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Protesta dei profughi sotto al Comune. Dosi “Al lavoro per una soluzione” foto

"Rimaniamo qui finchè troviamo una soluzione". Continua la protesta dei profughi costretti ieri mattina a lasciare il Ferrhotel, la struttura di Piazzale Marconi nella quale erano ospitati da due anni, a seguito dell’intervento delle forze dell’ordine che hanno sgomberato l’edificio.

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“Rimaniamo qui finchè troviamo una soluzione”. Continua la protesta dei profughi costretti ieri mattina a lasciare il Ferrhotel, la struttura di Piazzale Marconi nella quale erano ospitati da due anni, a seguito dell’intervento delle forze dell’ordine che hanno sgomberato l’edificio. Gli stranieri, dopo la nottata passata alla Ex Circoscrizione 2, si sono sistemati in alcune tende posizionate sotto i portici di Palazzo Mercanti: “Piuttosto che dormire su un pavimento come successo stanotte – spiegano – preferiamo stare qua dove almeno possiamo far sentire la nostra presenza”.

I profughi chiedono una sistemazione in attesa di poter trovare un lavoro e se la prendono con il sindaco Dosi accusato, come si legge sui cartelloni di protesta “di maltrattare gli stranieri”. “Stiamo studiando la situazione – spiega Dosi – per cercare di trovare a breve una soluzione per i dieci profughi del gruppo originario, cinque dei quali potrebbero già trovare un posto da stasera; nello stesso tempo sono in corso controlli con l’ausilio della questura sulle altre persone con loro al Ferrhotel, alcune delle quali risulterebbero essere già ospitate presso altre strutture”. Anche per la nottata il gruppo potrebbe trovare ospitalità presso i locali dell’Ex Circoscrizione 2. Il Comune nelle ultime ore è rimasto in contatto anche con la Caritas: “Siamo rimasti in accordo di risentirci nei prossimi giorni in caso di necessità – afferma il direttore Giuseppe Chiodaroli – nei mesi scorsi abbiamo già ospitato alcuni dei profughi che anche negli ultimi giorni hanno usufruito della nostra mensa della Fraternità in via San Vincenzo”

Ieri in consiglio comunale il primo cittadino, rispondendo al consigliere Carlo Pallavicini aveva sottolineato la mancanza di risorse del Comune per gestire questo tipo di emergenza: “Su 80 persone inizialmente ospitate – aveva spiegato il sindaco – 70 hanno trovato altra destinazione, magari incontrando connazionali e amici, e del gruppo originario ne sono rimasti 10, di cui 5 possono inserirsi nel progetto Sprar riservato a profughi. Il problema si è enfatizzato nel momento in cui nella sede del Ferrhotel sono arrivate almeno altre 30 persone che non facevano parte del gruppo originario, persone che chiedono aiuto ai nostri servizi sociali”.

“Coloro che non appartengono al gruppo originario sono una decina di persone, non trenta – precisa dal canto suo Pallavicini, che ieri aveva offerto ai profughi ospitalità presso la sede piacentina di Rifondazione Comunista -. Solo in Italia ci troviamo di fronte ad una situazione simile: in Francia, dove è stato accolto un numero di profughi ben maggiore, questi problemi non ci sono stati. Non si tratta di fare favoritismi, ma mi pare evidente come lasciare 20 persone in mezzo ad una strada possa costituire un problema”.

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