Quantcast

Province, Letta: “Legge per abolirle tutte”. Trespidi: “Non è un ente inutile”  foto

Il premier Enrico Letta, anche alla luce del pronunciamento della Consulta, durante il vertice di maggioranza a palazzo Chigi ha confermato l’intenzione del governo di presentare un ddl costituzionale per l’abolizione delle Province

Più informazioni su

AGGIORNAMENTO 4 LUGLIO – Il premier Enrico Letta, anche alla luce del pronunciamento della Consulta, durante il vertice di maggioranza a palazzo Chigi ha confermato l’intenzione del governo di presentare un ddl costituzionale per l’abolizione delle Province, come annunciato in Parlamento. E’ quanto riferiscono fonti di governo. (fonte Ansa)

TRESPIDI: “ORA RIVEDERE POLITICA DI TAGLI CONTRO LE PROVINCE” – A margine delle manifestazioni antoniniane abbiamo chiesto al presidente della Provincia di Piacenza Massimo Trespidi un commento sulla bocciatura da parte della Consulta del riordino deciso dal precedente governo Monti. “Dalle motivazioni espresse dalla Corte Costituzionale – ha affermato – si coglie la gravità di quanto aveva disposto il governo Monti, tentando di giustificare l’urgenza del provvedimento di taglio con motivazioni economiche, affermando che ci sarebbe stato un evidente risparmio.

Ma la Corte è entrata nel merito sostendendo che non ravvisava l’urgenza e che lo strumento del decreto era del tutto inaproppropriato. E’ grave che un governo che giura fedeltà alla Costituzione, poi è il primo che la viola. Credo che ci sia bisogno di una riforma organica dello Stato sia a livello centrale che periferico, ma non inseguendo la demogogia, bensì garantendo il governo del territorio. Non credo che la Provincia sia un ente inutile, sono altri gli enti inutili. Alla Provincia possono essere conferite competenze oggi disperse e frammentate sul territorio. La sentenza della Corte ci dice che abbiamo fatto bene ad approvare il bilancio dell’amministrazione provinciale e che questo era l’unico bilancio possibile.

“Non voglio soffermarmi sulle polemiche inutili faziose di questi giorni – conclude – perchè ora dobbiamo procedere con tenacia e vigore uniti e coesi per portare a termine il lavoro amministrativo. Il governo Letta dovrà presentare una proposta di riforma dell’articolo V della Costituzione, il tema vero è capire cosa accadrà dalla fine del nostro mandato fino a quando andrà in vigore la riforma. Per compiere l’ultimo anno di mandato le amministrazioni provinciali devono essere messe nelle condizioni di esercitare le proprie funzioni a pieno e quindi va rivista la poltica di tagli messa in atto dallo Stato nei confronto delle Province”.

Paola De Micheli (Pd): “Dalla Consulta sentenza attesa, abolizione Province dentro riforma organica dello Stato”

“La sentenza della Consulta contro il riordino delle Province del governo Monti era per certi versi attesa, non a caso in Parlamento abbiamo previsto di inserire l’argomento nel progetto più ampio di riforma del titolo V della Costituzione, per arrivare a un ridisegno organico della macchina dello Stato, dal centro alla periferia”. Lo afferma la vicepresidente vicario del gruppo Pd alla Camera Paola De Micheli, che ribadisce la volontà dell’esecutivo di Enrico Letta di “arrivare al più presto all’abolizione di tutte le Province”.

“Nella difficile situazione economica in cui ci troviamo – fa notare la parlamentare piacentina – si può essere portati a pensare che il tema delle riforme costituzionali sia secondario, perchè lontano dai problemi veri delle persone. In realtà quella del recupero di efficienza complessiva dell’apparato statale è una questione cruciale per consentire una reale ripresa economica all’Italia, e un termine competitivo indispensabile nel confronto con gli altri paesi europei”.

“Per questa ragione – afferma – mi sono battuta in prima persona nei giorni scorsi in conferenza di capigruppo affinchè il Disegno di Legge costituzionale sul percorso delle riforme fosse calendarizzato al più presto alla Camera, a partire dalla fine del mese di luglio, come poi accaduto. Tutti i gruppi dell’opposizione , in particolare il Movimento 5 Stelle, invece si sono opposti segno che permangono ancora troppe spinte conservatrici in Parlamento”.

Fratelli d’Italia: abolire le Province, ma dare un assetto definito allo Stato

 
“ La decisione della Corte Costituzionale conferma in pieno le critiche dell’allora parlamentare Tommaso Foti che rispetto alla soppressione delle Province, attuata con successivi decreti-legge, denunciò come questi ultimi fossero privi dei requisiti di necessità ed urgenza richiesti dalla Costituzione”, lo sostengono in una nota i consiglieri Bertolini, Magnaschi e Mazza (Fratelli d’Italia) che aggiungono “ la detta decisione suona anche da sconfessione dell’operato di Napolitano che quei decreti controfirmò senza battere ciglio, anziché preoccuparsi di evitare che l’Ente Provincia sprofondasse nel caos più completo.”
“ Dopo la pronuncia della Corte – continuano i consiglieri provinciali di Fratelli d’Italia –  era lecito attendersi che, pur perseguendo il condiviso obiettivo di sciogliere le Province, il Governo Letta-Alfano proponesse una riforma volta a dare un assetto istituzionale definito e compiuto allo Stato, con  il dimezzamento del numero dei parlamentari e l’eliminazione degli sprechi causati dal sovrapporsi delle competenze tra Stato e Regioni che hanno fatto esplodere la spesa pubblica negli ultimi 10 anni”
 
