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Valutazione dei suini, approvata l’intesa di filiera. Soddisfazione di Confagricoltura

Organizzazioni di produttori, associazioni di rappresentanza e consorzi di tutela insieme agli Assessori all'Agricoltura di Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Piemonte e Friuli Venezia Giulia, lo scorso otto luglio, hanno firmato l'intesa di filiera per la valutazione del peso morto del suino. 

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Organizzazioni di produttori, associazioni di rappresentanza e consorzi di tutela insieme agli Assessori all’Agricoltura di Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Piemonte e Friuli Venezia Giulia, lo scorso otto luglio, hanno firmato l’intesa di filiera per la valutazione del peso morto del suino.

“Un passo avanti verso un dialogo collaborativo e costruttivo tra le componenti della filiera suinicola – ha commentato l’imprenditrice piacentina Giovanna Parmigiani, presidente della sezione di Prodotto Carni Suine di Confagricoltura -. Anche in questo caso si è rivelato importante il contributo dell’organizzazione interprofessionale Gran Suino Italiano”. L’interprofessionale zootecnica raggruppa la quasi totalità degli allevamenti suinicoli di Confagricoltura Piacenza ed in un solo anno di vita ha aggregato in Emilia Romagna più di cento allevamenti e alcune delle aziende più rappresentative del settore che si occupano di macellazione, trasformazione e produzione di salumi e insaccati, tra cui Italcarni, Annoni, Bizeta, Galloni e il Prosciuttificio San Michele, oltre a Confagricoltura e Cia regionali e l’Asser (l’Organizzazione dei suinicoltori dell’Emilia Romagna).

“Prosegue così – sottolinea Parmigiani – un percorso condiviso per lo sviluppo della suinicoltura e per trovare riscontri oggettivi e metodologici che consentano alle parti di operare al miglioramento della qualità del prodotto. Stabilire in maniera precisa e univoca le condizioni di definizione del peso morto è, infatti, il prerequisito anche per il miglioramento del sistema di classificazione delle carcasse suine”. Confagricoltura auspica che questa intesa venga fatta propria dal Ministero dell’Agricoltura e dall’intero sistema suinicolo nazionale.

“Così come hanno giustamente sottolineato al momento della firma dell’accordo Guido Zama, presidente dell’O.I. Gran Suino italiano e Claudio Canali, Vicepresidente di Confagricoltura Emilia Romagna con delega al settore suinicolo – conclude Parmigiani – ora è necessario proseguire su questa strada e tenere aperto il confronto fra le varie componenti, per portare a termine i progetti già avviati tra cui la richiesta di riconoscimento al Ministero dell’Agricoltura del marchio SQN (sistema di qualità nazionale) per la carne fresca del suino pesante e la predisposizione di un piano strategico nazionale per il rilancio del comparto. Una piattaforma d’azione che dovrà includere iniziative di carattere ambientale e sanitario ma anche azioni di marketing verso nuovi mercati esteri e di sostegno finanziario alle filiere produttive, facendo leva sulle risorse messe a disposizione dalla nuova programmazione dei PSR 2014-2020”.

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