Le Rubriche di PiacenzaSera.it - Camminate piacentine

Camminate Piacentine: Monti Cavalmurone, Legnà e Carmo foto

Ritornano le Camminate Piacentine con una nuova proposta della seguitissima rubrica che PiacenzaSera.it dedica agli amanti delle escursioni. E’ disponibile in edicola e nelle librerie il volume, pubblicato da Edizioni Codex10, che raccoglie le escursioni proposte lo scorso anno

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Ritornano le Camminate Piacentine con una nuovo proposta della seguitissima rubrica che PiacenzaSera.it dedica agli amanti delle escursioni. Vi ricordiamo che è disponibile in edicola e nelle librerie il volume, pubblicato da Edizioni Codex10, che raccoglie tutte e 18 le escursioni proposte lo scorso anno da PiacenzaSera.it.



Monti Cavalmurone , Legnà e Carmo
Su e giù lungo i crinali tra Emilia, Piemonte e Liguria

Tra i tanti affluenti del fiume Trebbia, il Boreca è quello cui la Natura ha riservato il compito più arduo: mentre gli altri si sono trovati a scorrere, almeno in parte, su substrati geologici relativamente teneri, ed hanno quindi modellato vallate dalle forme morbide ed arrotondate, il Boreca fluisce su di una durissima formazione rocciosa, formata da arenarie molto cementate e sottili livelli di marne, calcari e argille, regolarmente stratificati (Flysch di monte Antola), depositatisi tra 100 e 60 milioni di anni fa in un bacino marino profondo oltre 4000 mt dal livello del mare, nel settore occidentale della Tetide, antico oceano che separava il continente euroasiatico dal quello africano.

La particolare resistenza di queste rocce all’erosione ha consentito alle montagne circostanti di mantenere un carattere giovanile, con versanti molto ripidi e dorsali affilate, che emergono con grandi dislivelli dalle profonde incisioni scavate dal torrente principale e dai corsi d’acqua minori.

La vallata ha assunto quindi il profilo a “V” tipico degli ambienti alpini, per nulla addolcito dall’erosione glaciale di cui non si trova alcuna traccia; il Boreca scorre praticamente invisibile dai versanti, fortemente incassato in fondo ad un solco dalle ripide scarpate completamente rivestite di boschi: querceti misti, castagneti in parte abbandonati, faggete d’alto fusto, impianti di conifere. Sui crinali sono presenti brughiere e praterie d’altitudine in parte ancora tenute a pascolo.

L’intero bacino è custodito e quasi nascosto da una serie di montagne disposte a semicerchio aperto solo a oriente, verso il Trebbia: i monti Lesima (1725 mt), Chiappo (1699 mt), Cavalmurone (1670 mt), Carmo (1640 mt) e Alfeo (1651 mt) e le dorsali che li uniscono hanno isolato questi luoghi creando una vera e propria microregione. Grazie alla sua posizione geografica (enclave emiliana incuneata tra Lombardia, Piemonte e Liguria), sul versante emiliano dello spartiacque dei fiumi Scrivia e Trebbia ma lontano dalle grandi vie di comunicazione, conserva una natura relativamente integra, in cui le scarse attività umane si inseriscono in modo armonico.

L’ambiente della valle è infatti uno dei più incontaminati di tutto l’Appennino, anche per lo scarso condizionamento antropico: lo spopolamento verificatosi nel corso degli anni ha portato all’abbandono quasi totale dei piccoli villaggi sparsi a mezza costa, collegati da pochissime strade carrozzabili, per giunta non facilmente percorribili.
E ancora oggi le passeggiate condotte da un versante all’altro della valle sono ripide e impegnative (per passare da Bogli a Suzzi, attraversando il torrente, si percorrono infatti non meno di 200 mt di dislivello per la sola andata, da Artana a Pizzonero quasi 400), mentre i crinali, magnificamente panoramici, possono essere sfruttati per escursioni, brevi o di più lungo respiro, che correndo in saliscendi sugli spartiacque risultano agevoli e poco faticose.

La camminata prende inizio a Capanne di Cosola, frazione di Zerba (Pc) sul confine con la provincia di Alessandria, a 1493 mt slm e a 72.2 km da Piacenza.
L’itinerario ha uno sviluppo lineare di circa 7,5 km da percorrere però due volte per quasi 15 km, tutti sul sentiero CAI 101; ha un dislivello complessivo di circa 750 mt che viene affrontato con successive brevi salite, non troppo faticose, e raggiunge la quota massima  sulla vetta del monte Cavalmurone a mt 1670 slm; può essere percorso in circa 4 ore e un quarto al netto delle soste. L’escursione è priva di tratti pericolosi o esposti ma la quota a cui si sviluppa la sconsigliano in caso di innevamento.

