con tali premesse, è facile capire perchè Fedro, che ha scovato questi ragazzi ed ha deciso di portarli ad Irlanda in Musica, abbia deciso di predisporre una pista su cui sarà possibile ballare al riparo dagli splendidi quanto infidi ciottoli di Piazza San Colombano.

La sedicesima edizione del festival si concluderà Domenica 14 con il live serale degli occitani Lou Tapage, altro gruppo di giovani musicisti talentuosi e fuori di testa; ma chi abbia ancora fame di ottima musica live, già dalla mattina potrà trovare pane per i propri denti grazie alle sessions acustiche in giro per le vie di Bobbio ad opera di Mosche di Velluto Grigio e Raffaele Nobile Ensemble.

Il concerto degli Stramsh inizierà alle 21.30. I biglietti per assistervi, che avranno un costo popolare di 10 euro, potranno essere acquistati alle casse poste all’ingresso di Piazza San Colombano a partire dalle ore 19.30. Dalla stessa ora sarà possibile accedere alla piazza ed agli stand gastronomici che proporranno, accanto ai piatti più tipici da festa estiva, anche alternative light, come insalatone ed altri piatti vegetariani. Il tutto innaffiato da ottime birre d’importazione, Guinness e Kilkenny. Quest’anno, come già era avvenuto lo scorso anno, la ristorazione è stata affidata a professionisti capaci che da anni operano sul nostro territorio e che quindi hanno dato la precedenza non solo alla qualità dei prodotti offerti, ma hanno saputo ricercare l’eccellenza nelle produzioni locali: pane, salumi, carni, vini, acque e tutti i piatti che saranno proposti ad Irlanda in Musica saranno rigorosamente a Km Zero. Tale scelta, che ha comportato un notevole impegno ed uno sforzo congiunto tra varie realtà, si colloca in un’ottica di marketing territoriale: valorizzare Piacenza e tutta la sua provincia anche grazie alle eccellenze eno gastronomiche che si ritrovano nelle nostre vallate.

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