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Ospedale di Fiorenzuola, esposto del centrodestra. “Decisione illegittima” foto

Si contesta l’iter adottato per decidere la chiusura. Il sindaco di Lugagnano Papamarenghi: "Partita chiave per la Valdarda e l’autonomia di Piacenza da Bologna". Giovedì parte la raccolta firme organizzata dal Prc

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Un esposto contro la chiusura dell’Ospedale di Fiorenzuola. Ad annunciarlo di fronte alla stampa è il sindaco di Lugagnano Jonathan Papamarenghi, presente insieme a Massimo Polledri, Thomas Pagani (Lega Nord), Paola Pizzelli (Pdl), Tommaso Foti e Massimiliano Morganti ( Fd’I).  “E’ una battaglia che porteremo avanti dal punto di vista politico perché la decisione della chiusura è stata calata dall’alto: chiederemo di bloccare l’iter che è partito, attivando un tavolo congiunto. Si tratta di una partita importante per la Valdarda e l’autonomia di Piacenza da Bologna”.

L’esposto è stato presentato dal l’avvocato Gianmarco Lupi. Si contesta l’iter adottato per decidere la chiusura dell’ospedale: se il provvedimento è stato preso dalla sola Asl, nella persona del direttore generale, è stato spiegato, questo configurerebbe in realtà “interruzione di pubblico servizio”. Una decisione simile, infatti, può essere assunta e comunicata solo dal sindaco, e dovrebbe essere comunque condivisa attraverso la convocazione di conferenze di servizio. “E’ una bomba – dice Massimiliano Morganti, capogruppo Fd’I di Fiorenzuola – ci aspettiamo di ricevere chiarimenti dall’amministrazione comunale, con la chiusura di 2 anni e mezzo si rischia di vederlo chiudere completamente”.

“E’ un problema di carattere pubblico e istituzionale. Il direttore generale Bianchi, che poco fa ha ottenuto il plauso di tutti i sindaci sul bilancio, avrebbe dovuto informare in occasione della conferenza socio sanitaria” aggiunge Tommaso Foti, coordinatore provinciale Fd’I. “Spazio in più potrebbe essere recuperato nel nuovo ospedale di Fiorenzuola, spostando alcuni uffici in una palazzina adiacente. Penso che questo provvedimento sia dovuto alla calura estiva. Fare un passo indietro e dire di aver sbagliato sarebbe un atto di intelligenza”.

Per Massimo Polledri “non c’è un criterio di urgenza. Questa struttura è già stata ispezionata e non ha avuto danni, così come altri ospedali classificati nella stessa classe sismica. Nessuno di questi è stato chiuso”. “Faccio inoltre notare che un pronto soccorso senza una sala gessi, una ostetricia e la chirurgia, è in realtà un posto di primo intervento. Chi ha una gravidanza a rischio deve a dare a partorire a Fidenza. Ci sono soluzioni alternative, meglio fare un passo indietro”. “Spero torni il buonsenso”, auspica Thomas Pagani. “Noi abbiamo già dato abbastanza, la Regione ci tratta come se fossimo in periferia”. Chiude Papamarenghi. “Provvedimento preso e comunicato tra le righe di un articolo di giornale. E’ scandaloso”. A rispondere al centrodestra è stato in serata il Pd piacentino, che ha parlato di “intervento necessario finanziato completamente dalla Regione, a riprova del fatto che nessuno vuole chiudere la struttura”.

(Leggi anche Fiorenzuola, Pollastri (Pdl) porta il caso in Regione. Cisl “Chiarimenti”)

Intanto domani mattina, dalle 8 alle 10 davanti all’ospedale nuovo e dalle 10 alle 12 sul mercato, partirà a Fiorenzuola una raccolta firme in difesa dell’ospedale di Fiorenzuola e della sanità pubblica organizzata da Rifondazione comunista. La raccolta firme proseguirà nei prossimi giorni.

Di seguito il comunicato del Prc:
“Vogliamo dare forza alle proposte che abbiamo avanzato in questi giorni. Queste sono le nostre proposte, che avanziamo al Presidente della Regione Errani, al Presidente della Conferenza Socio-sanitaria Massimo Trespidi, al direttore generale dell’Azienda Usl di Piacenza Andrea Bianchi, ai Sindaci del Distretto di Fiorenzuola, e che proponiamo all’intera cittadinanza :

1) Chiediamo una verifica, da parte del Consiglio comunale e del Comitato di Distretto, della perizia che ha decretato la chiusura per un lungo periodo della struttura vecchia. Siamo sicuri che la perizia dia come unico scenario la chiusura drastica della vecchia struttura? Chiediamo di valutare la possibilità di istruire una contro-perizia, se necessario, finalizzata a verificare se sia effettivamente necessario chiudere per un periodo così lungo la struttura vecchia dell’ospedale e con le modalità prescritte;

2) Chiediamo di istituire una commissione congiunta Comitato di Distretto/Azienda Usl per verificare se sia possibile realizzare alcuni lavori senza chiudere l’intera struttura, e cosa sia possibile trasferire nella parte nuova dell’ospedale;

3) Chiediamo che venga valutata anche la possibilità di realizzare strutture provvisorie nell’area ospedaliera di Fiorenzuola che possano ospitare i reparti e i posti letto eventualmente sgomberati dalla vecchia struttura;

4) Chiediamo di attivare un monitoraggio delle strutture ospedaliere esistenti nel territorio distrettuale (pensiamo a Villanova e anche all’ex ospedale di Cortemaggiore) per valutare se sia possibile trasferire lì i reparti e i posti letto collocati nella struttura vecchia dell’ospedale e i relativi costi di adeguamento”


Cavalli (Lega Nord): “Vergognose incertezze”.
“La Regione limiti al minimo la delocalizzazione dei reparti dell’ospedale di Fiorenzuola e garantisca, con atto scritto, la tutela dei livelli occupazionali e dei servizi”. Lo chiede in un’interrogazione il consigliere regionale della Lega Nord Stefano Cavalli, dopo che l’assessore Carlo Lusenti, oggi in aula, ha annunciato ’’l’abbattimento del quarto piano dell’ospedale vecchio di Fiorenzuola” per lavori di adeguamento antisismico e la “conseguente soppressione delle funzioni che lì si trovano”, precisando che sui trasferimenti “non c’è ancora nulla di definito”.

