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I cacciatori piacentini: “Troppe restrizioni, servono nuove regole”

"Servono nuove regole, a Piacenza ormai andare a caccia sta diventando impossibile". La presa di posizione, rivolta in particolare contro l’amministrazione provinciale, arriva per voce di Giovanni Bertaglia, presidente del Comitato Cacciatori di Piacenza

“Servono nuove regole, a Piacenza ormai andare a caccia sta diventando impossibile”. La presa di posizione, rivolta in particolare contro l’amministrazione provinciale, arriva per voce di Giovanni Bertaglia, presidente del Comitato Cacciatori di Piacenza (Cobas Caccia). L’accusa è chiara: troppi restrizioni e paletti uniti a confusione nei calendari venatori stanno portando sempre più persone a non rinnovare il proprio tesserino. “Fino al 1998 – ricorda Bertaglia – si contavano quasi 5mila cacciatori locali, dal 2000 ad oggi il calo è stato del 54%; quest’anno abbiamo registrato 600 cacciatori in meno, l’anno precedente 740”.  

L’ultima questione, in ordine cronologico, riguarda la prossima giornata di apertura della caccia al cinghiale. Per il calendario venatorio provinciale è fissata nel primo di ottobre, un martedì, che secondo le norme regionali è invece giornata di silenzio venatorio: sulla base del nostro calendario i cacciatori piacentini potrebbero andare a caccia, rischiando però di essere sanzionati con una multa. “Un esempio – spiega Bertaglia – di come si facciano le cose senza nemmeno rendersi conto delle incongruenze”.

Diverse le richieste avanzate dal comitato, che nei mesi scorsi ha presentato le proprie istanze anche in Regione Emilia Romagna all’assessore all’attività faunistico-venatoria Tiberio Rabboni: fra i punti principali l’immediato riordino degli ambiti territoriali di caccia (gli Atc). “A seguito della legge nazionale n°157 nella nostra provincia vennero istituiti ben 17 Atc, applicando il massimo del costo ai tesserini, poi ridotti a 11 a seguito delle proteste ma che comportano spese molto elevate. Per contenerle abbiamo presentato una proposta di riordino per portare a 4 gli ambiti territoriali, sulla base della suddivisione delle nostre vallate”. Fra i tanti motivi di scontento le troppe restrizioni nel calendario provinciale, ad esempio per quanto riguarda la caccia alla migratoria: “Chiediamo – conclude Bertaglia – un calendario venatorio Provinciale in linea con quello regionale per quanto riguarda giornate e orari di caccia; in particolare, per quanto riguarda la caccia alla migratoria dall’alba aI tramonto secondo il calendario regionale”.

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