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Crescita con il fiato corto per le imprese dell’Emilia- Romagna

Il sistema imprenditoriale avanza, ma ha il fiato corto. L’aumento di imprese attive (+1.107) è deludente: mai così poche dall’inizio crisi. Crescita nel commercio (+790), servizi di alloggio e ristorazione (+461), calo in agricoltura (-882) e trasporti (-119). Rallentano le società di capitale, mentre crisi e credito fermano le ditte individuali

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Solo in apparenza c’è una crescita. L’aumento delle imprese del secondo trimestre 2013 in Emilia-Romagna è infatti il più modesto degli ultimi dieci anni.
Le imprese registrate in Emilia-Romagna erano 470.323 alla data del 30 giugno, 1.618 in più (+0,3 per cento) rispetto al trimestre precedente. Il dato positivo, tipico del periodo considerato, non deve trarre in inganno: si tratta del più contenuto incremento del decennio, con la sola eccezione di quello riferito allo stesso trimestre del 2009. In Italia l’aumento è risultato analogo. Dunque, Emilia-Romagna, tra aprile e giugno, le iscrizioni (7.930) non sono variate rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, mentre le cessazioni (6.353) sono sostanzialmente aumentate, segnando il nuovo massimo dal 2009.

Il quadro di sintesi emerge da una elaborazione di Unioncamere Emilia-Romagna dei dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio. Il dato delle imprese attive rende meglio l’effettiva capacità operativa della base imprenditoriale. A fine giugno erano 420.987, 1.107 in più (+0,3 per cento) rispetto al trimestre precedente. Nonostante la stagionalità favorevole, anche in questo caso si tratta del più limitato aumento dall’avvio della crisi internazionale.

I settori di attività che hanno maggiormente concorso alla crescita sono l’insieme del commercio e della riparazione di autoveicoli e motocicli (+790 unità, +0,8 per cento) e i servizi di alloggio e ristorazione (+461 unità, +1,8 per cento), effetto di una maggiore necessità di forme di auto impiego. Non crescono le costruzioni e la manifattura, mentre flettono trasporto e magazzinaggio (-119 unità, -0,8 per cento), ed anche l’agricoltura (-882 unità, -1,4 per cento).

L’aumento congiunturale contenuto è stato determinato dalla crescita delle società di capitale, +578 unità (+0,7 per cento). Le ditte individuali quasi non sono aumentate (+220 unità, +0,1 per cento), il dato peggiore dall’inizio della crisi, e anche la crescita dalle società di persone è stata solo un poco più rapida (+171 unità, +0,2 per cento). La crescita di cooperative e consorzi, contenuta in assoluto, è risultata la più veloce (+142 unità, +1,5 per cento).

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