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Brugneto, Pollastri: “Rivedere al rialzo la Convenzione con la Liguria”

“Abbiamo atteso tanti anni per avere una nuova e quella da poco approvata ha già dato prova di avere forti limiti”. Per questo Andrea Pollastri (PdL) sonda, con un’interrogazione, la volontà della Giunta Regionale di porre mano all’atto sottoscritto solo ai primi di luglio con la Liguria

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“Abbiamo atteso tanti anni per avere una nuova e quella da poco approvata ha già dato prova di avere forti limiti”. Per questo Andrea Pollastri (PdL) sonda, con un’interrogazione, la volontà della Giunta Regionale di porre mano all’atto sottoscritto solo ai primi di luglio con la Liguria. Di durata triennale l’accordo tra le due Regioni regola i flussi della Diga di Brugneto, che, collocata in Provincia di Genova, rilascia le acque in Provincia di Piacenza, alimentando il fiume Trebbia e consentendo l’irrigazione della basse valle.

In base al disciplinare precedentemente in essere del 1960 (aggiornato nel 1987) dovevano essere rilasciati nel fiume Trebbia, nel periodo estivo (16 maggio – 15 settembre), 2,5 milioni di mc d’acqua, quantità divenuta insufficiente negli anni a causa dei cambiamenti climatici e alla diffusione di colture che richiedono frequenti irrigazioni. “Nella nuova Convenzione – spiega Pollastri – si prevede che Genova rilasci una quantità d’acqua ulteriore “sino a mc 1,5 milioni”, senza però fissare alcun valore minimo. Pertanto l’unico quantitativo d’acqua che la Provincia di Piacenza è certa di ricevere e che può effettivamente pretendere sono i 2,5 milioni di mc storici.
Inoltre la decisone se e quanta acqua rilasciare spetta unicamente alla ligure Società Mediterranea delle Acque S.p.A., delegata alla gestione tecnico-operativa dei rilasci della Diga del Brugneto, che provvede a lasciare defluire il volume d’acqua di volta in volta compatibile con le reali eccedenze dell’invaso e dopo aver verificato la consistenza delle scorte disponibili, senza interpellare le controparti piacentine.”

“Stando alla convenzione così com’è scritta – spiega Pollastri – le quantità d’acqua rilasciate potrebbero essere inferiori agli ulteriori 1,5 milioni di mc e comunque del tutto insufficienti alle esigenze dell’agricoltura piacentina. Già in questo caldo agosto, per altro non particolarmente secco rispetto agli anni passati, l’accordo ha dato prova di non funzionare perché i campi assetati necessitavano di più acqua ed il fiume Trebbia era ancora una volta asciutto.”

“Il tema dell’acqua del Brugneto è molto controverso – chiosa l’azzurro – però l’agricoltura piacentina, in particolare un suo prodotto di eccellenza come il pomodoro, non meritano un accordo al ribasso: chiedo alla Giunta di impegnarsi sin d’ora con la Liguria in vista della stagione 2014 perché si provveda a modificare la Convenzione, stabilendo un valore minimo di mc di acqua da rilasciare, oltre ai 2,5 milioni storici, stimabile in almeno 1,5 milioni di mc ulteriori, e sottraendo la decisione del rilascio alla esclusiva discrezionalità della Società Mediterranea delle Acque S.p.A., ridandola in parte anche alle Istituzioni piacentine.”

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