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“Tocca a noi, the next generation”. Martedì l’incontro promosso dal Pd

Il programma prevede, dopo l’introduzione del sindaco di Fiorenzuola Giovanni Compiani, gli interventi di Filippo Fritelli, Roberto Balzani, Nicola Dall’Olio e Mirko Tutino monchè interventi liberi del pubblico. Non mancherà un momento musicale a cura di Mana dj e la possibilità di bere una birra o un cocktail al servizio bar (in collaborazione con il Marilyn American Bar). Buffet gratuito, vivo e prodotti tipici a volontà

Martedì 16 luglio, alle ore 21 presso l’anfiteatro San Giovanni di Fiorenzuola, si terrà l’incontro “Tocca a noi, the next generation”. A promuoverlo è il Circolo del Partito Democratico del capoluogo della Val d’Arda.

“Guardando quello che sta succedendo a Roma, nel governo centrale – spiegano i promotori – ci interroghiamo se le stesse persone che hanno causato i problemi dell’Italia, potranno mai trovare la soluzione per risolverli”.

“La nuova politica è rappresentata da persone come Filippo Fritelli, neo eletto sindaco a Salsomaggiore e Roberto Balzani, sindaco funambolo di Forlì. Con Nicola Dall’Olio, capogruppo PD nel comune di Parma e Mirko Tutino, assessore provinciale di Reggio Emilia. Un esempio da seguire, quello di Fritelli e Balzani ma qua a Piacenza e a Roma come facciamo? L’iniziativa organizzata allo scopo di di chiedere ai cittadini e ai nostri elettori consigli e proposte”.

Il programma prevede, dopo l’introduzione del sindaco di Fiorenzuola Giovanni Compiani, gli interventi di Filippo Fritelli, Roberto Balzani, Nicola Dall’Olio e Mirko Tutino nonchè interventi liberi del pubblico. Non mancherà un momento musicale a cura di Mana dj e la possibilità di bere una birra o un cocktail al servizio bar (in collaborazione con il Marilyn American Bar). Buffet gratuito, vivo e prodotti tipici a volontà.

Perché, quindi, OpenPD? Perché questa iniziativa? Ecco cosa ne pensano gli organizzatori:

Paolo Savinelli: “Next generation, tocca a noi. Perché la politica deve tornare ad essere un valore da riscoprire e da partecipare. E per far avvicinare nuove energie, abbiamo bisogno di cambiare il metodo di fare politica, ossia cambiare il Partito Democratico. Siccome il PD è l’unico partito rimasto in Italia, allora bisogna cambiare il paese per non cambiare paese, attraverso il PD.”

Andrea Tagliaferri: “La politica ha tradito la fiducia degli elettori, sopratutto quelli del PD. Basti guardare il dibattito che si sviluppa ai diversi livelli amministrativi, da Roma a Piacenza: si parla solamente di posizionamenti, poltrone e cariche. Si parla continuamente della gestione del potere dimenticandosi del motivo per il quale si è stati eletti, del bene comune per i cittadini che hanno espresso il voto. E questo è il limite di questa politica; così non possiamo migliorare. E gli ultimi 20 anni, di treni persi, che si chiuderanno con la grossa coalizione Letta, parlano da soli.”

Benedetta Maini: “Ricerche dimostrano che la fiducia nei partiti è inferiore al 4% degli italiani. Per migliorare questo indicatore abbiamo bisogno di mettere in campo a tutti i livelli amministrativi persone competenti e trasparenti come Serracchiani e aprirci alla società civile. Il PD a Roma potrebbe rispondere alle necessità degli iscritti e degli elettori al contrario del M5S, che risponde solo a Grillo e Casaleggio. Ma non è solamente una questione anagrafica, ci sono persone adulte come il sindaco di Forlì che facendo politica da poco, non risponde a quelle logiche di potere che ingessano il PD e lo rendono sgradevole. Al governo di cambiamento ci arriveremo solo attraverso la politica del cambiamento e con un partito davvero riformista che sappia valorizzare i giovani e gli amministratori locali.”

Andrea Ziliani: “Vengo da 10 anni di esperienze tra associazionismo e volontariato: nella società civile si sono promettenti energie che dobbiamo valorizzare. Ecco perché openPD; apriamoci e non continuiamo a fare riunioni carbonare che ci portano solamente alla sconfitta. Dobbiamo dare il buon esempio e invitare tutti quelli, partendo dai giovani, che credono nella società e vogliono fare politica.”

Federico Ratti: “Così com’è il partito è strutturato per scomparire. Siamo al capolinea, si scende. E allora andiamo a prendere le energie dove ci sono e in abbondanza, nella società civile. E il partito deve saper valorizzare queste nuove energie senza fare della tessera un vincolo invalicabile. Abbiamo molti più elettori che iscritti, no? Allora diventiamo trasparenti e facciamoci aiutare dagli elettori.”

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