Scuola, protesta davanti al Respighi contro i contributi volontari chiesti alle famiglie

Scuola, protesta contro i contributi volontari chiesti alle famiglie, con volantini apparsi davannti al liceo Respighi. Gli importi a Piacenza, variano tra i 65 e i 115 euro. 

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Scuola, protesta contro i contributi volontari chiesti alle famiglie. Nei giorni davanti al liceo scientifico Respighi di Piacenza, mentre si stavano concludendo gli esami di Stato, sono apparsi alcuni manifestini, riportanti la scritta “Genitori! Non esistono tasse d’iscrizione! Sono contributi volontari!”. In realtà è da ormai diversi anni che alle famiglie, al momento delle iscrizioni alle scuole superiori, ai genitori viene consegnato un bollettino per versare un contributo per aiutare gli istiuti per sostenere alcune spese. Dalle segreterie didattiche viene sempre specificato ai genitori il carattere volontario della contribuzione, e il contributo varia, a Piacenza, dai circa 65 euro chiesti all’alberghiero Raineri Marcora, ai 115 del liceo scientifico Respighi, agli 80 dell’istituto Romagnosi e ai 100 euro del Colombini.  Non si segnalano, al momento, casi registrati in altre città in cui i presidi hanno invece fatto pressioni sulle famiglie per chiedere il versamento di questa “tassa”, tanto da far pubblicare dal Miur una circolare per condannare questi compoprtamenti, ma sembra che rispetto all’anno scorso, siano diminuite le adesioni.

Ma a cosa servono i contributi? A coprire almeno in parte costi aggiuntivi dovuti a fotocopie, laboratori e altre attività di arricchimento dell’offerta formativa delle singole scuole. Una sorta di “aiutino” per le autonomie scolastiche, alle prese con una costante riduzione dei trasferimenti statali e spesso in difficoltà nel liquidare in tempi celeri gli stipendi, ad esempio, di docenti supplenti e impiegati e collaboratori scolastici precari. 

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