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Su Fb la pagina “Non chiudiamo l’ospedale di Fiorenzuola”. Trespidi: “Serve chiarezza”

Un record, visto che la pagina è stata creata nella giornata di ieri. La mobilitazione passa quindi anche attraverso la rete

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Ha già oltre mille “mi piace”, la pagina Facebook dedicata alla protesta contro la chiusura temporanea dell’ospedale di Fiorenzuola. Un record, visto che la pagina è stata creata nella giornata di ieri. La mobilitazione passa quindi anche attraverso la rete, mentre di questo si discuterà a breve in conferenza socio sanitaria


Di seguito, il testo pubblicato su Facebook

Ogni anno nell’Ospedale Unico della Val d’Arda si eseguono circa 3.500 interventi chirugici, nelle specialità di: ortopedia protesica, traumatologia, ostetricia e ginecologia, chirugia generale coordinati dal reparto di Anestesia e Rianimazione che ha aperto ambulatori di terapia Antalgica e che da anni offre la Partoanalgesia gratuitamente. Molti di questi interventi sono eseguiti con tecniche di ultima generazione ( artroscopiche, endoscopiche e mininvasive), per le quali gli operatori sanitari, medici ed infermieri si sono formati nel tempo.

Molto si è fatto per avvicinare l’Ospedale alla gente, cercando di venire sempre più incontro alla richiesta sia di servizi sia di prestazioni, riducendo le liste d’attesa ed offrendo una più ampia gamma di trattamenti in ogni campo. In questi anni si sono spesi molti denari comuni per migliorare la struttura storica che alloca la parte chirurgica dell’Ospedale a completamento della nuova struttura, dove trovano dimora la maggior parte dei servizi per i cittadini oltre che la Dialisi ed il Reparto di Medicina con l’Area Critica e la Lungo Degenza.


Molti politici si sono “riempiti la bocca” di parole d’elogio, si sono arrogati il merito di aver portato avanti un tale esempio di efficienza e capacità recettiva in uno scenario che vede la sanità spesso vilipesa, rassicurando i cittadini che l’Ospedale sarebbe diventato il punto di riferimento della Val d’Arda e l’hanno scritto sui cartelli Aziendali.
Ma toh!, un giorno d’estate, prima delle ferie, con molta gente disattenta ed inoperosa per l’agognato periodo di riposo annuale, scatta l’operazione disatro. Il piano delle sale operatorie non corrisponde alle norme antisimiche di ultima generazione in base alla categoria idrogeologica emanate dalla Regione circa un ANNO FA che carica immediatamente il vertice dell’azienda della responsabilità. L’Azienda decide immediatamente la chiusura di tale piano e di conseguenza di tutta l’area chirugica.
Così in un battibaleno 3500 interventi dovrebbero traslocare a Piacenza, tutti gli operatori altrettanto così come i posti letto, nell’attesa, TRE ANNI E DICO TRE ANNI, che eseguiti i lavori si ritorni in sede come nulla fosse accaduto.

Credo che i cittadini meritino più rispetto dai signori che hanno votato e che offendono in tal modo la loro intelligenza. Il merito, la lungimiranza, il bene dei cittadini, ora dove sono finiti.  Chi dei politici si assume la responsabilità di tale disatro storico.  Chi assieme agli amministratori deve fare un passo indietro per lasciare spazio a coloro che credono ancora nella meritocrazia e nel buon senso? Ebbene cittadini della Val d’Arda, non è per avere “l’Ospedale sotto casa” che bisogna farsi sentire, ma perché vinca la logica del MERITO e del buon governo a prescindere dalle posizioni di fazione, per il bene comune e per il buon senso. 

Il RISPARMIO NON VA FATTO SULLA PELLE DEI CITTADINI


Della situazione dell’ospedale di Fiorenzuola (Piacenza) ha parlato il presidente della Provincia Massimo Trespidi
in occasione dell’inaugurazione dei nuovi spazi al nosocomio di Castelsangiovanni. Trespidi si è mostrato più che mai combattivo sul caso dell’ospedale di Fiorenzuola, sul quale grava la decisione dell’Ausl volta a chiudere una parte della struttura per lavori. «Vogliamo chiarezza a riguardo dei costi e dei tempi – dice – il progetto non è approvato. Sui circa 10 milioni previsti per i lavori ne sono stati stanziati solo 2, non si può cominciare un cantiere senza sapere quando si terminerà. Giovedì ci sarà la conferenza sanitaria, discuteremo di questo argomento e noi intendiamo uscire da lì con delle risposte certe».

 

Sul tema arriva anche il COMUNICATO STAMPA del circolo Pd di Fiorenzuola a firma di Enrico Berti: “Le vicende che stanno coinvolgendo l’ospedale di Fiorenzuola devono essere affrontate con unità d’intenti nel mantenere fini ultimi dell’azione dei cittadini, delle parti politiche e delle amministrazioni la salvaguardia del livello dei servizi e le condizioni di lavoro dei dipendenti della struttura. Come partito ci stiamo impegnando e ci impegneremo senza guardare in faccia nessuno, perché tutto quel che dovrà avvenire avvenga con tempi chiari e con procedure che rimangano bene alla luce del sole”.

