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Sei Giorni, Archbold e Kennet allungano il vantaggio 

Alla vigilia del suo atto finale della Sei Giorni delle Rose 2013, i sorprendenti neozelandesi Shane Archbold e Dylan Kennet non solo mantengono la testa della classifica, ma addirittura allungano 

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ARCHBOLD E KENNET SI CONFERMANO LEADER DELLA SEI GIORNI DELLE ROSE ALLA VIGILIA DEL GRAN FINALE
AL DUE VOLTE CAMPIONE OLIMPICO CLANCY L’OMNIUM

Alla vigilia del suo atto finale della Sei Giorni delle Rose 2013, i sorprendenti neozelandesi Shane Archbold e Dylan Kennet non solo mantengono la testa della classifica, ma addirittura allungano grazie al giro di vantaggio guadagnato rispetto a tutti gli avversari in virtù del raggiungimento dei 100 punti in graduatoria generale. Ma i pronostici sono ancora apertissimi e c’è da essere certi che, ancora una volta, per conoscere il verdetto definitivo bisognerà attendere l’Americana che chiuderà il programma della manifestazione del velodromo «Attilio Pavesi» di Fiorenzuola d’Arda.

A definire la classifica della quinta tappa è stata la Serie Sprint a coppie di 50 giri, con punti che finivano direttamente in classifica generale. Numeri neri a dare fuoco alle polveri nelle prime 25 tornate, con il leader Shane Archbold subito caccia dei punti necessari per toccare quota 100: per centrare l’obiettivo gli bastano quattro traguardi, nei quali il neozelandese mette insieme due vittorie e un terzo posto. Non gli è da meno il compagno Dylan Kennet, tra i numeri rossi, che conquista tre piazze d’onore nei singoli sprint. Maglia bianca «Siderpighi» quindi sempre sulle spalle del tandem targato Peuget Bussandri, con 109 e una tornata di vantaggio su tutti gli altri, quindi gli svizzeri Tristan Marguet e Loic Perizzolo (Ferri) con 66 punti e i russi Eugeniy e Ivan Kovalev (Rosti) con 64.

Nel corso della serata, come ricco antipasto alle gare della Sei Giorni, si sono disputate la Corsa a punti Donne Under 23 e le ultime tre prove dell’Omnium Uomini Elite (la prime tre prove erano andate in scena il giorno precedente), competizioni che mettevano in palio punti validi per il ranking U.C.I.

Nella Corsa a punti femminile di 50 giri se la sono giocata le tre atlete capaci di guadagnare un giro rispetto a tutte le altre e il successo lo ha portato a casa l’italiana Maria Giulia Confalonieri, grazie ai punti messi in carniere durante di una lunga fuga solitaria. L’italiana ha chiuso con 43 punti, lasciandosi alle spalle la polacca Natalia Rutkowska (35) e la spagnola Sofia Arreola (30).

Nell’Omnium si sono registrate le vittorie parziali del danese Casper Von Folsach (in 4.39.388, davanti a Victor Manakov in 4.41.049 e Sebastian Mora in 4.42.247), dello svizzero Oliver Beer nello Scratch (con una coraggiosa azione che ha anticipato il gruppo, poi regolato dall’australiano Aaron Gates sul ceco Ondrej Rybin) e del britannico Edward Clancy nel Km da fermo (in 1.06.653, lasciandosi alle spalle Dylan Kennet in 1.07.599 e Victor Manakov in 1.07.678). I risultati della serata hanno determinato una situazione di assoluta parità in classifica generale tra Edward Clancy e il neozelandese Aaron Gate (23 punti). Come da regolamento, dunque, il primo posto è stato assegnato in base alla somma dei tempi registrati nelle prove cronometrate ed è quindi stato proclamato vincitore Clancy davanti all’iridato Gate, con il russo Victor Manakov sul terzo gradino del podio (31).

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