Pagani (Medici) “Facoltà di medicina, non vogliamo essere la succursale di Parma” foto

A Piacenza la sede distaccata della facoltà di medicina e chirurgia di Parma? Secondo quanto ha riferito il presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, Francesco Scaravaggi, l’ordine dei medici ed odontoiatri della città sarebbe contrario. 

A Piacenza la sede distaccata della facoltà di medicina e chirurgia di Parma? Secondo quanto ha riferito il presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, Francesco Scaravaggi, l’ordine dei medici ed odontoiatri della città sarebbe contrario. Sarebbero stati gli stessi rappresentanti dell’ordine dei medici a presentarsi per chiarire la propria posizione su una partita che, una volta aperta, non potrebbe prescindere dal coinvolgimento della “cassaforte” dei piacentini, che già ha dimostrato di essere molto genrosa nei confronti delle università presenti in città. 

Il presidente Scaravaggi non ha voluto, ovviamente, dilungarsi sulle motivazioni addotte dall’ordine dei medici per motivare il proprio rifiuto, e ha invece detto che il rettore della facoltà di Parma non si è presentato per avanzare una candidatura. 

Il presidente dell’ordine dei medici di Piacenza, Augusto Pagani, interviene per chiarire la propria posizione. “Il rettore dell’università di Parma tempo fa aveva presentato un progetto, riguardante la sede distaccata da realizzare in città, che penso sia di difficile realizzazione: si tratterebbe di costruire un corso di studi in medicina e chirurgia “parallelo” rispetto a quello già presente a Parma, con l’attivazione di tutti i corsi previsti per i 6 anni di studio. E’ una idea dai costi alti e tempi lunghi, e che va contro le indicazioni della Regione Emilia Romagna che prevedono la riduzione delle scuole di medicina da 4 a due.

Di questi tempi non è pensabile che tutte le città possano avere una propria università. Secondo me la soluzione migliore sarebbe quella di mettere a disposizione le eccellenti professionalità e strutture, già presenti a Piacenza, alla facoltà di Parma. I nostri primari potrebbero tenere lezioni in università e i nostri reparti essere sede di tirocinio per gli studenti. Questa è una soluzione che avrebbe costi contenuti e molti vantaggi, come la valorizzazione del territorio piacentino. Non sono contrario all’idea in sè, ma non credo che far diventare Piacenza una succursale di Parma sia la soluzione migliore”. 

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