“Noi siamo ancora convinti che vi siano alternative considerabili per ovviare, anche solo parzialmente, al drastico trasloco dei reparti oggi siti nella parte vecchia dell’ospedale, deciso in modo perentorio e senza alcuna discussione preliminare dall’ASL. Quest’ultima – e ci permettiamo di ricordare che non è la prima volta – ha inteso muoversi come se strutture, dipendenti e utenti non fossero parte di un servizio pubblico, ma come cose proprie di cui poter fare uso secondo le proprie convenienze”.
“Pur convinti, come abbiamo già detto, dell’urgenza e della necessità degli interventi strutturali, poniamo però un dubbio sui metodi spicci che l’ASL ha utilizzato e che non fugano per niente la preoccupazione per un segno definitivo che l’azienda potrebbe dare a questi spostamenti. Riteniamo quindi che da oggi al 10 agosto ci sia tutto il tempo in cui l’ASL possa prendere in considerazione alternative alla mera chiusura dei reparti, già da questa sera ci aspettiamo che il direttore Bianchi dimostri ai capigruppo del consiglio comunale e alla commissione sanità finalmente un atteggiamento di apertura di cui finora è stato carente”.
“Vogliamo prima di tutto l’assicurazione che lo stanziamento dei fondi previsti sia definito entro quel 10 agosto che è diventato ormai il giorno X dal quale far partire un count-down su cui vogliamo mantenere la massima e continua attenzione. Per far questo è nostra intenzione lavorare per la formazione di un fronte comune, riuniremo giovedì sera in un incontro del nostro circolo tutti i soggetti intenzionati a formare un comitato che segua continuamente l’avanzamento dei lavori e il conseguente ripristino alla normalità dei servizi oggi esistenti. Un comitato formato da competenze che si allarghino il più possibile all’interno del nostro distretto, del quale l’ospedale di Fiorenzuola è una struttura irrinunciabile”.

Sel: “Tavolo tecnico sulla sanità piacentina”
Ferma contrarietà alla decisione di chiudere l’Ospedale di Fiorenzuola e della Val d’Arda: la esprime il Circolo di Sinistra Ecologia Libertà di Fiorenzuola d’Arda.
“A lasciare senza parole – si legge in una nota – è sicuramente il modus operandi della Direzione dell’AUSL, che comunica la decisione di far partire i lavori di ristrutturazione tramite i mezzi stampa, senza coinvolgere minimamente i cittadini che usufruiscono dei servizi erogati dall’ospedale, le istituzioni dell’intera vallata che fa riferimento alla struttura sanitaria fiorenzuolana e i loro stessi dipendenti che vi prestano servizio ed i sindacati di categoria. Considerando l’importanza e l’onere di tali lavori, una decisione di questa portata non può essere stata presa velocemente, ma è certamente frutto di un lungo periodo di progettazione”.

“Pertanto – proseguono – oltre a chiedere chiarimenti e garanzie precise al direttore dell’AUSL circa il progetto di ristrutturazione dell’edificio, sul mantenimento di tutti i posti letto, sulle tempistiche di realizzazione e sulla garanzia del loro rispetto a rischio di penalità onerose e tutto quello che concerne la salvaguardia dell’attuale offerta sanitaria locale, chiediamo anche la massima tutela nei confronti dei lavoratori che giornalmente prestano servizio. Oltre agli stessi dipendenti AUSL (che incredibilmente sono stati lasciati all’oscuro di tutto) facciamo riferimento anche a tutti quei lavoratori dipendenti di ditte appaltatrici di servizi interni all’ospedale che sicuramente, con una decisione del genere, andranno incontro per lo meno a drastici cali lavorativi. Inoltre, appaiono evidenti le difficoltà ed i disagi in cui incorrerebbero i cittadini ed i lavoratori di un’eventuale spostamento all’ospedale di Castel San Giovanni e di Piacenza dei reparti in questione”.

“Sarebbe opportuno pertanto, convocare un tavolo tecnico – politico/amministrativo che coinvolga i dirigenti AUSL, i sindacati di  categoria e tutti i sindaci dei comuni che fanno riferimento all’Ospedale di Fiorenzuola d’Arda, ponendo al centro della questione, oltre alla struttura sanitaria fiorenzuolana anche un discorso a tutto tondo sulla sanità piacentina e le chiare ripercussioni che subirà il nostro territorio, senza mettere bandierine di partito. Risulta infatti evidente l’atteggiamento nebuloso da parte di chi dovrebbe rendere il più trasparenti e chiare possibili certe decisioni. Anziché cercare l’approvazione dei cittadini e di chi vive il territorio e lo amministra, decisioni di questo tipo sono state calate dall’alto senza nessun percorso di partecipazione e nel frattempo, la Val d’Arda come tutto il territori provinciale, si vede lentamente privare di alcune fondamentali risorse sanitarie. Le recenti polemiche che hanno accompagnato lo spostamento della centrale operativa del 118 da Piacenza a Parma, la diminuzione delle guardie mediche (di 8 unità) e la chiusura, che dovrebbe essere momentanea, dell’Ospedale della Val d’Arda non vanno certamente nella direzione di massima trasparenza e condivisione”.

“Sarebbe pertanto opportuno – concludono – avviare un ulteriore discorso di ampio raggio sulla sanità piacentina, chiedendo di valorizzare i nostri reparti che eccellono e che veda convergere tutte le forze politiche con l’unico obiettivo di salvaguardare la sanità piacentina”.

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