Ospedale di Fiorenzuola, Trespidi: “Intervento mirato in minor tempo” 

Dopo una decina di minuti di suspense, alcuni dei consiglieri di maggioranza della Lega Nord e di Fratelli d’Italia che sembravano essere intenzionati a non partecipare alla seduta del consiglio provinciale di Piacenza sono entrati

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Tiene ancora banco in consiglio provinciale a Piacenza la discussione sulla situazione dell’ospedale di Fiorenzuola. 

Sulla vicenda, Trespidi 
ha sostenuto che è’ stato raggiunto un importante obiettivo: “Riportare nelle sedi opportune la discussione sul futuro della struttura. E’ vero che il direttore sanitario Bianchi non prende ordini dalla conferenza socio sanitaria, ma da chi l’ha nominato e cioè la Regione, ma non può venire meno il rispetto delle istituzioni”.

“Voglio capire, dice Trespidi, dal 25 di marzo al 17 di luglio come mai vi è stata questa improvvisa accelerazione nel decidere di chiudere. Oggi siamo al 26 di luglio, come mai non c’è un progetto? Perché in occasione della seduta della conferenza socio sanitaria del 10 luglio scorso, quando si è discusso del 118, sia l’assessore Lusenti che il direttore Bianchi hanno deciso di non dire nulla rispetto alla chiusura dell’ospedale. 

Come amministrazione abbiamo il compito di prendere delle decisioni, e per poterlo fare dobbiamo essere messi a conoscenza della situazione. Abbiamo convocato i tecnici che hanno redatto la perizia e chiederemo loro di dare spiegazioni. Nel documento che ho visionato, da nessuna parte si parla di demolizione in toto dell’immobile. Si può risolvere il problema con un intervento strutturale realizzato in maniera chirurgica, con notevole risparmio di tempo e di soldi”.

“Non abbiamo detto che il problema non c’è – ha affermato Trespidi – ieri abbiamo detto che vogliamo capire meglio la situazione generale, e quindi chiederemo chiarimenti anche su Villanova e Bobbio. O la verità ce la dicono tutta o niente, basta dire le cose a spizzichi e bocconi. Mi assumo la piena responsabilità di questa partita, al punto che ho rimandato le ferie per poterla seguire al meglio. Questa questione ci insegna che dobbiamo avere l’orgoglio di quello che rappresentiamo. Sono sicuro che se ci fosse stato Boiardi al mio posto, avrebbe fatto le stesse cose, perché abbiamo lo stesso senso delle istituzioni”.

I LAVORI DEL CONSIGLIO – Dopo una decina di minuti di suspense, alcuni dei consiglieri di maggioranza della Lega Nord e di Fratelli d’Italia che sembravano essere intenzionati a non partecipare alla seduta del consiglio provinciale di Piacenza sono entrati, e il presidente dell’assemblea Roberto Pasquali ha dato il via ai lavori, commentando il provvedimento adottato dal consiglio dei ministri che di fatto sancisce la fine delle Province.

PROVINCE “VUOTE” – Il provvedimento “getta fumo negli occhi della gente, perché non rappresenta nessun risparmio per la collettività” dice Pasquali. Inoltre si prospettano problemi per i dipendenti: le Regioni hanno detto chiaramente che se non aumentano gli stanziamenti da parte dello Stato non hanno risorse per farsene carico, così come i Comuni”.

L’assessore Patrizia Barbieri informa poi il consiglio in merito al problema, sollevato da Marco Bergonzi capogruppo Pd, dei cittadini di Sarmato e Borgonovo, cui non viene corrisposto in bolletta il contributo previsto dalla presenza, sui due Comuni dell’impianto di compostaggio della ditta Maserati. “La competenza non è la nostra – dice l’assessore Barbieri – ma ci siamo fatti carico del problema, e si è gia tenuto un incontro con Iren per cercare di trovare una soluzione”.

TRASPORTO SCOLASTICO – Problema del trasporto scolastico, Pierlugi Caminati del Pd torna sull’argomento. “Il consigliere Maloberti della Lega sostiene che siano stati sbloccati 95 mila euro per gli abbonamenti, ma non mi sembra, dice Caminati, che sia così. Un’affermazione del genere va supportata da atti ufficiali che, mi risulta, non sono stati adottati.

OSPEDALE DI FIORENZUOLA – Su Fiorenzuola, ha concluso il suo intervento Pierluigi Caminati (Pd): “La vicenda dell’ospedale rappresenta l’ultimo atto di spoliazione di una vallata intera. E’ mancato il ruolo di coordinamento della Provincia”. Chiarisce il consigliere Maloberti: io ho proposto un ordine del giorno, per far dirottare 95 mila euro sugli abbonamenti dei bus. Provvedimento votato all’unanimità da tutto il consiglio”.

