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Mercato ortofrutta, nuova sede ma anche nuovo regolamento

Riunione in tempi stretti delle commissioni 1 e 4 del Comune di Piacenza in merito alla delocalizzazione del mercato ortofrutticolo in via Piemonte

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Riunione in tempi stretti delle commissioni 1 e 4 del Comune di Piacenza in merito alla delocalizzazione del mercato ortofrutticolo in via Piemonte. Come ha spiegato l’assessore Silvio Bisotti, presente insieme alla collega Katia Tarasconi, la novità principale riguarda il trasferimento del mercato in un immobile messo a disposizione da privati. “Ne abbiamo approfittato per mettere mano anche ai contenuti del regolamento che ne disciplina l’attività – dice Bisotti – come la possibilità che in futuro la gestione possa essere affidata a un consorzio di operatori”.

Come verrà adesso disciplinata la presenza degli operatori al suo interno? “Non più con concessioni, ma con il recupero del costo della locazione attraverso quote corrisposte dagli operatori, che dovranno fornire garanzie”.

Ma dove si trasferirà l’attività? “In via Piemonte, con ingresso da via dell’Anselma, con un impatto molto più ridotto sulla viabilità. L’immobile sarà inoltre più funzionale alle esigenze degli operatori, con riduzione dei costi energetici, consentendo un risparmio rispetto alla ristrutturazione della sede attuale. Evitando questi costi, di circa 500 mila euro, le prospettive di conto economico dei prossimi anni (accordo di locazione 6 anni più 6 anni) risultano essere positive”.

Interviene Marco Tassi (Pdl) il quale chiede quanto costi l contratto di locazione e perché non si possa comunque ristrutturare la sede attuale, visto che nella delibera di giunta questa riqualificazione viene comunque prevista per destinare l’immobile ad altro uso.

Massimo Polledri (Lega Nord) fa notare come si debba “chiarire meglio quelle che vogliono essere le prospettive future di gestione. Sarà gestito dal Comune o si vogliono stabilire prelazioni? Nella determina di parla di prelazioni a consorzi e gruppi di cooperative e poi si fa riferimento a un bando per la gestione. Non è chiaro”.

“Ha ragione Tassi – continua Polledri – bisognava interpellare prima le associazioni, per arrivare alla definizione di un nuovo regolamento per il mercato. L’istituzione di una commissione di mercato si sovrappone al gestore. E’ un documento fatto estremamente male, il mio voto sarà contrario”.

Giovanni Botti (Pdl) chiede a sua volta quali siano le spese di gestione nella sede attuale , a quanto ammontino i costi nella nuova sede e come si intenda recuperare la locazione. Tommaso Foti (Pdl) dice che questa e’ la liquidazione del mercato ortofrutticolo di Piacenza, affrontata con una “semplicità molto deludente”. “Basterebbe chiedersi a quanti operatori questo documento può interessare: credo 5, stando alle visure camerali. Il fatto di aver messo in piedi un contratto di locazione, bilanciato dalle presenze, e’ un equilibrio che non reggerà. Voi in realtà sgomberate via Colombo, perché intendete intervenire con una struttura nuova in una zona dove già l’intervento mal pensato dei Magazzini Generali dovrebbe far pensare a altri progetti” osserva Foti.

“Su Borgofaxhall non si riesce a studiare una stazione degli autobus, non si capisce perché non si possa utilizzare via Colombo per questo scopo”. Foti inoltre contesta il possibile slittamento a settembre di un consiglio comunale con audizione del presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano. “E’ una violazione delle norme”. Foti critica duramente l’operato del presidente del consiglio comunale e alla difficoltà nel reperire informazioni all’interno del Comune.

“Tutta questa negatività mi trova perplessa – risponde l’assessore Katia Tarasconi – nella precedente amministrazione e’ stata approvata una mozione in cui si chiedeva di trovare una soluzione. Abbiamo provato a guardare nelle altre città e abbiamo visto che i mercati ortofrutticoli sono in crisi: a Cremona il mercato ha chiuso. Ora c’è la grande distribuzione e i piccoli commercianti sono in riduzione. Potevamo fare come Cremona, e pensare che questo non fosse un servizio pubblico necessario, o trovare un’altra soluzione. Questa sede si trova in una posizione più funzionale al nuovo assetto della città: via Colombo adesso non è più la porta di ingresso sul centro, la vicinanza all’autostrada può attirare l’attenzione anche di operatori provenienti da altre parti. In questo modo, poi, si salvaguardano posti di lavoro. Quello che poi sarà il futuro dell’immobile in via Colombo non è oggetto della commissione di oggi”.

“Sul fronte della gestione – interviene Bisotti – si può scegliere una gestione pubblica oppure di procedere a bando, con specifici capitolati. La prelazione assegnata ai consorzi, questo viene previsto dalla legge non dal Comune di Piacenza”. Il contratto di canone di affitto ammonta a 165mila euro all’anno, più IVA al 21 per cento, si punta a recuperarla attraverso quote corrisposte dagli operatori in base alla superficie occupata. Crediamo quindi che si possa arrivare ad un sostanziale pareggio, stante il risparmio di un eventuale restauro della sede di via Colombo, conclude Bisotti, ad eccezione fatta di 10 mila o 20 mila euro di spese di gestione. Per quanto riguarda il futuro di questo immobile, di può pensare a una sua valorizzazione (vendita), fermo restando che edifici di questo tipo stanno per toccare i 70 anni dalla costruzione, con l’imposizione di vincoli alla struttura.

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