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Kamlalaf, nuova pagina di diario dall’Uganda

Dall’Uganda, nell’ambito del progetto Kamlalaf, scrivono la loro testimonianza Sara Marino e Michela Merli, che insieme alle piacentine Margherita Moroni e Silvia Negri (in viaggio con il progetto “Vieni e vedi” di Africa Mission – Cooperazione e Sviluppo) stanno vivendo un’esperienza di viaggio partita dalla capitale Kampala.

Dall’Uganda, nell’ambito del progetto Kamlalaf, scrivono la loro testimonianza Sara Marino e Michela Merli, che insieme alle piacentine Margherita Moroni e Silvia Negri (in viaggio con il progetto “Vieni e vedi” di Africa Mission – Cooperazione e Sviluppo) stanno vivendo un’esperienza di viaggio partita dalla capitale Kampala.


Oggi è il sesto giorno che trascorriamo a Kampala. Il tempo scorre velocemente ed ogni giorno che passa ci rendiamo sempre più conto di quanto la vita qui sia difficile e faticosa. L’aria africana ti travolge, sia mentalmente che fisicamente. Sì, perchè l’aria africana è forte, è umanità. Un’umanità che all’inizio può intimorirti e spaventarti ma che appena la rivedi specchiata negli occhi grandi e lucidi e nei sorrisi dai denti bianchissimi dei bambini di strada, ti rende felice. E l’estraneità che prima sentivi scompare. Questa sensazione ci è del tutto nuova e per capirla non basta leggere queste righe ma bisogna viverla in prima persona.

Questa umanità l’abbiamo ritrovata in Bosco, preside della scuola Great Valley, che dopo essere fuggito nel 1994 dal genocidio rwandese ed essere stato un bambino di strada, a sua volta ha avuto la fortuna di studiare grazie a padre Valente e ha deciso che nella sua vita avrebbe aiutato i bambini delle slums (le baraccopoli alla periferia della città). E l’abbiamo rivista nei Missionari dei Poveri, che tutti i giorni aiutano con speranza e umiltà gli ultimi degli ultimi, i bambini disabili e orfani delle baraccopoli.
Nonostante le barriere linguistiche e culturali sentiamo questa umanità intimamente vicina.

Sara Marino, Michela Merli, Margherita Moroni, Silvia Negri

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