“Sull’ospedale di Fiorenzuola ci sono stati dei problemi di comunicazione e di passaggi istituzionali, ma il vero tema e’ la sicurezza, argomento che non è di destra ne’ di sinistra – interviene il capogruppo Pd Marco Bergonzi – e in base alla relazione fornita, questo e’ un rischio reale”. “In base a una perizia di questo genere, vorrei sapere quale amministratore farebbe ritardare l’avvio dei lavori. L’investimento di 12 milioni di euro – conclude Bergonzi – e’ la miglior polizza vita sul mantenimento dell’ospedale”.

Michele Magnaschi (Fd’I) la mancata comunicazione da parte della Regione della situazione in cui versa l’ospedale di Fiorenzuola non è di secondo piano. Quattro mesi di attesa sono tanti, anche per rendersi conto che un’opera non è conforme a prescrizioni normative di 40 anni fa. Forse l’opera doveva essere presidiata meglio all’atto della sua costruzione.

Thomas Pagani Lambri della Lega Nord fa notare, provocatoriamente, non debba essere necessario aspettare il 10 agosto per disporre lo sgombero di un ospedale che rischia di crollare. ’La perizia risale alla fine di marzo, perché aspettare fino ad agosto? Forse perché – dice – in questo periodo la gente va in ferie e la cosa poteva passare sotto silenzio. Non solo falsi allarmismi del centrodestra, qui si tratta delle esigenze di un’intera vallata. È la Regione ci ha presi in giro”.

I consiglieri del centrodestra e del gruppo misto hanno presentato un ordine del giorno per chiedere al presidente Trespidi, in qualità di presidente della conferenza socio sanitaria, di verificare l’effettiva situazione strutturale dell’ospedale di Fiorenzuola, e di porre in essere tutte le azioni per salvaguardare l’offerta sanitaria della Valdarda. Il documento e’ stato firmato da Michele Magnaschi, Giovanni Cattanei (Pdl), Thomas Pagani Lambri (Lega Nord) e Enzo Varani (gruppo misto).

Varani ha poi criticato duramente il nuovo provvedimento che sancisce la chiusura delle Province, osservando che i rappresentanti dei cittadini devono essere eletti direttamente. Sull’ospedale di Fiorenzuola invece chiede come siano stati spesi fino ad adesso i fondi per la ristrutturazione.

Fa discutere la proposta del consigliere della Lega Nord Giampaolo Maloberti che chiede di poter votare un ordine del giorno per creare un invaso in Valnure. L’opposizione insorge: non lo abbiamo neppure visto e non è tra gli argomenti in discussione nella seduta odierna. “Ma la situazione e’ tragica, e’ un problema di sensibilità” replica Maloberti. Interpellato in merito, il segretario provinciale dice che l’ordine del giorno non è ammissibile in base al regolamento del consiglio. La discussione diventa poi più accesa quando il presidente del consiglio provinciale Roberto Pasquali, collega di partito di Maloberti, fa notare a quest’ultimo come non sia possibile presentare ordini del giorno, se questi rispondono a criteri d’urgenza. ” La realizzazione di un invaso non risponde ai criteri d’urgenza – dice Pasquali – mentre l’eventuale rilascio di acqua in più dalle dighe si. E’ quanto ho già spiegato nelle segrete stanze poco fa, e ora lo dico ad alta voce davanti a tutti”.

“L’assessore Freda ha già fatto l’assessore troppo a lungo” La bordata arriva in consiglio provinciale dal capogruppo Pd Marco Bergonzi, a margine di un intervento dedicato ai provvedimenti sul Dmv dei fiumi. Proprio la posizione tenuta dall’assessore regionale, molto criticata, e’ alla base del giudizio lapidario di Bergonzi. ” Freda non è’ stata capace di ascoltare e venire incontro alle esigenze delle associazioni degli agricoltori” dice il capogruppo Pd.

Il presidente Massimo Trespidi è intervenuto anche per aggiornare il consiglio in merito alla visita del ministro Lupi lunedì prossimo, con sopralluogo sulla 45. Nei giorni scorsi Trespidi ha incontrato i vertici di Confcooperative e Unicoop, preoccupati per l’aumento dell’Iva dal 4 al 10 per cento dei servizi per le famiglie (nidi, ospizi, rsa). Di questo si discuterà in settembre in consiglio.

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