“Convenzione Brugneto, un bluff per Piacenza”

Critiche del consigliere provinciale Pdl Antonino Coppolino e della Proprietà Fondiaria: "Convenzione da rivedere per garantire agricoltori e coltivazioni"

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“La recente convenzione stipulata tra la Regione Emilia-Romagna e la Regione Liguria per il Brugneto ha un contenuto ben diverso da quello che si è voluto far credere”. Lo sostiene il consigliere provinciale Pdl Antonino Coppolino. “Si è sbandierato che il territorio di Piacenza avrebbe avuto 1,5 milioni di mc in più per il fiume Trebbia nel periodo estivo (16 maggio – 15 settembre) in aggiunta ai 2,5 milioni di mc già previsti dal precedente disciplinare del 1960 (aggiornato nel 1987). Le cose non stanno tuttavia in questi termini”.

“La nuova convenzione – spiega Coppolino – prevede infatti che Genova rilasci una maggiore quantità d’acqua pari non a mc 1,5 milioni ma “sino a mc 1,5 milioni” (art. 3), senza fissare alcun minimo al riguardo. Ciò vuol dire che potrebbero essere rilasciate nel Trebbia quantità di acqua del tutto insufficienti e comunque ben inferiori agli ulteriori 1,5 milioni di mc che la Giunta della Regione Emilia-Romagna aveva previsto nelle premesse (poi disattese al momento dell’accordo) della propria delibera del 17 giugno 2013 con cui autorizzava la sottoscrizione della nuova convenzione (…aumentare in via sperimentale i rilasci dell’invaso del Brugneto di un volume pari a  1,5 milioni metri cubi…)”.

“Giuridicamente, allo stato, il solo dato certo per Piacenza è il diritto a pretendere da Genova 2,5 milioni di mc del vecchio disciplinare, posto che la quantità aggiuntiva prevista dalla nuova convenzione potrebbe essere irrisoria e comunque ben inferiore a quella che si è voluto far credere. Ma, come se ciò non bastasse, la stessa convenzione (sempre all’art. 3) prevede che la Società Mediterranea delle Acque S.p.A., delegata dal Comune di Genova alla gestione tecnico-operativa dei rilasci della diga del Brugneto, provveda “a lasciare defluire il volume d’acqua di volta in volta compatibile con le reali eccedenze dell’invaso” e “dopo aver verificato la consistenza delle scorte disponibili”. Quindi lasciando al comparto genovese la mera discrezionalità se rilasciare o meno maggiori quantità di acqua al territorio di Piacenza, senza, peraltro, prevedere un contraddittorio di verifica con un organismo piacentino”.

“In buona sostanza – prosegue – la nuova convenzione dell’invaso del Brugneto in argomento può considerarsi l’ennesima beffa per Piacenza e la sua Provincia, di cui alcuni dei maggiori artefici sono la Regione Emilia-Romagna ed i suoi assessori competenti che dovrebbero invece tutelarne gli interessi e che hanno accettato di sottoscriverla”.

“Alla ripresa dei lavori del Consiglio Provinciale – conclude Coppolino – dopo la pausa estiva, presenterò una mozione che impegni il Presidente della Provincia e la Giunta affinché si attivino per far modificare la detta convenzione (della durata di tre anni), in modo che nelle prossime estati gli agricoltori piacentini abbiano la certezza di poter contare, realmente, sugli effettivi ulteriori 1,5 milioni di mc di acqua che la convenzione avrebbe dovuto prevedere sin da subito e che, pur insufficienti, rappresenterebbero, perlomeno, un dato certo su cui fare affidamento per le coltivazioni”.

Proprietà Fondiaria: “Convenzione da rivedere”
Anche la Proprietà fondiaria di Piacenza lamenta che la convenzione stipulata nel mese di luglio tra la Regione Emilia-Romagna e la Regione Liguria, relativamente al maggiore rilascio di acqua dall’invaso del Brugneto nel periodo estivo, “non dà alcuna certezza al nostro territorio e agli agricoltori piacentini; ciò in quanto se si vanno ad
analizzarne i contenuti ci si rende conto che la quantità di acqua che dovrà essere rilasciata non è realmente quella pubblicizzata dagli attori della stessa convenzione e
dagli organi di informazione, né quella originariamente prevista dalla Regione Emilia Romagna”.

“La convenzione – scrivono in una nota – infatti all’articolo 3 prevede che, per un triennio, nel periodo estivo (16 maggio-15 settembre) sia messa in atto una maggiorazione del deflusso di acqua dall’invaso del Brugneto al fiume Trebbia (che andrebbe ad aggiungersi alla quantità che viene normalmente già rilasciata ogni anno, pari a 2,5 milioni di mc) per un volume “sino” a mc 1,5 milioni e che, sulla base della richiesta avanzata dalla Regione Emilia, la società incaricata ad attuare il rilascio, dopo aver verificato la consistenza delle scorte idropotabili, provvederà a lasciare defluire il volume d’acqua di volta in volta compatibile con le reali eccedenze presenti nell’invaso.

“Innanzitutto balza all’occhio che la quantità d’acqua rilasciata in più non sarà quindi “pari” a 1,5 milioni di mc (come aveva invece previsto la Giunta regionale dell’Emilia
Romagna  nella  delibera  di  rilascio  dell’autorizzazione  alla  sottoscrizione  della convenzione e come sbandierato da più parti) ma, come si è visto, potrà ammontare
“sino” a tale quantità e pertanto potrebbe anche risultare una quantità minima ed irrisoria e ben inferiore ad 1,5 milioni di mc”.

“Inoltre alla richiesta di rilascio avanzata dalla nostra Regione potrebbe anche seguire il diniego da parte della società incaricata, in quanto la convenzione sottoscritta
concede alla stessa ampia discrezionalità in merito. La  Proprietà  fondiaria  fa  appello  pertanto  alle  istituzioni  affinchè  si  attivino  per modificare la convenzione, in modo che gli 1,5 milioni di mc diventino un dato certo ed effettivo su cui poter contare”.

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