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“No alla centrale a biomasse a Borgotrebbia”: stasera l’incontro con Dosi

Martedì l’incontro con il sindaco Paolo Dosi. Nasce il comitato contro la realizzazione dell’impianto a biomasse a Borgotrebbia.

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Nasce il comitato contro la realizzazione dell’impianto a biomasse a Borgotrebbia. “Il Comitato – spiegano i promotori – in particolar modo si pone l’obiettivo di contrastare la realizzazione di impianti a biomassa che di fatto non apportino un beneficio alla Comunità (anche e soprattutto in termini di salute e di tutele dell’ambiente) ma che abbiano un evidente ed unico scopo speculativo. In particolar modo si OPPONE alla costruzione di un impianto a biogas a Borgotrebbia che è stato appena approvato dal Comune di Piacenza, Provincia di Piacenza, Parco Regionale Fluviale del Trebbia, Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità, Soprintendenza Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, ARPA – Sezione provinciale di Piacenza, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Sezione USTIF”. Il comitato inconterà il sindaco Paolo Dosi in un’assemblea pubblica che si terrà martedì alle 21 presso la sede dell’associazione ricreativa Tennis Borgotrebbia in via Agosti 16.

Le ragioni del no. “Diciamo no perché l’impianto sorgerebbe a pochi metri dalle abitazioni di Borgotrebbia (salute dei cittadini e svalutazione immobili); a circa 500mt in linea d’aria col centro storico di Piacenza; ai confini, se non all’interno, del Parco Fluviale del Trebbia; a due passi dal Santuario di Camposanto vecchio (da poco recuperato) e dall’argine dove ogni giorno centinaia di persone praticano attività sportiva; a pochi metri da Associazioni sportive (tennis Borgotrebbia, tiro con l’arco e campi da golf) e ristoranti; questo è il massimo del degrado ambientale che i nostri amministratori politici ci possono offrire. Ricordiamo che Borgotrebbia deve ancora smaltire la discarica che ancora inquina le falde acquifere del fiume Trebbia.

L’impianto userà liquami animali combinati con vegetali con inevitabile esalazioni di cattivi odori che i cittadini dovranno subire per la fermentazione degli stessi, soprattutto nei periodi caldi e quando viene palato il materiale stoccato per rifornire l’impianto. Inoltre, l’impianto, sorgerà lontano dalle zone di produzione di mais e il proprietario, non avendo stalle e terreno necessario per coltivare il mais necessario, dovrà approvvigionare tutto questo materiale da altre aziende creando un pesante disagio alla popolazione con spostamento di migliaia di camion e trattori. Ricordo che a Borgotrebbia il traffico è già congestionato dal continuo passaggio dei camion della ditta Paver.

Ci sarà poi il problema dello smaltimento del digestato (scarto dei digestori), anche questo causa spostamento di camion che dovranno prelevarlo e portarlo in altre zone per usarlo come concime. E’ necessario ricordare che i digestori non riescono a neutralizzare completamente i batteri presenti, in particolare i clostridi che sono batteri termoresistenti. Questi batteri saranno quindi presenti nel digestato da smaltire”.

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