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Unione degli studenti: “Quale futuro per spazio 2?” L’INTERVENTO

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento dell’Unione degli Studenti su Spazio 2

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Riceviamo e pubblichiamo l’intervento dell’Unione degli Studenti su Spazio 2

Il Comune, attraverso l’assessorato alle Politiche giovanili, il febbraio scorso, con una delibera intitolata “Cittadella del lavoro e della creatività”, ha provato a scrivere il futuro di Spazio 2 con un progetto che prevede la costruzione di uno spazio in via XXIV maggio,gestito da un soggetto privato con fini di lucro, dedicato ai giovani in grado di unire lavoro e partecipazione.
L’Unione Degli Studenti, come associazione giovanile no profit, negli ultimi tre anni ha vissuto Spazio 2 e lo ha animato, promuovendo vari eventi nel corso dell’anno aperti alla cittadinanza, oltre ad utilizzarlo per svolgere le proprie assemblee settimanali aperte a tutti gli studenti, favorendo anche nel proprio piccolo dell’aggregazione giovanile.
Come fruitore dello spazio, l’Unione Degli Studenti oggi chiede al comune e all’assessorato di riferimento di fare chiarezza su quali siano le sue vere intenzioni e che espliciti all’interno del bando le condizioni fondamentali per permettere a tutte le associazioni no profit di continuare a vivere Spazio 2.
Se è vero che la Giunta comunale con la delibera di metà Febbraio si era dichiarata favorevole al mantenimento delle realtà associative già presenti, la reale futura inclusione di queste realtà all’interno del progetto sembra compromessa dalla mancanza di tutele e di risposte concrete e rassicuranti da parte dell’Amministrazione, soprattutto essendo associazioni giovanili come la nostra e tante altre, impossibilitate ad avere una partecipazione nei processi decisionali vista la carenza di risorse pecuniarie che invece un ente privato possiede .
Se vogliamo un progetto costruito democraticamente e rivolto ai giovani riteniamo indispensabile prevedere un Consiglio di Amministrazione, costituito dalle realtà che vivranno lo spazio, che affianchi il gestore nelle scelte e che abbia pieno potere decisionale, in modo che queste siano realmente democratiche e rappresentative della collettività dei soggetti coinvolti.
Suggeriamo la creazione di una zona franca, interna al progetto ma estranea al controllo del gestore, che venga autogestita dalle associazioni presenti.
Un altro segno di vera apertura della Giunta nei confronti delle organizzazioni giovanili sarebbe il pensare a metodi alternativi di contribuzione da parte di queste realtà.
La richiesta di un ipotetico affitto, come scritto nel progetto deliberato a metà febbraio, pregiudica ancora una volta, come citato prima, la partecipazione di molte di queste associazioni proprio per la loro natura strettamente no profit.
Spesso in passato vi sono state collaborazioni con il comune, tra progetti culturali, finestre offerte sul tessuto giovanile piacentino, visibilità ottenuta in confronti politici organizzate per i giovani, adesioni a manifestazioni civiche su valori che sembriamo condividere, come la lotta sociale alle mafie, all’omofobia, al razzismo, alla dispersione scolastica, alla precarietà delle nostre scuole e tante altre e mai è stato importante ( e mai lo sarà ) stabilire i rapporti di merito o di protagonismo, essendo il propagandare delle proprie azioni qualcosa di estraneo all’etica. È però anche vero che se davvero uno degli obiettivi di questa giunta è quella di promuovere l’aggregazione, la cultura e la partecipazione giovanile , ci vediamo in diritto di chiedere allora conseguente legittimazione concreta nell’azione come anche nel rapporto di collaborazione .
La domanda sorge spontanea: quale futuro potranno avere le organizzazioni giovanili senza scopo di lucro in questo “spazio”?
Unione degli Studenti Piacenza
udspiacenza@gmail.com

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