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Aviaria, Cavalli (Lega): “Tutele anche per i territori piacentini”

Alla vigilia del summit Regione-ministero sull’emergenza aviaria, il consigliere regionale chiede alla giunta di farsi portavoce della ragioni dei territori sotto i profili delle “garanzie per la salute umana”, della “salvaguardia dei posti di lavoro” e dei “vincoli alle esportazioni”

Alla vigilia del summit Regione-ministero sull’emergenza aviaria, il consigliere regionale leghista Stefano Cavalli chiede alla giunta di farsi portavoce della ragioni dei territori sotto i profili delle “garanzie per la salute umana”, della “salvaguardia dei posti di lavoro” e dei “vincoli alle esportazioni”, che “rischiano di penalizzare – sottolinea il consigliere del Carroccio – chi, come gli allevatori piacentini, non sono in alcun modo stati interessati dal virus”.

Cavalli – in un’interrogazione presentata oggi in Regione – invoca “prudenza” e “buon senso” nelle decisioni. “C’è un problema di tutela della salute pubblica, necessaria e di assoluta priorità, e un problema di salvaguardia di un settore importante per l’economia regionale, che conta 1.101 allevamenti avicoli ed esprime migliaia di posti di lavoro, molti dei quali oggi in bilico. Chi fino ad oggi ha lavorato con serietà deve essere adeguatamente tutelato”.

Il consigliere regionale chiede quindi se – oltre agli indennizzi già previsti per i capi abbattuti – ne siano previsti anche per le uova destinate allo smaltimento. “Se così non fosse sarebbe auspicabile che la Regione intervenisse predisponendo risorse per garantire un sostegno a chi oggi deve distruggere tonnellate di prodotto, perdendo così una larga fetta del proprio fatturato. I limiti – da poco confermati – all’esportazione di pollame vivo rischiano inoltre di gravare pesantemente sui bilanci aziendali, quindi sulla stabilità delle aziende e sugli organici, motivo in più per assicurare il pieno sostegno istituzionale”.

“Se la salvaguardia della salute è prioritaria, fondamentale e non può essere sacrificata a nulla, cautele e premure sono necessarie anche nei confronti di tutte le aziende serie che stanno – loro malgrado – pagando le conseguenze di diffusi e generalizzati timori nei consumatori, spesso non giustificati, ma comunque comprensibili. Questo clima di ‘sospetto’ si ripercuote inevitabilmente sui consumi e rischia di minare il mantenimento dei livelli occupazionali per le aziende del settore. Queste aziende oggi hanno diritto al pieno sostegno della Regione, dovuto in un momento delicato e di particolare esposizione al rischio economico che aggrava i già evidenti contraccolpi della crisi”.  

Aviaria, Pollastri: “A rischio la stagione venatoria?”

Aviaria – 4° focolaio a Mordano: previsto l’abbattimento di circa 150 mila capi. Abbattimento preventivo per un allevamento di tacchini a Portomaggiore
Nuovo focolaio di influenza aviaria a Mordano, sul confine tra le province di Bologna e Ravenna. Il virus è stato individuato a seguito dell’attuazione del Piano di controllo straordinario previsto dalla Regione in un allevamento di galline ovaiole, di proprietà Eurovo, gruppo titolare del primo focolaio di Ostellato (Fe) e dell’altro sito a  Mordano. L’accertamento del nuovo focolaio è avvenuto grazie alla stretta rete di sorveglianza sanitaria messa in campo dalla Regione e alla collaborazione delle imprese di settore, proprio per garantire il contenimento dell’infezione all’indomani della scoperta dell’arrivo del virus in regione.

Dall’assessorato Politiche per la salute regionale riferiscono che “ Il diffondersi della malattia era prevedibile perché avvenuto nell’ambito della stessa azienda di produzione e a pochi chilometri dall’altro focolaio”. Le operazioni di abbattimento dei circa 150 mila capi inizieranno in giornata. La Regione, per fronteggiare il nuovo caso di aviaria, ha già emanato un’ordinanza per l’attuazione delle misure straordinarie previste dalla normativa sanitaria europea e nazionale. Nel frattempo è giunta anche l’autorizzazione dal Ministero per procedere all’abbattimento preventivo di un allevamento di tacchini situato nelle vicinanze del focolaio di Portomaggiore e Ostellato. Gli animali (65 mila circa) risultano negativi al virus ma l’abbattimento preventivo ha lo scopo di diradare la popolazione avicola sensibile alla malattia, per fare terra bruciata attorno al virus.

Prosegue intanto, in ottemperanza alle direttive assunte già la scorsa settimana, il monitoraggio degli allevamenti sotto il controllo dell’assessorato alle Politiche per la salute e il coordinamento di tutte le iniziative con gli assessorati all’Agricoltura e la Vicepresidenza per un’emergenza che, oltre ad essere sanitaria, ha risvolti economici importanti per questa regione.

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