DESCRIZIONE
A Capanne di Cosola si lascia la strada asfaltata, che scende in Piemonte,  e si imbocca uno stradello, ben segnalato dal CAI, che si immerge nella faggeta e sale a rimontare la dorsale erbosa e panoramica che verrà seguita fino al termine della camminata. Nei mesi estivi in questo tratto del percorso si possono ammirare diversi fiori caratteristici dei pascoli di crinale: il giglio martagone, la genziana lutea, l’iperico e l’orchidea nigritella.

In tre quarti d’ora dalla partenza si raggiunge la prima meta della passeggiata: il monte Cavalmurone. La sua sommità non è contrassegnata da alcun cippo o croce e quindi è avvertibile solo perché la salita finisce, ma offre un’ampia visuale sul territorio piacentino e su quello alessandrino. Iniziando l’osservazione verso nord-est, dalla vetta del monte Lesima (inconfondibile per il pallone radar sommitale), spostando lo sguardo verso sinistra è possibile seguire il crinale che lo collega al monte Chiappo, sui cui convergono i confini amministrativi di Piacenza, Alessandria e Pavia; sul fianco del Lesima si riconosce il villaggio di Vezimo e, più in basso a destra, Zerba. Più lontano è distinguibile lo spartiacque che separa la Val Trebbia dalla Val Staffora, interrotto dal passo del Brallo. Dal Chiappo, la linea di crinale svolta di 90° e prosegue con andamento nord-sud raggiungendo il punto di osservazione e proseguendo verso i monti Legnà e Carmo.

A destra si ammira la Val Boreca, selvaggia e incontaminata, quasi interamente ammantata di boschi e scolpita dal reticolo dei ruscelli che scendono perpendicolarmente dai crinali e vanno ad incrementare la portata idrica del torrente principale. In secondo piano, verso oriente sono ben visibili lo spartiacque che separa la Val Trebbia dalla Val d’Aveto, con la vetta del monte delle Tane, e quello che divide i bacini dell’Aveto e del Nure: si individuano, grazie alle forme peculiari, il monte Carevolo (il cui fianco occidentale presenta un’ampia nicchia, conseguenza di antiche frane), il Crocilia (dalla cima tondeggiante e priva di alberi), la parete rocciosa della Ciapa Liscia, i monti Bue e Maggiorasca, con rifugi e tralicci sulla cima. Ancora oltre si intravedono i monti Nero e Ragola.

Se si volge lo sguardo di poco verso settentrione, non è difficile riconoscere la sequenza di rilievi che separano le Valli Nure e Arda, con le tre cuspidi della vetta del monte Menegosa e il piatto tavolato che conclude il monte di Lama. Sul lato opposto, l’alessandrino è solcato da una serie di vallate parallele: la più vicina è incisa dal torrente Borbera, importante affluente dello Scrivia. Verso sud i prati sommitali del monte Carmo.

La passeggiata prosegue in direzione sud, supera i rilievi del monte Legnà (mt 1669) e Poggio Rondino, di cui si evita la cima, e raggiunge la vetta del monte Carmo (mt 1642), punto di incontro fra Liguria, Emilia Romagna e Piemonte, e dalle cui pendici sgorga il torrente Boreca. Dalla vetta è possibile ammirare, verso est, la dorsale che separa la Val Boreca dalla Val Terenzone, che raggiunge oltre il passo Maddalena le cime dei monti Busasca, Ronconovo e Alfeo. Verso nord, ancora la Val Boreca, con i villaggi di Artana e Bogli sul versante sinistro, Suzzi su quello destro. Verso ovest si individua il borgo piemontese di Carrega Ligure, con i ruderi del castello, e la valle del Borbera. A sud-ovest si segue con lo sguardo il crinale che, segnando il confine tra le province di Genova ed Alessandria porta al monte delle Tre Croci e quindi all’Antola.

Il ritorno viene effettuato sullo stesso percorso dell’andata, evitando anelli che non aggiungerebbero alcunché all’escursione in termini di panoramicità, ma molto in termini di dislivello.

Achille Menzani


NOTIZIE UTILI

Un chilometro prima della parcheggio si incontra l’albergo ristorante “Capannette di Pej” (tel. 0523-935129) http://www.capannette.it/
Alla partenza si trova l’albergo ristorante Capanne di Cosola (tel. 0143-999126) http://www.capannedicosola.it/albergo.htm
Lungo il percorso non sono presenti nè fontane né altri punti di ristoro

La mappa

La scheda

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