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Usura, estorsione e sequestro di persona. Sette arresti dei carabinieri foto

Tre operazioni distinte maturate nel settore dei prestiti privati sono state condotta dai carabinieri di Piacenza. Sono sette gli arresti eseguiti dai militari. I dettagli sono forniti nel corso di una conferenza stampa nella Procura della Repubblica

Tre operazioni distinte maturate nel settore dei prestiti privati hanno portato all’arresto di sette persone. Il tutto al termine di una serie di indagini, condotte dai carabinieri di Piacenza e scattate negli ultimi mesi, che hanno portato alla luce un vasto giro di usura in particolare nell’ambito delle agenzie di prestiti e finanziamenti. Gravi i reati contestati a vario titolo, che vanno dall’estorsione, all’usura, alle minacce, fino alla rapina e al sequestro di persona.

TASSI AL 17 PER CENTO – Proprio un’agenzia cittadina è stata al centro di una delle inchieste che ha messo in luce una vera e propria catena di usura. Ai clienti, quattro i casi accertati tra privati e imprese, veniva prestato denaro con un tasso medio mensile del 17 per cento. Una richiesta altissima, come ha spiegato il pubblico ministero Emilio Pisante, titolare delle indagini; i gestori dell’agenzia e intermediari nelle operazioni, una coppia di sudamericani, venivano però a loro volta “finanziati” da una terza persona che chiedeva tassi sul denaro prestato di oltre il 10%. A rivolgersi ai carabinieri sono stati proprio i due stranieri che non riuscivano più a far fronte alle richieste: agli inquirenti si sono però presentati solo come vittime, omettendo le proprie responsabilità nel prestare soldi a tassi di usura, come poi successivamente emerso in sede di indagine. E così, al termine degli accertamenti, anche nei loro confronti al pari del finanziatore e della compagna, entrambi italiani, sono state emesse ordinanze di custodia. Tutti si trovano agli arresti domiciliari.

IL SEQUESTRO – Una vicenda collegata, seppur indirettamente, ad altre due che hanno visto come vittima un piacentino, anch’egli intermediario di un’agenzia, rimasto stritolato da prestiti a tassi altissimi, chiesti a due diverse persone, un milanese ed un comasco, il primo finito in manette, che non riusciva più a restituire. In un caso addirittura l’uomo è stato minacciato con una pistola, picchiato e sequestrato per diverso tempo all’interno di un’auto da due persone, poi identificati per una coppia di uomini calabresi ma residenti nel comasco. Il tutto per convincerlo a restituire i soldi che doveva ad uno dei presunti strozzini. Una vicenda, sottolinea la Procura, emersa solamente grazie alle intercettazioni telefoniche dal momento che la vittima per paura, non ha mai presentato denuncia sull’accaduto. Anche per la coppia di sequestratori sono scattate le manette; indagato invece a piede libero il presunto mandante.  

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