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Arresti cardiaci, con l’ipotermia a Piacenza raddoppia la sopravvivenza

Apparecchiature donate da Coop Eridana e Il Cuore di Piacenza.

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“Con le nuove apparecchiature per l’ipotermia terapeutica i tassi di recupero complessivo dopo un arresto cardiaco sono raddoppiati: oggi due pazienti su tre riprendono complessivamente le proprie funzionalità”. Conferenza stampa questa mattina all’Ausl, dove il direttore generale Andrea Bianchi ha presentato le nuove apparecchiature donate da Coop Eridana e Il Cuore di Piacenza per l’ipotermia terapeutica. Massimo Nolli, direttore del reparto di Anestesiologia e Terapia intensiva, ha spiegato come mantenendo i pazienti colpiti da arresto cardiaco a una temperatura più bassa del normale, si riducono le possibilità di danni al cervello, e raddoppiano le probabilità di una ripresa complessiva. “Dal 13 aprile, quando abbiamo attivato le apparecchiature, su nove pazienti colpiti da arresto cardiaco ben sei si sono ripresi. Si passa dal 30% tradizionale al 66%, tassi importantissimi”.

Soddisfazione espressa anche dagli altri presenti, Giovanni Quinto Villani, direttore della Cardiologia, Stefano Nani, coordinatore del 118, Daniela Aschieri, presidente del Il Cuore di Piacenza e Maurizio Molinelli, presidente di Coop Eridana. “Grazie alla rete attivata sul territorio – ha spiegato Aschieri – dai 410 defibrillatori, le 7 ambulanze con trattamento ipotermico, il pronto soccorso avanzatissimo, abbiamo a Piacenza un settore all’avanguardia”. L’acquisto dell’apparecchiatura da circa 30mila euro è stato possibile grazie alla generosità dei soci Coop Eridana, mentre l’associazione Il Cuore di Piacenza ha contribuito all’acquisto dei pads freddi dal valore di 15mila euro, usati sulle ambulanze.

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