“E’ insolito che si annunci l’azzeramento di un intero piano dell’ospedale senza avere ancora definito, nel dettaglio, un necessario piano di ricollocazione delle attività. Il taglio è certo, la pezza no”. Da qui la richiesta di garanzie “sulla delocalizzazione dei servizi” – che “dovrà privilegiare locali dell’ospedale o strutture limitrofe” – e “sul ripristino dei servizi – in numero e qualità – una volta terminati i lavori”.

“E’ vergognoso che all’indomani dell’annuncio dei tagli, non ci sia un piano definito di ricollocazione dei reparti da sottoporre a enti locali e sindacati. Gli stessi pazienti e i dipendenti non sanno dove verranno trasferiti. Ci pare un modo di procedere dilettantesco e inadeguato”. “Basta con le finte rassicurazioni verbali. Ora pretendiamo, nero su bianco, piano e garanzie su posti di lavoro e servizi. Tra 118, smembramenti di ospedali e ridimensionamenti estivi (con relative incertezze sul ripristino a stagione terminata) rischiamo l’azzeramento della sanità piacentina”.

Intanto sul paventato accorpamento delle centrali 118 anche l’Europa ha acceso i riflettori. Il capo delegazione della Lega Nord al parlamento europeo Lorenzo Fontana ha portato a Bruxelles il caso e – in una lettera rivolta all’assessore Carlo Lusenti – predica una “riflessione sull’opportunità dell’operazione” che – nelle prospettive della Regione – dovrebbe portare a un’unica centrale operativa accentrata a Parma (e sottratta a Piacenza e Reggio Emilia). Lo ha annunciato lo stesso Fontana, ospite l’altra sera ai giardini Hawaii di Podenzano, alla 22esima festa della Lega Nord. “Si tratta di una questione indubbiamente prioritaria – ha detto -. Parliamo di un servizio fondamentale che è giusto che rimanga sul territorio”.


5 Stelle: “Ospedali di Provincia, più partecipazione alle scelte”

Intervento degli attivisti del Movimento 5 Stelle di Fiorenzuola

La ristrutturazione di parte di un ospedale non dovrebbe essere fonte di polemiche, ma a Fiorenzuola lo è diventata. Crediamo che la condivisione del percorso con gli operatori  avrebbe permesso di ridurre al minimo i disagi e le chiusure dei reparti. Mentre dobbiamo rilevare che l’Azienda Sanitaria è sempre più lontana dai
cittadini ed ha lo sguardo rivolto unicamente a realizzare i desideri dei politici regionali.

Facciamo qualche esempio:
– A cosa serve la centralizzazione del 118, se l’assessore regionale ha candidamente ammesso che non ci sarà nessun risparmio? Magari, buttiamo lì, la realizzazione di un call center da parte di qualche cooperativa può essere un affare. Se poi l’operatore che prende la chiamata non conosce il nostro territorio pazienza: tanto 5 minuti in più, per chi sta bene, non sono un problema. Siamo stati consultati su questa scelta?

– Perché il cittadino non può più scegliere un medico indipendente ma é, di fatto, costretto a rivolgersi agli studi medici associati?  E la trasparenza delle liste d’attesa per la scelta del medico di famiglia? Ma esistono le liste d’attesa?

– Perché non si investe con decisione nell’assistenza domiciliare? L’assistenza post ospedaliera e cronica infatti deve essere accompagnata da un
corrispondente e contestuale rafforzamento dell’assistenza sanitaria sul territorio,  diversamente si determina di fatto una impossibilità per i cittadini di beneficiare delle cure. Non capiamo che logica avrebbe chiudere sala parto e pediatria dell’Ospedale di Fiorenzuola in quanto hanno sempre funzionato a meraviglia, rappresentando addirittura  un’eccellenza sul territorio piacentino, traguardo assai difficile per un ospedale di provincia, che è comunque sempre risultato utilissimo nel lavoro quotidiano
dal day hospital al day surgery e per le attività poliambulatoriali.

Il dubbio che ci viene è quello che si stia andando verso una chiusura definitiva a fronte di un sistema incapace di gestire la sanità con criteri di economicità ed equilibrio. Ci preoccupa molto non vedere sviluppare un lungimirante pensiero progettuale sul territoriale regionale che sia di utilità sociale. Vorremmo si smettesse di parlare di risparmio quando poi si spendono soldi pubblici in progetti superflui: quanti robot farmacisti abbiamo e quanto sono costati?

Noi chiediamo un confronto sereno e propositivo con l’Azienda su questa ed altre tematiche, ma non ci facciamo troppe illusioni, perchè purtroppo la
voce dei cittadini difficilmente viene ascoltata. Allora nel chiederci come nel nostro piccolo possiamo concretamente agire, visto che le manifestazioni estemporanee servono solo a dare visibilità al politico di turno, riteniamo che oggi le rivoluzioni si facciano in cabina elettorale. Ricordiamoci di tutto questo quando tra non molto voteremo per il Consiglio Regionale: allora sì che vedremo se c’è veramente voglia di cambiare.

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