Omicidio Gambarelli, i Ris nell’appartamento di via Degani FOTO e VIDEO foto

Sono arrivati i carabinieri Ris da Parma per un sopralluogo nell’appartamento di Giorgio Gambarelli in via Degani a Piacenza. I militari da questa mattina stanno svolgendo alcuni rilievi di natura scientifica all’interno della casa

Sono arrivati i carabinieri Ris da Parma per un sopralluogo nell’appartamento di Giorgio Gambarelli in via Degani a Piacenza. I militari, giunti alla palazzina intorno alle 10 di questa mattina, hanno eseguito alcuni rilievi di natura scientifica all’interno della casa dove sabato sera è stato trovato il cadavere dell’ex fisioterapista piacentino. I Ris sono a caccia di nuovi elementi utili alle indagini che in queste ore stanno stringendo il cerchio intorno all’assassino. Pare che vi sia stato un tentativo di depistaggio degli inquirenti da parte di chi ha ucciso Gambarelli per accreditare una tesi alternativa alla verità: è questo il contesto intorno al quale si muovono gli investigatori. Anche il garage dell’abitazione è stato posto sotto sequestro. 

Presente in via Degani anche la sorella della vittima Luisella, che in mattinata aveva effettuato il riconoscimento del cadavere. La sorella ha ribadito quanto già dichiarato a “Libertà”, ovvero che il fratello avrebbe prestato denaro a un giovane straniero per il funerale dei genitori nelle settimane passate e che per questa circostanza non era tranquillo. Sempre stamattina è stata eseguita dal medico legale l’autopsia sul corpo della vittima: l’esame ha confermato come a provocare la morte di Gambarelli sia stato lo shock emorragico a seguito della ferita alla gola.


IL DELITTO
– E’ un giallo al momento senza risposte precise quello sulla morte di Giorgio Gambarelli, l’ex fisioterapista piacentino di 67 anni trovato senza vita sabato sera all’interno della propria abitazione di via Degani a Piacenza. Gambarelli all’arrivo dei soccorritori era in un lago di sangue con un profondo taglio alla gola; il corpo, senza vestiti, era in camera da letto. Una scena sulla quale si sono concentrati i primi accertamenti degli inquirenti, che stanno cercando di fare luce sull’accaduto.

Delle indagini, coordinate dalla Procura, si occupano i carabinieri del nucleo investigativo che in queste ore hanno ascoltato familiari, vicini e conoscenti dell’uomo. Da quanto si è appreso si starebbe indagando in un ambito ben preciso: l’ipotesi è che Gambarelli conoscesse il suo assassino, tanto da avergli la porta di casa, poi trovata chiusa all’arrivo dei vigili del fuoco che per accedere all’abitazione al primo piano sono passati attraverso un balcone.

Le chiavi di casa mancherebbero all’appello, così come l’arma del delitto. Dall’abitazione, trovata in ordine, non sarebbe inoltre stato portato via nulla, il che escluderebbe la possibilità di un furto degenerato. Ad insospettire gli investigatori anche la scena del crimine: alcuni dettagli farebbero pensare ad un inquinamento creato “ad arte” dell’omicida per depistare le indagini indirizzandole verso un determinato ambito. Elementi utili potranno arrivare dall’autopsia sul corpo del 67enne, prevista per martedì, in particolare per quanto riguarda l’ora del decesso. All’interno dell’appartamento di via Degani, posto sotto sequestro, potrebbero a breve essere svolti nuovi rilievi.

IL VIDEO DEL RITROVAMENTO

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.