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Preziosi incanta Veleia col mito di Prometeo FOTO foto

Al centro dello spettacolo il mito per eccellenza, il più fecondo, il più segreto, forse il più rappresentativo della cultura occidentale, Prometeo, il titano che ruba il fuoco agli dèi per donarlo agli uomini.

Sopra di noi un cielo zeppo di lampi, scuro come un’onda nera di catrame. Sono da poco passate le 21.30, giovedì sera, quando si accendono i riflettori nel foro veleiate. Rovine e natura sublime sono un binomio perfetto per mettere in scena un mito tanto caro ai pensatori romantici, la tragica vicenda di Prometeo, quel titano, narrato da Eschilo, ribelle agli dei nel nome di libertà, fede nella scienza e nella ragione.

Non è una scelta semplice, né tanto meno scontata, quella fatta da Alessandro Preziosi, uno dei volti più belli del cinema italiano. Il Prometeo realizzato per l’apertura del Festival di Teatro Antico nell’area archeologica di Veleia Romana, è un mosaico studiato ad arte: l’adattamento di Tommaso Mattei, infatti, è un percorso antologico che incrocia brani di Eschilo ai passi della Genesi che narrano il peccato originale poi stralci di scritti di Goethe, di lord Byron e di Simone Weil.

Da essi emergere con forza tutta la scottante attualità di Prometeo. “E’ un titano contemporaneo – ci spiega l’attore, estremamente emozionato, poco prima dell’esibizione – È la metafora del dilemma che tormenta l’uomo, della scelta tra il bene e il male”. E che lascia aperto l’orizzonte a tante domande. “La tecnologia – ne cita una fra tutte facendoci pensare al “Frankenstein, o il moderno Prometeo” di Mary Shelley – ci fornisce enormi strumenti di conoscenza, ma come utilizzarli in modo corretto?”. Ancora: “Penso che lo spettacolo porterà il pubblico a riflettere su quanto l’uomo sia capace di sopportare il dolore. Tanto, in questo caso. Prometeo non morirà mai”.

Pioggia di applausi per l’attore che è stato accompagnato, nell’esibizione, dalla violoncellista Nicoletta Mainardi. La rassegna, curata da Paola Pedrazzini, e sostenuta da Fondazione di Piacenza e Vigevano, con il patrocinio del Comune di Lugagnano e della Provincia di Piacenza, è iniziata con il piede giusto viste le numerose presenze ed il successo della rappresentazione di apertura. Già dalle 19, infatti, il pubblico incominciava ad arrivare a Veleia per accaparrarsi un posto in prima fila. Merito sia del fascino del protagonista (che ha conquistato il grande pubblico grazie alla serie tv di successo “Elisa di Rivombrosa”) che di quello del mito per eccellenza. Il più fecondo, il più segreto, tra i più rappresentativi della cultura occidentale.

Sabato 20 luglio, toccherà alla divina Piera degli Esposti – musa sul grande schermo di Pasolini, Zampa, Moretti, Wertmüller, Bellocchio, Tornatore e volto molto amato anche sul piccolo schermo per partecipazioni importanti come quella nel recente Tutti pazzi per amore – guidare il pubblico in un affascinante viaggio nei misteriosi mondi arcaici delle regine d’Oriente, prestando la sua voce avvolgente e inconfondibile a Fedra, Medea, Io, Clitennestra, Atossa… conturbanti protagoniste femminili della tragedia greca.

Veleia ha il privilegio di ospitare, in prima nazionale, il prezioso evento con una delle più grandi interpreti del nostro cinema e del nostro teatro. Gli spettacoli, per la prima volta, sono a ingresso gratuito.

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