 “ L’annunciata presentazione da parte del Governo Letta-Alfano di un disegno di legge costituzionale volto a prevedere l’abolizione delle sole Province, altro non è – evidenziano Bertolini, Magnaschi e Mazza – che la risposta rabbiosa rispetto a un giudizio tecnico della Corte che ha dichiarato incostituzionali norme che lo erano palesemente e a detta di tutti.”
 
“ Anziché invertire la rotta e definire una vera riforma di tutte le istituzioni, dal Parlamento alle Regioni, dalle Province ai Comuni –  concludono i consiglieri di Fratelli d’Italia – il Governo  torna dunque a proporre l’ennesimo provvedimento buono solo per conquistarsi le pagine dei giornali. Ma è fin troppo chiaro a tutti che non basta travestirsi da statisti per esserli”.

Luigi Gazzola (Idv): “Quanti soldi e quanto tempo si sarebbero risparmiati se il 5 luglio 2011 la Camera avesse votato a favore della proposta dell’IdV”

La Corte Costituzionale ha deliberato l’illegittimità delle norme relative all’abolizione delle province adottate dal governo Monti con decreto legge, strumento che anche uno studente del primo anno di legge sapeva non essere idoneo ad abolire un ente previsto dalla Costituzione.
Evviva, le Province sono salve!
Resta da capire dove si intenda recuperare quei risparmi che erano stati ipotizzati dalla spending review nell’ordine di 300 – 500 milioni a regime. Il sospetto è che a mettere mano al portafogli dovranno essere ancora una volta i soliti noti, quelli che le tasse le pagano fino all’ultimo centesimo.
Quanti soldi e quanto tempo si sarebbero risparmiati se il 5 luglio 2011 la Camera avesse votato a favore della proposta dell’IdV che cancellava le parole «le province» proprio dal Titolo V della Costituzione? Allora votò contro la maggioranza berlusconiana e si astenne il PD, oggi a parole così determinato sulla strada della riforma.
Per sopprimere le Province l’11 ottobre 2011 l’Italia dei Valori depositò alla Camera dei deputati una proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare corredata di 400.000 firme raccolte tra i cittadini in pochi giorni. La proposta fu assegnata alla Commissione Affari costituzionali dove venne affossata.

Oggi Letta e Franceschini annunciano l’intenzione di portare subito al Consiglio dei ministri un disegno di legge costituzionale per riformare il titolo V della Carta e per rimediare allo stop della Consulta.
Le stesse forze politiche che a fine 2012 non hanno avuto il coraggio di convertire in legge nemmeno il decreto di riordino che tagliava 36 province ora vorrebbero tagliarle tutte? Con quale credibilità? Verso i cittadini servirebbe più serietà.
Luigi Gazzola – consigliere provinciale IdV
 

BOCCIATA LA RIFORMA DI MONTI – La riforma sul riordino delle Province (compresa quella di Piacenza che doveva essere accorpata con Parma) è incostituzionale. Lo ha sancito la Consulta, dichiarando illegittimi alcuni punti dei decreti legge in materia varati nel 2011 e nel 2012. La Corte ha ritenuto violati gli articoli 117, secondo comma, e 133, primo comma, della Costituzione. “Il decreto legge, atto destinato a fronteggiare casi straordinari di necessita’ e urgenza – spiega la Consulta in un comunicato – e’ strumento normativo non utilizzabile per realizzare una riforma organica e di sistema quale quella prevista dalle norme censurate nel presente giudizio”. (AGI) .

Contattato telefonicamente, il presidente della Provincia Massimo Trespidi si lascia scappare solo un “non avevo dubbi che questo aspetto del decreto Salvaitalia sarebbe stato giudicato incostituzionale. Prima di commentare la notizia, però, preferisco leggere le motivazioni della decisione della Consulta”. 

SENTENZA CONSULTA PRO-PROVINCE, PISANI (LN): “DECRETATA L’INCAPACITÀ DEL GOVERNO MONTI”

“I giudici costituzionali hanno sancito oggi la completa incapacità del governo Monti che si illudeva di far fuori le autonomie territoriali con un decreto”. A dirlo è il segretario provinciale della Lega Nord Pietro Pisani, commentando la sentenza della Corte Costituzionale che ha oggi ‘smontato’ l’impianto del cosiddetto Salva Italia, che conteneva tagli netti alle Province.
“Ha vinto l’autonomia dei territori e, a distanza di mesi, è arrivata l’ennesima riconferma del fallimento montiano, che ha condotto il Paese sull’orlo del baratro. Una ferita che oggi attende ancora di essere rimarginata”.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.