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Siccità Valnure: Pollastri (Pdl): “Meglio i laghetti” Gazzola (Idv): “Cambiare irrigazione”

Siccità in Valnure: diverse le proposte che arrivano dai politici piacentini. A confrontarsi sono il consigliere regionale Andrea Pollastri del Popolo della libertà e il consigliere provinciale Luigi Gazzola dell’Italia dei Valori. 

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Siccità in Valnure: diverse le proposte che arrivano dai politici piacentini. A confrontarsi sono il consigliere regionale Andrea Pollastri del Popolo della libertà e il consigliere provinciale Luigi Gazzola dell’Italia dei Valori. 

Pollastri: “Subito un tavolo tecnico come quello per il fiume Trebbia”. “Deroga al Deflusso Minimo Vitale e creazione di un tavolo di lavoro” sono le due proposte che, con un’interpellanza, il Consigliere Andrea Pollastri (PdL) mette sul piatto per la rapida soluzione della crisi idrica che ha colpito la bassa Valnure. “La bassa Valnure – spiega Pollastri – è una zona a forte vocazione agricola, con particolare attenzione alle colture per l’allevamento e l’agroindustria.

Il fatto che vi sia un’agricoltura tecnologicamente avanzata e di qualità è confermata anche dalla presenza in loco dell’Azienda Sperimentale “Vittorio Tadini”, ente morale controllato dalla Regione, che gestisce le attività formative, la promozione della cultura rurale e di valorizzazione dei prodotti tipici piacentini, i progetti di ricerca, sperimentazione, consulenza e trasferimento delle innovazioni al mondo agricolo e agroindustriale, in particolare per quel che riguarda le produzioni vegetali, tra cui il pomodoro da industria, e la zootecnia ed ospita i laboratori della Facoltà di Agraria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.”

“Certamente – prosegue l’azzurro – è da rilevare come la presenza di colture agroindustriali e gli allevamenti facciano in modo che le aziende agricole ed il loro indotto, tra cui le industrie di trasformazione, siano una buona fonte di occupazione, quantomeno stagionale. È altrettanto evidente – sostiene – che questo tipo di colture, soprattutto il pomodoro ed il mais per la produzione di mangimi, richiedono grandi quantitativi d’acqua per l’irrigazione, soprattutto nel periodo estivo, già di per sé segnato dalla scarsità di questa risorsa.”

Ed è per questo motivo, ma anche per il carattere torrentizio del Nure e l’assenza di una diga, presente invece c’è su Tidone, Trebbia ed Arda, che, nonostante l’abbondanza delle piogge nel periodo invernale e primaverile, vi sia già scarsità d’acqua: i Sindaci di Podenzano, San Giorgio, Vigolzone, Pontedellolio, Pontenure hanno, quindi, chiesto alla Regione di derogare al parametro imposto dal Deflusso Minimo Vitale (DMV) ma da Bologna è arrivata risposta negativa, unitamente all’invito al mondo agricolo a ripensare il tipo di colture impiantate nella zona.

“Poiché la sostituzione delle colture, ammesso che sia realizzabile, è comunque un intervento da prevedersi per gli anni a venire, mentre la necessità d’acqua è immediata – afferma Pollastri – ho chiesto alla Giunta di conoscere le ragioni perché non intende derogare al Deflusso Minimo Vitale, invitandola, al contrario, a concedere la deroga per salvare il pomodoro, vero tesoro dell’agricoltura piacentina, ed il mais per la zootecnia.”

“Visti i buoni risultati che ha dato in Valtrebbia – dove il problema esiste da due anni ed ora, forse, è risolto – chiedo che anche in Valnure si istituisca un Tavolo di lavoro con ATERSIR, Associazioni del mondo agricolo, Provincia di Piacenza, Consorzio di Bonifica, ARPA e la regia della Regione, al fine di realizzare uno studio sulle problematiche legate ai flussi idrici, individuare le possibili soluzioni e gli interventi necessari. Tra questi – chiosa – uno potrebbe essere la creazione di laghi irrigui che fungano da bacini di accumulo, in modo da sopperire all’essenza di una diga.”

Con l’arrivo dell’estate, ecco che si riaffaccia puntuale la “Guerra del Nure” sul deflusso minimo vitale. E non c’è certo bisogno di essere presunti portavoce degli ambientalisti per capire che le leggi vanno rispettate.

Quanti invocano comode scorciatoie sanno benissimo che se si mancasse al rispetto del DMV si andrebbe incontro al rischio di una procedura d’infrazione da parte dell’UE con ripercussioni su tutti i cittadini, costretti a pagare le sanzioni con un aggravio delle tasse, nonché ad eventuali compromissioni di accesso ai fondi europei destinati agli agricoltori stessi.

Gazzola (Idv): “Cambiare i metodi d’irrigazione”. Bisognerebbe semmai interrogarsi sull’efficacia e l’efficienza di certi metodi di irrigazione: utilizzare i “cannoni” nelle ore più calde è un metodo sorpassato che spreca grandi quantità di risorsa idrica, considerando che parte dell’acqua evapora ben prima di arrivare alla radice. La posizione di chi è pronto a difendere a spada tratta questa tecnica antiquata, è insostenibile: meglio senz’altro sarebbe ricorrere a buone pratiche, irrigando nelle ore meno calde e con sistemi più efficienti come l’irrigazione a goccia, in grado di depositare l’acqua sulla superficie del terreno contigua alla pianta o direttamente alla zona della radice.

È bene inoltre ricordare che la Regione, consapevole delle necessità irrigue, è da tempo impegnata nel coniugare l’attività estrattiva con la possibilità di individuare invasi a basso impatto ambientale, riconvertendo i poli estrattivi in bacini di accumulo laddove si reputa che ci sia la possibilità di alimentare una rete irrigua consolidata. Caratteristiche che questa zona del Nure non presenta, essendo estremamente frammentata la domanda di risorsa in capo ad utenze private diverse.

Infine, preme sottolineare l’aspetto più importante: bisogna capire che l’acqua è un bene pubblico, e non appartiene in via esclusiva a nessun sindaco o agli agricoltori. Urge che ognuno faccia la sua parte, cominciando col rendere più efficienti i sistemi di irrigazione e preservando in ogni modo possibile la risorsa idrica.

Luigi Gazzola – consigliere provinciale IdV

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