A Bettola la mostra in omaggio di Ferdinando Arisi FOTO foto

Bettola ha reso omaggio al suo cittadino onorario storico d’arte prof. Ferdinando Arisi, scomparso nel giugno scorso all’età di 93 anni, allestendo un’insolita mostra con opere di proprietà di alcune famiglie bettolesi

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Bettola ha reso omaggio al suo cittadino onorario storico d’arte prof. Ferdinando Arisi, scomparso nel giugno scorso all’età di 93 anni, allestendo un’insolita mostra con opere di proprietà di alcune famiglie bettolesi. I locali in Piazza Colombo, messi a disposizione dalla famiglia Molinari, hanno ospitato opere di Bruzzi, Pacifico Sidoli, Ghittoni, Belloni,  Ricchetti, Marenghi, Bot, Soressi, Tagliaferri, Mosconi, Braghieri, Cinello, Vegezzi, Missieri, Bertante/ Montin, Perotti, Xerra e degli artisti bettolesi in attività Getty Bisagni, Jo Nani e Alberto Bertoldi.


CHI ERA
– Ferdinando Arisi era nato a San Polo di Podenzano nel 1920. Storico e critico d’arte è stato docente in Storia dell’Arte Medievale e Moderna presso la Facoltà di Magistero dell’Università Cattolica di Milano (sede di Brescia). Dal 1950 al 1983 ha diretto il Museo Civico di Piacenza; dal 1968 al 1993 ha diretto la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza. Oltre ai cataloghi di questi due musei piacentini, sono da ricordare, tra la sua vastissima bibliografia, le monografie dedicate a Gian Paolo Panini, Felice Boselli, alla chiesa di Santa Maria di Campagna, a Francesco Ghittoni, alla Galleria Alberoni di Piacenza, alla “Natura morta tra Milano e Parma in età barocca (Felice Boselli, rettifiche e aggiunte)”. E ancora, le monografie dei pittori Luciano Ricchetti, Stefano Bruzzi, Lorenzo Toncini, Crivellone e Crivellino, Luigi Arrigoni, Osvaldo Bot, Giancarlo Braghieri, Siro Penagini. Ha collaborato con il “Dizionario biografico degli Italiani” (Edizioni Treccani); ha fatto parte della redazione della “Storia di Piacenza” per la quale ha compilato i capitoli della “Pittura” nei volumi dal Cinquecento al Novecento. Dal 1981 ha diretto la “Strenna Piacentina” dell’Associazione Amici dell’Arte di Piacenza, sulla quale ha pubblicato molti studi.

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