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Lavori all’ospedale di Fiorenzuola, il sit in di protesta LE FOTO foto

Lo hanno organizzato alcuni amministratori locali della Val d'Arda (presenti i sindaci di Lugagnano, Castellarquato, Caorso) e diversi esponenti del centrodestra, proprio all'ingresso del nosocomio dalle 13 di ieri

Un sit in di protesta contro la scelta dell’Ausl di chiudere per lavori un’ala dell’ospedale di Fiorenzuola (Piacenza). Lo hanno organizzato alcuni amministratori locali della Val d’Arda (presenti i sindaci di Lugagnano, Castellarquato, Caorso) e diversi esponenti del centrodestra, proprio all’ingresso del nosocomio dalle 13 di ieri. 

“È vergognosa la decisione che da Bologna è stata presa – ha affermato il sindaco di Lugagnano Jonathan Papamarenghi – senza coinvolgere in alcun modo il territorio. Possibile che operatori sanitari, cittadini ed amministratori che li rappresentano debbano conoscere certi disegni da indiscrezioni giornalistiche?
L’ospedale di Fiorenzuola rappresenta una risorsa fondamentale per tutta la Val d’Arda andando a coprire un territorio dove le distanze sono amplificate dalla morfologia della collina: È fondamentale dunque aprire un confronto su tematiche tanto importanti che non sono oggetto di strumentalizzazioni campanilistiche bensì di attenzione a servizi essenziali e primari per mantenere in vita un territorio. Chiediamo all’Ausl sia chiara e soprattutto condivida con le amministrazioni locali progetti, reparti oggetto d’intervento, e tempi di esecuzione certi, siccome a in certe riunioni interne al servizio si è parlato di ben 3 anni di lavori”.

“Pare assurdo, poi, che si parli di una chiusura del servizio “in blocco” – è stato sottolineato – quando si possono studiare accorgimenti per ridurre i disagi e, soprattutto, dopo che sono state spese ingentissime risorse per un ampliamento controverso e, come si dimostra una volta di più con questo indecente caso, per nulla risolutivo e che proprio in questi giorni hanno ultimato imbiancature ed installazioni di zanzariere proprio laddove dal 10 agosto non ci sara più nessun servizio. L’unica valutazione logica ed ovvia, oggi, è che si stia operando per arrivare alla chiusura definitiva. Su questa partita le amministrazioni locali non faranno un solo passo indietro”.

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