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Ikea a Piacenza: nuova gara per i servizi logistici. Sindacati preoccupati foto

Ikea Italia Distribution ha deciso di avviare, con il supporto della Casa madre, una gara per il contratto di appalto dei servizi di movimentazione delle merci presso il polo logistico di Piacenza

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Ikea bandisce una nuova gara d’appalto per i servizi di logsitica a Piacenza. La decisione è arrivata con un comunicato stampa ufficiale a un mese esatto dalla scadenza (a fine agosto) dell’attuale appalto in capo al consorzio Cgs che impiega circa 350 lavoratori. Negli ultimi mesi gli stabilimenti piacentini Ikea sono stati al centro della dura protesta del sindacato autonomo Si. Cobas.   

Ecco il testo dell’azienda.
 

Ikea Italia Distribution ha deciso di avviare, con il supporto della Casa madre, una gara per il contratto di appalto dei servizi di movimentazione delle merci presso il polo logistico di Piacenza, con l’obiettivo di monitorare il mercato e garantire che IKEA utilizzi sempre i fornitori migliori.

Ad oggi i servizi logistici sono appaltati, con contratti stipulati nel 2005, alle cooperative Cristall, San Martino ed Euroservizi facenti parte del Consorzio CGS.

La gara per l’appalto dei servizi di movimentazione merci (per i quali IKEA continuerà ad applicare le tariffe prefettizie, in ossequio a quanto stabilito dalla Direzione Territoriale del Lavoro di Piacenza) muove dall’obiettivo della Casa Madre di individuare, in ogni mercato in cui opera, i partner migliori in termini di competenza, managerialità ed esperienza nel settore logistico.

Saranno invitate alla gara cooperative con esperienza nel settore logistico, oltre al Consorzio CGS, con cui si è sviluppata negli ultimi anni una proficua collaborazione. IKEA farà un primo invito alla gara nei prossimi giorni, mentre le proposte sono attese entro la fine del mese di agosto. Al fine di far conoscere l’attuale organizzazione operativa del polo logistico IKEA è stata prevista la possibilità, per i fornitori invitati dalla gara, di effettuare delle visite presso i depositi di Piacenza.

L’iter decisionale, nel quale sarà coinvolta anche la Casa Madre, dovrebbe poi concludersi entro il mese di settembre. IKEA ha informato i sindacati confederali della gara d’appalto e del proprio impegno, indipendentemente dal risultato della gara, a continuare ad operare per il pieno rispetto di tutti i diritti dei soci lavoratori del Consorzio CGS attualmente in forza presso i depositi di Piacenza.

Milza (Coop S. Martino): “Singolare la tempistica della comunicazione, valuteremo se concorrere”

“E’ singolare che l’avviso di gara da parte di Ikea sia arrivato a un mese dalla scadenza naturale dell’appalto, una tempistica che lascia francamente straniti, solitamente il tempo di preavviso è molto più lungo, anche di 4-5 mesi”. E’ il commento di Francesco Milza, presidente della Coop S. Martino, una delle aziende del consorzio Cgs attualmente al lavoro in Ikea. “Non ci è piaciuta questa logica – aggiunge – e valuteremo se concorrere o meno alla nuova gara, dipenderà dai suoi contenuti e anche dalla qualità degli altri soggetti che saranno invitati a competere. Uno dei temi chiave sarà il tipo di contratto richiesto, anche perchè in caso di variazioni rispetto al passato non sussiste l’obbligo di riassunzione degli attuali dipendenti”. 

Il commento dei sindacati confederali: “Attenzione alle cooperative che saranno invitate”

Questa mattina si è tenuto un primo incontro tra Ikea e sindacati confederali, la multinazionale svedese ha presentato la propria decisione a Massimiliano Borotti di Uil, Claudio Chiesa di Cgil, Michele Vaghini e Antonio Colosimo di Cisl. 

“Ikea ci ha spiegato le ragioni di questo provvedimento: è stata la casa madre a chiedere che, dopo 8 anni, venisse espletata una nuova gara d’appalto – dice Massimiliano Borotti -, prassi che dovrebbe in realtà tenersi ogni 3 anni per fare economie di scala. Da parte nostra è stato chiesto che la nuova gara non sia fatta al minimo ribasso, e ci è stato assicurato che nel bando verrà previsto il rispetto del contratto nazionale di settore e della tariffa di base. Rassicurazione non sufficienti per noi, perché in questo modo non si terrà conto della parte economica del rinnovo del contratto nazionale”. “Da qui ai prossimi giorni si terranno nuovi incontri, il prossimo è già fissato per il 7 agosto – prosegue Borotti -, intanto Ikea ci ha già anticipato qualche nome sulle cooperative invitate a prendere parte alla gara (confermato l’invito anche al consorzio uscente Cgs, ndr) e abbiamo espresso qualche perplessità. Un aspetto su cui vigileremo particolarmente è il mantenimento dei posti di lavoro agli addetti attualmente presenti nei depositi Ikea, non scontato con il cambio di appaltatore: la gara infatti non ne prevede l’obbligatorietà, ma rappresenta solo un titolo a favore”. 

“Sono preoccupata – commenta Marina Molinari, segretaria provinciale Cisl Piacenza -, rivolgersi a cooperative esterne, che non ci mettono la faccia come realtà locali radicate sul territorio, può portare a situazioni esplosive come quelle che abbiamo visto esplodere in Tnt. Queste in realtà sono cooperative spurie, non associate, e che non applicano i contratti nazionali, con presidenti e referenti che cambiano dall’oggi al domani, e preludono spesso a esperienze poco positive. Il rischio è di cadere dalla padella alla brace: la direzione provinciale del Lavoro ha confermato, dopo i disordini nei magazzini Ikea dei mesi scorsi, che le buste paga erano corrette e che non sono state verificate irregolarità contrattuali. Spero che Ikea possa cambiare idea”. 

Claudio Chiesa della Cgil afferma che “Ikea nell’incontro odierno ci ha già fornito alcune indicazioni sulle modalità della gara, ora occorre proseguire il confronto per verificare gli aspetti contrattuali in gioco e anche le aziende che intendano proporsi. Ci aspettiamo che tutte le cooperative che intendano operare a Piacenza abbiano la volontà di presentarsi in maniera trasparente. Entro fine agosto sono stati programmati ulteriori incontri con l’azienda per affrontare questi temi”. “Naturalmente – conclude – le condizioni contrattuali che dovranno essere applicate non possono limitarsi ai minimi stabiliti con la Direzione provinciale del lavoro, perchè quelle condizioni sono già superate e necessitano una revisione”.  

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